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Gabriele Sannino
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I segreti sulle scorie nucleari in Italia



Gli incidenti nucleari, specie se avvengono in Europa, vengono presto silenziati dai media tradizionali a patto che non sia proprio impossibile parlarne nei casi giudicati gravissimi.
L'incidente di Marcoule avvenuto poco tempo fa in Francia, ad esempio, e' proprio uno di questi.
Lo stesso dicasi dell'incidente avvenuto nell'impianto di smaltimento delle scorie nucleari a Desse, in Belgio, con tre contaminati di cui non si e' saputo piu' nulla.
In Italia, nonostante non ci siano centrali nucleari attive ma parecchie tentazioni di attivarle e questo per rispondere ai nostri creditori - esempio tipico proprio la Francia, che possedendo una bella fetta del nostro debito pubblico avanza pretese - rimangono pero' i siti dove sono stati un tempo depositate tutte le scorie nucleari, scorie quali con le quali nessuno sa ancora bene cosa fare e soprattutto come comportarsi.
Nel 2003 il governo Berlusconi approvo' una legge - la 386 per l'esattezza - secondo la quale entro il 2008 doveva essere realizzato un deposito nazionale dove stoccare tutti i rifiuti sparsi sulla nostra penisola.
Naturalmente, essendo questa una cosa seria, non solo non e' stato costruito, ma ancora adesso nessuno sa bene dove farlo questo benedetto deposito: dunque manca anche il luogo oltre al progetto.
Roberto Mezzanotte, ex Direttore dell'ISPRA vale a dire l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca, ha rilasciato delle importanti dichiarazioni al giornale Vanity fair che meritano tutta la nostra attenzione: esso dichiara infatti che nonostante in Italia non ci siano centrali, i rifiuti aumentano comunque e questo perche' perfino gli indumenti con i quali si entra in questi siti alla loro uscita costituiscono rifiuti radioattivi e quindi scorie nucleari.
Egli inoltre asserisce che sulla nostra penisola ci sono situazioni a dir poco preoccupanti: una di queste ad esempio e' in Piemonte, a Saluggia, nel vercellese per l'esattezza, dove negli anni '80 l'azienda Eurex lavorava il combustibile utilizzato per separare uranio e plutonio dalle scorie.
Attualmente l'azienda e' chiusa e raccoglie le scorie al suo interno ma il problema e' che questa dista 1,5 km dal principale acquedotto del Piemonte e nonostante sia recintato con una grossa muraglia rifiuti liquidi radioattivi si possono sempre insinuare nel fiume.
Bisogna precisare infatti che i rifiuti liquidi sono molto piu' pericolosi di quelli solidi e questo perche' semplicemente sono piu' radioattivi.
La beffa ultima d Saluggia - secondo Mezzanotte - e' che si sta costruendo un nuovo deposito anziche' provvedere a quello nazionale e togliere definitivamente il tutto da quella zona.
Un'altra anomalia e' quella di Casaccia, vicino Roma, dove si raccolgono prevalentemente rifiuti ospedalieri, anch'essi radioattivi: qui non vi e' secono Mezzanotte un pericolo grave e imminente ma siamo comunque a ridosso della Capitale del paese nonche' una delle citta' piu' popolate d'Italia.
Resta da dire che nel nostro paese le regioni che al momento hanno piu' scorie nucleari sono il Piemonte - in testa alla classifica - seguito dall'immancabile e gia' martoriata Campania, poi ancora Basilicata e infine Lombardia e Lazio.
Nelle zone vicino ai depositi delle scorie - poco raccomandabili - la probabilita' di ammalarsi resta comunque superiore rispetto alla norma.
Bisogna dire, pero', che se si incrocia l'inquinamento dell'aria, delle acque, del cibo, e ci si aggiunge poi anche quello degli inceneritori, delle discariche dei rifiuti e infine di quelli radioattivi, be' nessuno di noi, ormai, puo' dirsi immune e soprattutto al sicuro.



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