sito ufficiale
Gabriele Sannino
BIOGRAFIA LIBRI ORDINA IL TUO LIBRO VIDEO ARTICOLI EVENTI FOTO CONTATTI
STAMPA
L'America abolira' mai la pena capitale?



Lo Stato piu' potente del mondo, almeno tra le forze occidentali, pretende di essere un esempio di democrazia per il pianeta: fiero infatti della sua... "liberta" - un concetto abusato sin dalla notte dei tempi in quanto ci si puo' sentire liberi perfino in catene! - gli Usa pretendono di esportare la loro "democrazia" in tutto il globo, e cio' naturalmente con le armi, come solo gli americani sanno fare visto che - trattasi di un cliche' purtroppo vero - ancora troppi americani hanno la bibbia nella mano destra e il fucile nella sinistra.
Si puo' tranquillamente asserire, dunque, che il Dio biblico violento e creato ad arte dall'uomo per poter controllare il suo prossimo li abbia letteralmente conquistati... e soggiogati.
Naturalmente, non penso che tutti gli americani siano in queste condizioni: molti di loro sono persone brillanti, intelligenti, e sanno di cosa sto parlando.
La pena di morte negli USA si applica in 37 Stati su 50: solo la Cina, la Corea del Nord e lo Yemen condannano piu' persone nell'arco di un anno.
Il cosiddetto death row - braccio della morte - stritola ogni anno una media di 33 persone: si calcola che dal 1973 ad oggi ci siano state ben 970 esecuzioni!
Il metodo piu' utilizzato e' l'iniezione totale, almeno in 36 stati su 37.
Al secondo posto abbiamo la sedia elettrica.
La domanda nasce spontanea: come puo' un paese che si ritiene - a torto - campione di democrazia permettere l'omicidio dei propri cittadini?
Ancora una volta la risposta e la colpa sta probabilmente nei media: sono loro che determinano la pubblica opinione. Sempre!
E questi non fanno nulla o quasi per far riflettere una volta e per tutte l'americano medio.
Lo Stato che detiene il primato degli omicidi e' il Texas: qui abbiamo ben il 35% delle uccisioni.
E che dire dei tanti colpevoli condannati sui quali non ci sono state mai prove certe? In molti casi, si e' agito senza essere assolutamente sicuri della colpevolezza dell'imputato.
Brutto a dirsi, ma resistono molti pregiudizi razziali in merito: se sei di colore e' piu' probabile che tu sia colpevole a prescindere.
Anthony Graves ha passato ben diciotto anni nel cosiddetto braccio della morte: e' stato quasi giustiziato due volte per un crimine che alla fine - si e' scoperto - non ha commesso, e cio' sta facendo riflettere molti americani, i quali pero' sono ancora per la maggior parte favorevoli alla condanna capitale.
Graves ha una storia incredibile alle spalle: il vero killer, un tale Robert Carte, lo aveva accusato solo perche' il Pubblico Ministero gli aveva detto che, se avesse confessato di aver avuto un complice, avrebbe avuto uno sconto di pena.
Successivamente e per fortuna Carte ha ritrattato, continuando a dichiarare Graves innocente fino al giorno in cui e' stato giustiziato.
Il problema - spiega Graves - e' che i PM in America hanno l'immunita' e se sbagliano non pagano mai per i loro errori, anche se macroscopici.
Il PM che accusava Graves ha addirittura nascosto intenzionalmente le prove che lo avrebbero scagionato!
In galera, Graves ha visto gente suicidarsi dal dolore, persone percosse e seviziate.
"La cosa piu' brutta era svegliarsi e dover rivivere l'ennesima identica giornata fatta di soprusi e violenze fisiche ma soprattutto psicologiche" ha dichiarato in diverse interviste.
Oggi Anthony Graves e' stato dichiarato innocente e il suo caso ha smosso molte coscienze: attualmente, si dedica ai condannati a morte, cercando prove che possano scagionarli proprio come e' successo a lui.
Graves e' ottimista in fatto di pena di morte: "cento anni fa" ha dichiarato "in America c'erano gli schiavi: il cambiamento verso la civilta' e' lento ma arriva sempre".
Per lui la pena di morte semplicemente non deve piu' esistere, in quanto "ogni essere umano, a prescindere da cio' che ha fatto, deve poter avere una seconda opportunita', fosse anche la persona piu' meschina e cattiva. Inoltre le giurie decidono molto spesso sull'onda delle emozioni e non sui fatti concreti."
Forse e'giunto davvero il tempo per questo paese di crescere e di tramutare la pena di morte in una semplice pena ergastolana: d'altronde, la mancata e perenne "liberta'" di un individuo e' gia' di per se' una punizione sufficiente per chiunque abbia commesso qualsiasi cosa, fosse anche la cosa piu' atroce e terribile per i nostri occhi e le nostre coscienze.






...

Gabriele Sannino
Privacy
Sito web ottimizzato per IE 8 - Realizzato da Soluzione Programmata-