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Gabriele Sannino
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Pericolosissime similitudini tra Italia e Grecia



La Grecia e' una nazione fallita: solo il mondo finanziario non si rassegna e pretende di spremere fino alla morte fisica gli abitanti di quel paese per un debito che LORO non hanno contratto.
Secondo le stime dell'Eurostat, il debito ellenico si attesterebbe intorno al 116% del PIL.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, invece, siamo quasi al 143%.
Il balletto di cifre si ha in quanto il paese e' sempre stato "oscuro" nel denunciare la sua contabilita', dunque le percentuali oscillano e anche di molto.
L'Italia si attesta come si sa intorno al 120% del PIL, e la recessione in atto per pagare questo debito fara' di sicuro aumentare questa percentuale, anche perche' chi vi scrive e' convinto che la crescita serve a ben poco visto che con la globalizzazione le grandi aziende se ne vanno via.
Debiti a parte, tra i due paesi ci sono pericolosissime similitudini: entrambi hanno raggiunto quota 1 euro e 90 centesimi per il costo di un litro di carburante e cio' - manco a dirlo! - per le numerose tasse che Italia e Grecia hanno caricato su un litro di combustibile.
Le pensioni minime nel paese ellenico variano dai 350 ai 500 euro, cosa che porta all'indigenza assoluta moltissimi anziani, i quali sono costretti a pasteggiare in mense caritatevoli e chiedere aiuto ai parenti per poter arrivare alla fine del mese.
Stesso cosa dicasi per la "civilissima" Italia, dove un esercito di anziani che non fa notizia campa con le stesse cifre, e se non ci fosse la famiglia come ammortizzatore sociale, la situazione diverrebbe ancora piu' drammatica.
Pochissimi sanno ma prima del tracollo greco si straparlava di crescita dell'economia e di liberalizzazioni: l'ultima spiaggia prima del baratro, insomma.
Pensate che si parlava proprio di... taxi e farmacie!
Un anno fa, in Grecia, i mass media sgridavano i cittadini spingendo loro a consumare; allo stesso tempo erano partite diverse campagne denigratorie nei confronti degli evasori fiscali giudicati parassiti sociali.
In Italia stiamo assistendo alla seconda questione; quanto alla prima, ci ha gia' pensato Berlusconi mentre era al governo.
In Grecia, poi, si assiste anche oggi ad un meccanismo cumulativo di detrazione di spesa in base alla quantita' annuale di merce acquistata: in pratica, per fare un esempio, se acquisti il 30% in piu' di beni rispetto a quelli giudicati "essenziali", hai diritto al 60% di detrazione fiscale dai tuoi redditi personali.
Cio', pero', va a favore solo dei pochi ricchi rimasti, in quanto larghissima parte della popolazione non riesce a coprire piu' queste percentuali.
Questi meccanismi hanno indebitato ancora di piu' il popolo greco, il quale si e' lasciato abbindolare dalla propaganda mediatica.
Entrambi i paesi sono attualmente guidati da un governo tecnico: in pratica, siamo in mano alla finanza internazionale che decide vita e morte di noi cittadini in base ai suoi loschi sistemi.
Nel paese ellenico, i suicidi tra gli imprenditori, gli anziani e gli adulti in generale crescono sempre di piu', proprio come da noi.
Pensate che in Grecia i bambini svengono nelle scuole perche' non hanno di che mangiare!
In Grecia, le liquidazioni vengono pagate con titoli di stato: questi titoli sono distribuiti sempre piu' alla popolazione, la quale non sa proprio cosa farsene ma DEVE accettarli al posto della moneta sonante.
Proposte simili si sono sentite anche nel nostro paese.
Dulcis in fundo, in Grecia infiltrano spesso i cortei e i media successivamente parlano di black block e violenza, tralasciando le reali ragioni dei manifestanti: vi ricorda qualcosa?
Ma la cosa piu' incredibile e' che ne' i greci ne' gli italiani conoscono le REALI motivazioni di tutto questo, in pratica non sanno neanche chi ci sta guadagnando per davvero e non conoscono neanche i propri creditori!
Italia e Grecia, diciamolo una volta e per tutte, sono nazioni piu' vicine che mai.
Solo che la "gente"... ancora non lo ha capito.



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