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Gabriele Sannino
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Uno sguardo concreto alle liberalizzazioni



Liberalizzare, si sa, e' positivo in quanto si crea concorrenza e l'economia..."gira".
Almeno questa e' la teoria.
Le liberalizzazioni del Governo Monti, ovviamente, vanno in questa direzione e alcune sono molto utili, anche se si poteva fare di piu' visto che il Governo tecnico non e' legato al consenso come lo sono i partiti politici, i quali - proprio per questo, da sempre! - fanno solo chiacchiere e dichiarazioni e alla fine non concludono nulla.
Ma vediamole brevemente, una alla volta: per i negozi nasce la totale liberta' di commercio, giorno e notte e in tutti i giorni dell'anno, anche se cio' - si dice - uccidera' definitivamente la piccola distribuzione avvantaggiando i centri commerciali.
Inoltre, dato che siamo gia' al mercato degli schiavi per i lavoratori in questo settore, se non si stabiliscono regole certe per turnazioni, stipendi ecc, avremo un tale far west per cui la situazione attuale ci sembrera' una passeggiata.
Per le farmacie, i medicinali di fascia C resteranno dove sono - cioe' nelle farmacie tradizionali - e le parafarmacie non potranno venderli come si era prospettato all'inizio.
Oltre le 18mila esistenti, pero', ne nasceranno altre 5mila e in piu' ci saranno incentivi per coprire 841 posti vacanti nei piccolissimi centri finora poco appetibili.
Infine, i nuovi concorsi che saranno banditi a breve potranno prevedere la gestione associata, sommando i requisiti posseduti dai singoli soci.
Per gli edicolanti, non ci sara' piu' l'obbligo di anticipare i prezzi di copertina di tanti prodotti che intasano le edicole, anche si dovra' sempre garantire la parita' di trattamento per le testate giornalistiche.
Meno allettante sono gli sconti sulle riviste, applicabili dalla grande distribuzione che potra' scontarli dopo il primo giorno di uscita.
Per i Taxi invece la gestione sara' affidata ad un'autorita' indipendente dei trasporti, anche se si stabilisce che i sindaci potranno prendere parte alle decisioni tenendo conto delle esigenze dei comuni.
I tassisti sono gia' sul piede di guerra in quanto molti di loro hanno fatto mutui per le licenze - che possono costare anche piu' di 100mila euro - guadagnano poco - la categoria afferma che lo stipendio medio e' di 1500 euro - e hanno famiglie e mutui da onorare.
Per la benzina, i benzinai saranno obbligati a rifornirsi in esclusiva solo per il 50%: per il restante potranno acquistare il carburante dove vogliono, in modo da applicare sconti alle pompe.
Vengono dunque incentivati i distributori no-logo.
Sara' infine possibile per loro vendere giornali, tabacchi, cibo e bevande.
Anche per i pedaggi arriva l'authority dei trasporti: il passo indietro pero' c'e' stato sul fatto che solo dal 2015 ci sara' piu' concorrenza per i lavori stradali, e questo perche' i lavori avviati fino a questo momento dai concessionari delle autostrade - Benetton, Gavio, Toto - non possono essere interrotti.
Per il petrolio, si stabiliscono investimenti per aumentare la produzione di greggio in Basilicata da 80mila a 140mila barili al giorno, ma una norma pericolosissima prevede che non si potra' trivellare nelle aree marine gia' istituite e in corso di approvazione, lasciando libero campo a quelle ancora non definite tali.
Per le ferrovie, la rete rimarra' interamente a Trenitalia - non ci sara' alcuno scorporo come si era pronosticato - e il tutto sara' affidato alla solita autorita' per i trasporti. Si concederanno uguali condizioni alle compagnie private - la nascente NTV di Montezemolo - e per questi lavoratori privati non sara' applicato il contratto nazionale del lavoro.
Per le infrastrutture, verranno sbloccati 5,5 miliardi di euro che dovrebbero andare - il condizionale e' d'obbligo vista l'atavica corruzione italica in fatto di appalti - a scuole, ferrovie e interventi per il dissesto idro-geologico.
Per il gas, si scorpora la rete SNAM - che prende il gas dai paesi vicini e con i suoi tubi lo trasporta in Italia - e l'ENI, che compra il gas all'estero per rivendercelo.
Dunque, rompendo questa "collusione" si spera di abbassare il prezzo della materia prima.
Il punto, in questo caso, sono i tempi di attuazione: si parla da qui a sei mesi!
Per le banche invece non si fa nulla: anzi, si incentiva il denaro elettronico auspicando un accordo tra le parti. Nulla neanche sul conto corrente di base, ovvero quei conti riservati agli anziani che per legge dovranno depositare le pensioni superiori ai mille euro al mese.
Per le assicurazioni, si vuole che le compagnie informino sulla varie possibilita' in modo da far scegliere al cliente: un'utopia.
Bisognava, invece, creare figure indipendenti come quelle dei broker assicurativi ai quali i consumatori si sarebbero potuti rivolgere.
Per gli avvocati, poi, ci sara' l'obbligo del preventivo per i clienti e la possibilita' di trascorrere sei dei diciotto mesi di tirocinio nelle universita' prima della laurea, mentre per i notai ci sara' un incremento di 500 unita' per creare maggiore concorrenza.
Infine, le imprese costituite per realizzare infrastrutture o servizi di pubblica utilita' potranno mettere obbligazioni per finanziarsi sul mercato mentre i giovani sotto i 35 anni potranno aprire imprese senza i costi del notaio e alla irrisoria cifra di un euro, in un regime di fiscalita' praticamente azzerata.



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