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Gabriele Sannino
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Non c'e' solo Lampedusa



Vista dal nostro punto di vista, l'immigrazione nella piccola isola di Lampedusa sta diventando davvero un fenomeno insostenibile. L'Europa infatti - oramai lo abbiamo appurato - e' solo un'unione bancaria piu' che un'unione di Stati - tant'e' vero che si dividono su qualsiasi cosa, anche sulle piu' banali! - mentre il resto del mondo pensa solo e semplicemente a cambiare l'ordine delle cose... per non cambiare proprio niente.
Bisogna mettersi in testa, in sostanza, che tutti tengono solo ai contratti energetici, alle forniture, agli affari dei vari Stati in un nord Africa pieno com'e' di petrolio e di gas, dunque bisogna preservare i vecchi accordi e al limite approfittare del caos per farne dei nuovi: ecco perche' e' fondamentale trovare un nuovo ordine alle cose che consenta di ristabilire il vecchio ordine.
L'unica speranza, a questo punto, e' che i popoli africani, stanchi e affamati come sono di democrazia - oltre che scappare di qua e di la' - si dedichino realmente a cercare di abbattere i propri dittatori, non fidandosi neanche della comunita' internazionale, pronta a giocare in troppi casi brutti e pessimi scherzi.
Purtroppo le migrazioni africane, in questo preciso momento storico, hanno una connotazione che sembra quasi avvicinarsi a quelle descritte nella Bibbia: migliaia e migliaia di persone sono infatti, anche in questo momento, intente a scappare per le vie piu' disparate, e il loro unico obiettivo resta quello di raggiungere un'Europa dove da sempre si pensa di riuscire a fare... "una bella vita".
Insomma, i migranti intendono raggiungere proprio quei paesi che da sempre li sfruttano, tenedoli nell'ignoranza e di conseguenza anche nella poverta'.
Durante questi viaggi della speranza, sono molti, anzi troppi quelli che perdono la vita. I sepolti senza neanche una cerimonia nel primo terreno utile non si contano piu'.
In Europa, molte cose non si devono sapere - o meglio spesso si sanno "tra le righe" di qualche sporadico e coraggioso giornale.
Quello che non si sa, infatti, e' che tunisini, egiziani, libici stanno scappando ovunque, dato che nei loro rispettivi paesi, oltre alla disoccupazione e alla poverta', c'e' anche moltissima instabilita' politica.
Uno dei percorsi che molti migranti seguono - ancor piu' di quello via mare di Lampedusa, considerato tra i piu' pericolosi - e' quello via terra, che si esaurisce tra Turchia e Grecia.
Molti maghrebini, ad esempio, predono voli low cost per Instanbul e da qui iniziano il loro viaggio a piedi o su mezzi di fortuna fino al fiume Evros, un fiume che fa da confine naturale tra Grecia e Turchia.
L'obiettivo di questi uomini - e anche donne - e' quello di arrivare ad Atene, di arrivare... in Europa.
In effetti il fiume Evros e' l'unico confine terrestre tra il vecchio continente e il mondo arabo: i suoi 200 km sono diventati terra di sogni e soprattutto di speranze.
Per capire la gravita' della situazione basti pensare che mentre nel 2010 a Lampedusa sono arrivati 3 mila migranti, in Grecia, attraveso l'Evros, ne sono arrivati ben 132 mila: una media - udite udite - di 360 persone al giorno!
La situazione, attualmente, potrebbe diventare catastrofica: se si pensa che da qui ogni anno arrivano anche i migranti da est, si capisce bene come la cosa possa diventare esplosiva.
I migranti, una volta arrivati ad Istanbul e prima di raggiungere il fiume, si dirigono verso Edirne, la vecchia Adrianopoli, ultimo avamposto turco prima della frontiera con l'Europa.
Da qui si parte alla volta del fiume: solo l'anno scorso nelle sue gelide acque sono morte ben 44 persone!
Queste, spesso, vengono trovate assiderate in mezzo alla boscaglia circostante.
Ci sono cosi' tante vittime ogni anno su questo fiume che i locali lo chiamano "la tomba dei migranti": in un villaggio vicino, Sidiro, e' stato addirittura istituito un cimitero solo per i migranti.
Purtroppo le brutture non finiscono qui: i piu' "fortunati", una volta entrati in territorio greco, se presi dalla polizia, vengono portati in veri e propri CPT - Centri di Permanenza Temporanea - e qui molti di questi muoiono in circostanze misteriose.
Neanche i giornalisti possono entrare in questi centri: da lontano, spesso, si vedono solo uomini con cartelli che invocano "aiuto", magari scritti con pennarelli di fortuna se non addirittura con il dentificio.
Quello che si sa e' che questi centri sono pieni zeppi di gente, ci sono pochissime docce e pochissimi bagni e sono tutti in condizioni igienico-sanitarie pessime. Qui i migranti piu' fortunati scappano, mentre alcuni rimangono per mesi prima di essere spediti nei loro paesi di origine.
Perfino la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha dichiarato che le condizioni dei CPT greci sfiorano la tortura!
Ma le sorprese non finscono qui: la Grecia, sfiancata dall'immigrazione, sta costruendo addirittura un muro nel punto in cui il fiume e' piu' basso e quindi attraversabile.
Nonostante cio', pero', i greci son convinti che non servira' a molto.
Da molto tempo, ormai, la Grecia dice all'Europa che e' sola a fronteggiare questa situazione.
Come potete ben vedere, dunque, non siamo affatto soli...

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