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Gabriele Sannino
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In futuro sara' la blue economy



Le sfide che l'umanita' dovra' affrontare in futuro sono dei macigni rispetto ai problemi attuali, ovvero una crisi economica - come tante in passato - voluta e mantenuta.
Entro il 2050, infatti, si calcola che sul pianeta Terra ci saranno ben 9 miliardi di individui, e sfamare tutti assicurando un livello dignitoso di vita sara' impossibile se continuiamo a distruggere gli ecosistemi, depredando, come bifolchi, tutto cio' che e' della natura solo per accumulare soldi e ancora soldi.
Il nostro sistema economico, ma non solo, il nostro sistema di vita deve cambiare radicalmente: bisogna darsi tutti nuove priorita', altrimenti e' semplicemente finita.
Per far si' che tutto cio' abbia luogo, quello che deve cambiare sono innanzitutto i nostri valori - accumulare denaro distruggendo il pianeta deve essere considerato un REATO - nonche' il nostro modo di fare economia, creando innovazioni che ci permettano un futuro sostenibile e sereno.
Finora, cio' che ci ha impedito un vero progresso umano di fianco al progresso economico e' stato semplicemente il nostro modo di pensare, convinti come siamo che dobbiamo sempre "crescere" in termini di quantita' - e quindi percentuali di PIL - e non di qualita'.
Tutto questo e' fanciullesco in quanto non si considera la cosa piu' importante di tutte, ovvero che il pianeta stesso e' un sistema finito, e quindi credere che le economie siano inarrestabili e' un po' come credere a babbo natale.
Dal punto di vista ambientale, poi, stiamo passando ogni limite: il cambiamento climatico, l'acidificazione degli oceani, l'utilizzo anzi lo sperpero dell'acqua, la perdita di biodiversita', sono tutte cose che pagheremo molto care!
Quello a cui dobbiamo tendere - molti ne sono gia' a conoscenza - e' il cosiddetto environmental space, ovvero lo spazio ambientale, vale a dire il quantitativo pro capite di energia, risorse non rinnovabili, acqua, territorio, legname ecc che puo' essere assorbito dalla natura e quindi ripetuto.
Questo concetto e' stato sviluppato dall'economista olandese Hans Opschorr ed elaborato all'Earth Summit di Rio de Janeiro nel 1992.
Dobbiamo quindi ispirarci alla natura il piu' possibile, e lavorare ad un'economia che sia in completa simbiosi con essa.
Attenzione, tutto questo non e' un'opzione. E' una priorit ineluttabile.
In questo viene in soccorso la blue economy, ovvero un'economia sempre piu' concreta che si basa proprio sugli ecosistemi, che impara cioe' dall'autosufficienza della natura e che mette in campo tutte situazioni altamente rinnovabili e competitive in termini economici.
Del resto, se ogni ecosistema in natura ha raggiunto un equilibrio, perche' noi non dovremmo farlo?
La natura, al riguardo, ci offre soluzioni ingegnose, ecco perche' la ricerca non deve mai fermarsi o essere bloccata dalle lobby, come accade oggi.
Prendiamo le termiti: riescono a costruire ovunque sul pianeta - e quindi con qualsiasi clima! - edifici sotterranei in cui le correnti calde e fredde si compensano e quindi la temperatura rimane sempre costante.
Invece che riscaldare e consumare energia, il loro esempio potrebbe risolverci un bel po' di problemi, anche economici!
Nei deserti ci sono piante che sopravvivono perche' riescono a catturare l'acqua dalla rugiada che si forma al mattino: quest'acqua viene resa liquida e irrora la pianta, la quale ha cosi' tutto il nutrimento necessario - calore e acqua, per l'appunto - per poter sopravvivere in quelle condizioni estreme.
La mancanza di acqua, attualmente, uccide milioni, forse miliardi di esseri umani: perche' non si punta sui meccanismi che rendono possibile tutto cio' in natura, e si crea acqua in tutto il globo e per tutti gli esseri del pianeta? Sarebbe anche un grande business.
La blue economy, ad ogni modo, e' gia' realta', almeno in parte: ci sono fior di investimenti e di aziende che stanno operando in tal senso e saranno senza dubbio le aziende del futuro.
Un esempio e' la coltivazione di funghi dai fondi di caffe': in pratica, il grosso dei rifiuti del caffe' - che si chiama polpa - si unisce ai classici fondi di caffe' che utilizziamo in cucina e diventano un substrato ideale per la coltivazione di funghi, specialmente i funghi ostrica e gli shiitake.
Le imprese che stanno nascendo e che si occupano della coltivazione di questi funghi altamente proteici e nutritivi stanno iniziando a vederci un grandissimo business, e questo perche' le materie prime per coltivarli sono in molti casi addirittura gratis!
Un'altra opportunita' e' data dagli insetti: gli escrementi dei bachi da seta, cioe' la seta stessa, sono ottimi fertilizzanti per il terreno - tant'e' vero che in passato il gelso era presente quasi ovunque, proprio per questioni di fertilita' - ma non solo, essi contengono almeno il 30% di carbonio, per cui tantissimi derivati attuali del petrolio potrebbero essere tranquillamente sostituiti con questo materiale e le sue infinite possibilita' e combinazioni.
La seta, tra le altre cose, e' prodotta non solo dai bachi ma anche da vespe, api, formiche, mitili e ragni, e se pensiamo che solo il baco da seta e' stato addomesticato, capiamo subito quante opportunita' ci siamo persi.
Tutto questo e' solo una parte infinitesimale delle innumerevoli potenzialita' e genialita' che la natura ci offre e che noi dobbiamo cogliere e imitare.
Ci siamo distaccati dalla natura, e' proprio questo il vero problema.
Vivere come se lei non ci fosse o solo per sfruttarla e' semplicemente un'utopia e un'amenita', per cui gli illusi resteranno coloro che continueranno a produrre e a costruire proprio come fanno oggi.
Speriamo solo che questi cambiamenti arrivino il prima possibile.
Prima cioe' che sia davvero troppo tardi.






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