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Gabriele Sannino
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Ma alla fine quanto ci costano gli evasori?



Secondo il Ministero dell'Economia e delle Finanze, la percentuale di evasione nel nostro paese e' circa il 18% del PIL, e questo vuol dire che siamo secondi solo alla Grecia.
Secondo l'Agenzia delle Entrate, in particolare, da tredici anni a questa parte OGNI ANNO in Italia si evadono circa 270 miliardi di euro.
Cio' significa che tutto questo denaro va recuperato o tassando i cittadini o prelevando soldi dalle loro buste paga, dunque appesantendo le imprese e alleggerendo i nostri portafogli.
La Cgia di Mestre ha stimato che negli ultimi dieci anni c'e' stato un recupero di soldi che poco si discosta dalla cifra precedente - se non fosse per il fatto che si riferisce ad un decennio, non ad un solo anno - cifra che e' di 232 miliardi di Euro, vale a dire 23,2 miliardi ogni anno.
In pratica, per differenza, ogni anno nel bel paese si evade per circa 247 miliardi, mentre ogni giorno ci si aggira intorno ai 67 milioni di euro!
Dunque in Italia e' come se ci fossero intere citta' se non metropoli completamente avulse alla cosa pubblica, territori che, di fatto, vivono gia'in piena secessione.
Quello che bisogna chiarire una volta e per tutte e' che un'impresa che evade non solo truffa lo Stato e dunque noi cittadini - che dobbiamo rimetterci per lei - ma distorce anche la concorrenza, in quanto risparmiando sulle tasse o magari sul costo del lavoro e' capace di immettere sul mercato prodotti con prezzi piu' bassi e appetibili.
Cio', naturalmente, puo' fare anche comodo ne breve periodo ma nel lungo crea monopoli e mette in crisi le aziende oneste, le quali devono anche subire questo ulteriore oltraggio.
Un caso eclatante di impresa "leggera" si e' avuto nel 2011 ad Arzignano, nel vicentino, dove il colosso Mastrotto, leader del settore conciario - l'intera zona e' conosciuta in tutta Italia per questo settore - ha evaso un miliardo e 300 milioni in quanto aveva ben 800 dipendenti irregolari.
A questi dipendenti gli straordinari venivano pagati tutti in nero, quindi esentasse, e la cosa appare normale in tantissimi distretti italiani.
La cosa in realta' non sarebbe neanche tanto malvagia se si pensa che quei soldi finiscono nelle tasche dei lavoratori, che poi li fanno girare: il punto e' che per ognuno che non paga o paga parzialmente, c'e' qualcun altro che deve pagare di piu' finanche il doppio!
Ma il paradosso piu' incredibile avviene quando l'evasore si finge talmente povero che si fa pagare qualsiasi beneficio dallo Stato, come e' successo mesi fa a Padova ad uno studente "indigente" che aveva una borsa di studio ma che si recava in facolta' a bordo di una Porsche.
E che dire dei coniugi veronesi che l'anno scorso hanno dichiarato al fisco sei euro - cinque euro lui e uno lei! - mentre esportavano all'estero capitali per 200 milioni e acquistavano terreni grandi come 200 campi da calcio?
Insomma, c'e' un'Italia che soffre sempre di piu' e che e' sempre piu' disperata, che non arriva alla seconda settimana e non sa neanche cosa dar da mangiare ai propri figli.
E poi ce n'e' un'altra di Italia, fatta di evasori dalla faccia di bronzo, gente senza scrupoli che si diverte a fregare il prossimo e se ne fotte allegramente, in quanto per loro l'unica cosa che conta e' ricevere senza mai dare nulla.



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