sito ufficiale
Gabriele Sannino
BIOGRAFIA LIBRI ORDINA IL TUO LIBRO VIDEO ARTICOLI EVENTI FOTO CONTATTI
STAMPA
Chi e quanti sono i Neet in Italia



L'Istat ha disegnato una fotografia molto preoccupante per i giovani di questo paese: in Italia, ci sono ben 2 milioni di giovani che non lavorano, non studiano, non si informano, non leggono, non fanno sport, e abitano rassegnati a casa dei propri genitori.
Sono i cosiddetti Neet - l'acronimo e' inglese e significa "Not in education, employement or training".
Questo piccolo esercito di "teenager forever" si trascina nella piu' totale apatia, non ha obiettivi ne' a brevissimo termine ne' tantomeno a lungo termine, e vivacchia sconsolato in tutto il territorio nazionale, nessuna regione esclusa.
I giovani dai 15 ai 29 anni sono in assoluto la componente principale di questa categoria sociale: che ne sara', dunque, di questi ragazzi privi di strumenti culturali, formazione e interessi? Come si potranno spendere nel mercato del lavoro recuperando anche la loro personalita' e soprattutto la loro dignita'?
Nel 2010, c'e' stata una vertiginosa crescita dei Neet: 134 mila in piu' rispetto all'anno precedente.
L'Italia indossa la medaglia nera: neanche la Spagna ha due milioni di Neet come noi, alias una futura e incandescente bomba sociale.
Una parte dei Neet, comunque, vorrebbe anche lavorare, solo che e' profondamente scoraggiata dallo scenario economico e dalla mancanza cronica di lavoro.
Ecco che quindi non cerca piu' , non si muove piu', immobilizzando e imbalsamando il proprio avvenire.
Il tasso di disoccupazione nel nostro paese - purtroppo - sale sempre di piu' e questo non da' per niente speranza a questi giovani: siamo al 30% in generale e addirittura al 46,1% per le donne del Sud!
Piu' della meta' di quelli che hanno perso il lavoro sono disoccupati di lunga durata: stanno cioe' cercando lavoro da piu' di un anno ma senza successo.
I neet, ad ogni modo, non vanno demonizzati ma piuttosto motivati e aiutati: oggi infatti se non hai un lavoro e un reddito sei tagliato fuori praticamente da tutto - dato che la societa' si basa solo sui soldi e in particolare su chi li ha - e quindi anche tutto il resto - sport, interessi ecc - iniziano ovviamente a latitare.
L'importante sarebbe proprio evitare il vortice che risucchia inesorabile ciascuno di questi ragazzi: cercare cioe' e in tutti i modi possibili di reagire pur di non continuare a perseguire il proprio stato di apatia.
L'incremento piu' vistoso dei Neet pertanto si ha nel nord-est, in particolare nel veneto: qui la gia' bassa scolarizzazione - molti govani non proseguivano gli studi e andavano subito a lavorare in fabbrica, sin da giovanissimi - ha contribuito piu' di ogni altra cosa a creare un mini esercito di inoccupati.
Questi ragazzi - va anche aggiunto - sono cresciuti in una societa' dove la meritocrazia non esiste: essi sono convinti non a torto che bravura e passione non contino quasi nulla, piuttosto servono amicizie, il classico "colpo di fortuna" o al limite l'utilizzo del corpo come merce di scambio.
Dunque l'impegno che profondono e' davvero scarso.
Naturalmente, la colpa e' della societa' che lancia continuamente questo tipo di messaggi attraverso i comuni mass media, messaggi che finiscono poi con l'essere profondamente interiorizzati da queste giovani vite.
I programmi televisivi per giovani infatti ne sono la chiara dimostrazione: tutti i reality che si susseguono rispecchiano questa linea di pensiero.
Insomma, sentiremo ancora tanto parlare di questi Neet.
Sentiremo ancora parlare di questi giovani cui la brutale societa' ha di fatto strappato ogni speranza di vivere una vita migliore dei loro genitori.



...

Gabriele Sannino
Privacy
Sito web ottimizzato per IE 8 - Realizzato da Soluzione Programmata-