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Gabriele Sannino
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I ricorsi dei parlamentari per i loro vitalizi



Lo scorso 14 dicembre, l'Ufficio di Presidenza della Camera ha adottato un nuovo regolamento per tutti - sia i neo-eletti sia tutti gli altri - che prevede il trattamento pensionistico a 60 anni per chi ha avuto piu' legislature, e 65 per chi ne ha avuto solo una.
Per ogni anno oltre il quinto - una legislatura dura cinque anni - si scendera' pian piano fino ad un massimo, appunto, di 60 anni.
La Lega e l'Idv hanno votato "no" in quanto hanno ritenuto "insufficienti" le norme approvate.
Su proposte dell'Onorevole Rosy Bindi, inoltre, si e' inserito nel nuovo regolamento di Camera e Senato la possibilita' per ogni deputato di scegliere la soluzione "meno favorevole" per se stesso: una piccola utopia, se vogliamo, di cui non ce ne faremo molto nel futuro.
Il regolamento dei Deputati e Senatori - cosa ancora piu' importante - prevede il passaggio dal sistema retributivo a contributivo, cio' per mettere il Parlamento in linea col paese e con i sacrifici che sono stati chiesti a tutti gli italiani con la riforma delle pensioni.
La Camera ha spiegato in una nota che, con questo sistema, alcuni parlamentari andranno in pensione dieci anni piu' tardi, e lo faranno solo a partire dal 66esimo anno di eta', almeno per quelli di prima nomina.
C'e' da dire che il Senato ha votato all'unanimita' il nuovo regolamento: Schifani ha perfino aggiunto, entusiasta, che a breve si adegueranno pure le indennita' parlamentari, questo perche' "non bisogna arrendersi alle spinte pericolose e irragionevoli dell'anti-politica".
A partire dal 2012, inoltre, la diaria sara' calcolata non piu' solo sulle sedute d'aula ma anche e soprattutto sulle presenze in Commissione, vale a dire il luogo dove si discute e si formulano le proposte di legge.
Fin qui tutto bene: il fatto quotidiano, pero', ha pubblicato l'altro giorno un interessante articolo, dove si racconta cio' che i parlamentari proprio non vogliono far sapere - magari anche quelli che hanno votato a favore! - e cioe' di tutti i ricorsi che stanno arrivando al tribunale di Montecitorio proprio per via di questo regolamento.
L'avvocato finiano Giuseppe Consolo - che ha per le mani questi ricorsi - ha dichiarato che e' un uomo sfinito.
Per ricorrere c'e' tempo fino al 14 febbraio, dopodiche' scatteranno i 60 giorni per impugnare la delibera davanti alla Presidenza della Camera.
In pratica, i deputati alla prima legislatura non accettano il cambio in corsa, in quanto prima il diritto alla pensione si maturava a 50 anni e ora... gli tocchera' aspettare dieci anni in piu'!
Indiscrezioni confermano che tra i 18 "sicuri ribelli" - ma si parla di molti di piu' - ci siano un bel po' di leghisti: del resto si sa, la Lega ha il cuore in Padania... e il portafogli a Roma. Da sempre!
La battaglia si preannuncia comunque dura, e molti ormai sono convinti che stavolta i parlamentari... proprio non la spunteranno.



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