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Gabriele Sannino
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Morte e schiavitu' dietro la produzione di un iPad



Un'inchiesta del New York Times riportata dal settimanale "Internazionale" ha portato alla luce un bel po' di fango, fango che ha letteralmente impantanato la Apple, la casa produttrice dei "mitici" iPad e iPhone.
Negli ultimi dieci anni, la Apple e' diventata una delle aziende piu' potenti del mondo, questo grazie alla crescente domanda dei suoi prodotti iper-tecnologici e alle sue aziende produttrici sparse qua e la' in tutto il pianeta.
Il settore high tech - va precisato - e' un settore la cui velocita' di innovazione e' a dir poco impressionante: un prodotto tecnologico, infatti, puo' diventare obsoleto nel giro di pochi mesi.
Stando cosi' le cose, in queste aziende di produzione si registrano ritmi di lavoro a dir poco durissimi: i problemi, in sostanza, vanno dalla mancanza di sicurezza ad orari di lavoro allucinanti, fino alla vera e propria condizione di schiavitu'.
Molte di queste aziende - guarda caso! - si trovano in Cina: qui i dipendenti lavorano sette giorni su sette, e spesso per piu' di quindici ore al giorno, mentre il resto delle ore lo passano in dormitori affollati contigui ai reparti di lavorazione.
Molte persone lamentano che stando in piedi per tutte quelle ore hanno le gambe talmente gonfie che non riescono piu' a camminare.
Dopo mesi di tale supplizio fisico molti vengono addirittura licenziati se osano fare giorni di riposo o malattia.
I fornitori della Apple assumono donne, uomini ma anche minorenni.
Secondo la azienda californiana tutto questo va bene, almeno fino a che non viene fuori.
Nel 2011 - naturalmente nessuno ne ha parlato in tv, figuriamoci! - ci sono state ben due esplosioni in queste fabbriche, e una di queste - a Chengdu per l'esattezza ha provocato ben quattro morti e 77 feriti.
Il problema e' nato perche' i dipendenti lucidavano gli schermi con una polvere di alluminio, la quale ha saturato l'aria fino a provocare la scintilla.
Naturalmente, non e' solo la Apple a schiavizzare esseri umani per produrre i suoi prodotti: altri casi molto similari riguardano multinazionali come Hewlett-packard, Lenovo, Motorola, Nokia, Sony, Toshiba, e Samsung.
Anche se i vertici della Apple hanno creato un codice di condotta per i fornitori, la velocita' con cui i consumatori richiedono tali prodotti fa si' che le aziende cinesi non lo rispettino.
Insomma, siamo davanti ad una colossale ipocrisia in cui ognuno tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto pur di far sembrare tutto... bello e credibile.
Secondo la dirigenza della Apple, infatti, loro vorrebbero migliorare le condizioni dei lavoratori in queste fabbriche/lager ma sono anche i fornitori a non voler smettere... di sfruttare.
Secondo i rapporti della societa' californiana poi, quando l'azienda scopre una situazione di schiavitu' dei lavoratori, chiede subito una correzione pena proprio la perdita del fornitore: in realta' le cose stanno molto diversamente, e questo perche' cercare nuovi fornitori e' costoso e richiede tempo.
Uno degli operai morti a Chengdu ha raccontato prima di morire che nella sua azienda/alveare ci sono cartelli che recitano slogan come "Se non lavori sodo oggi, domani dovrai faticare per trovare un altro lavoro".
Nei mega dormitori delle aziende, invece, dormono qualcosa come 70 mila persone: personalmente, fatico anche ad immaginarmi un'intera cittadina che dorme ammassata in mega casermoni pieni di brande e materassi.
Natrualmente, non sono infrequenti liti, urla, lamenti di persone che stanno male e che non sanno cosa fare.
Perfino i suicidi fanno parte del sistema e sono tutti rigorosamente insabbiati.
Quella del New York Times non e' la prima inchiesta sui retroscena della produzione della Apple: gia' il giornale inglese Mail on Sunday aveva visitato nel 2011 una fabbrica a Shenzen, Cina, dove si producevano gli iPod, e qui aveva constatato non solo i dormitori, i doppi turni e le persone zoppicanti, ma anche il clima "marziale" per chi non lavorava "bene": flessioni per chi sgarrava, e trattenute sullo stipendio per chi osava lamentarsi sul posto di lavoro e non solo.
Attualmente, la Apple ha chiuso SOLO con 15 fornitori cinesi.
Gia'. Ma Quante fabbriche ci sono ancora in queste condizioni?
Non e' dato saperlo.
Sono ormai persuaso che la globalizzazione sia solo ed esclusivamente un terribile flagello per l'umanita', dato che chi ci guadagna sono solo ed esclusivamente i grandi gruppi aziendali e soprattutto bancari.
Il mondo e i nostri standard di vita - e di consumi - si reggono sulla schiavitu' di un nostro simile in qualche altra parte del mondo.
Ma il bello e' che un giorno potremmo essere noi... quegli schiavi. I tempi sono gia' maturi.
La Globalizzazione - concepita in questo barbaro modo - e' uno degli scandali piu' grandi di questo nuovo millennio.







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