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Gabriele Sannino
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L' immonidizia e' anche spaziale



Oggi moltissime nazioni lanciano i loro missili e i loro satelliti in orbita.
Non e' raro - anzi capita frequentemente - che queste macchine si scontrino tra di loro, producendo migliaia e migliaia di frammenti, pezzi che vagano e ruotano intorno alla terra proprio come fossero delle micro lune di ferraglia che luccicano al sole.
Capita anche che un paese mandi in orbita un missile per distruggere un proprio satellite, magari fuori uso, e cio' provoca ulteriori detriti galleggianti.
Ma puo' anche accadere il caso contrario: un paese ne bombarda un altro... nello spazio, e il tutto avviene nel segreto piu' totale degli abitanti che vi sono sotto.
Attualmente, nello spazio, ci sono circa 16 mila oggetti vaganti: il rischio di una collisione tra loro o con dei frammenti o per causa di forza maggiore e' dato per scontato praticamente da tutti!
In 50 anni di attivita' spaziale, sono stati lanciati circa 6 mila satelliti, di cui 800 attualmente operativi: questi satelliti sono ormai indispensabili per parecchie nostre operazioni quotidiane, come ad esempio le telecomunicazioni, i media, il meteo, il Gps, i rilevamenti agricoli e la risposta alle catastrofi.
Perfino una parte delle operazioni al bancomat passa per il cielo!
Questi satelliti - con il corpo di alluminio, scudi termici e delicati sensori - sono tanto sofisticati quanto vulnerabili.
Quelli maggiormente controllati sono piu' sicuri, ma quelli abbandonati, morti, o i semplici detriti sono delle vere e proprie mine vaganti.
Il Comitato Onu per l'uso pacifico dello Spazio - il cosiddetto Copuos - ha stabilito che a fine vita operativa i satelliti nelle orbite piu' alte possono essere spinti su orbite non utilizzate - le cosiddette orbite cimitero - mentre quelli piu' bassi possono essere "richiamati" affinche' precipitino nel pacifico, dove ogni anno cadono molti frammenti.
Queste operazioni pero' sono molto costose: il risultato? La Terra e' circondata da tantissima spazzatura galleggiante, una mega discarica tutta intorno al pianeta.
Bellissima presentazione per una eventuale civilta' aliena!
Nella nostra atmosfera, dunque, c'e' veramente di tutto: lanciatori di missili non caduti a terra, coperture delle lenti tolte quando il satellite entra in funzione, bulloni, perfino i guanti persi dagli astronauti!
Inutile dire che per scongiurare le collisioni occorrerebbe proprio una stretta sorveglianza: questa, in teoria, e' garantita dalla difesa USA, che ogni giorno diffonde on line informazioni gratuite e aggiornate su 12 mila oggetti.
Per quanto riguarda invece una pulizia di tutta questa spazzatura spaziale, ci sono molte idee ma ancora - purtroppo - nessun riscontro pratico: si pensa ad un robot che spinga le vecchie carcasse nelle orbite basse fino a farle cadere nel pacifico, a un laser che le polverizzi, perfino a satelliti-spazzini che li intrappolino.
Ma, ahime', siamo ancora lontani da un' attuazione pratica di tutto cio'.
Il punto e' che ci sono perfino implicazioni militari per un'eventuale pulizia del cielo: se si agganciano infatti detriti o frammenti di materiali di altri paesi, potrebbero nascere le solite beghe internazionali.
La soluzione, pero', potrebbe venire proprio dall'Europa: questa sta lavorando ad un codice di condotta per gli oggetti spaziali, codice che impedirebbe di danneggiare i satelliti minimizzando i rischi di collisioni comunque possibili.
Questo pezzo di carta potrebbe essere - forse - il primo passo per liberare il nostro magnifico cielo da tutto il pattume che attualmente e quotidianamente ... vola intorno a noi.

Fonte. articolo Espresso di Giovanni Sabato "ingorgo spaziale"



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