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Gabriele Sannino
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Il Vaticano e' onnipresente sui media



L'Italia e' una nazione laica da molto tempo.
Mi duole dirlo ma ormai gli unici cattolici integralisti che seguono scrupolosamente il Papa e le sue assurde dottrine - dandole per giuste oltremodo intendo - sono quelli che escono dalla chiesa e bestemmiano dopo aver fatto sesso con una puttana.
Sembrera' iperbolico questo accostamento, ma le dottrine del Vaticano sono cosi' assurde oggigiorno - castita', obbedienza alla "dottrina" fatta da loro, no indiscriminato all'aborto, alla secolarizzazione, alle coppie di fatto, no praticamente a tutto - che neanche un "santo" riuscirebbe a rientrare nei suddetti canoni!
Figuriamoci loro.
Il VII rapporto sulla secolarizzazione in Italia elaborato dalla Cgil-Nuovi diritti e dalla Fondazione critica liberale ha analizzato lo spazio televisivo dedicato alla Chiesa, mettendo ampiamente in risalto la straripante presenza mediatica delle gerarchie cattoliche e dei loro "valori", e fornendo un quadro decisamente desolante sull'intera faccenda.
Nel periodo-campione tra settembre 2010 e agosto 2011, in tutti programmi televisivi, per esempio, quando si e' parlato di questioni religiose o etiche, ha prevalso incontrastato il potere delle gerarchie vaticane che - chiariamolo una volta e per tutte! - non e' il parere di tanti cattolici e soprattutto di tanti preti di oggi.
Pertanto, in questo arco di tempo, la presenza di ebrei, ortodossi, protestanti, musulmani e' risultata davvero minimale, e chi giustifica la cosa con il luogo comune "l'Italia e' un paese cattolico" in realta' parla solo per stereotipi e luoghi comuni, visto che di fatto e ormai da tempo - come gia' accennato - le cose non stanno piu' cosi'.
Raiuno nel periodo summenzionato ha mandato in onda ben 233 trasmissioni religiose unicamente cattoliche e pro-gerarchiche, e nessuna e' stata dedicata alle altre confessioni.
Le trasmissioni a favore di ebrei e protestanti, invece, sono andate in onda su Raidue ma dopo l'una di notte, quando molti erano gia' sotto le coperte, o al massimo in replica il lunedi' mattina, quando altrettanti - almeno chi se lo puo' ancora permettere - erano a lavoro.
In termini di ore, il rapporto spiega che Raiuno, Raidue, Raitre, Canale 5, Italia1, Rete4 e perfino la7 hanno dedicato alla Chiesa Cattolica ben 291 ore, contro le 36 ore dedicate agli ebrei e le 42 ore dedicate ai protestanti.
Ma la cosa piu' importante e' che in tutta questa sbilanciata programmazione e' mancato un reale confronto tra le diverse posizioni sulle varie questioni religiose, come se si volesse dare la prova che la "morale cattolica" o meglio la morale vaticana e' una e indiscutibile, e che chi non la segue sbaglia in modo inevitabile.
Ma non solo, il messaggio che continuamente e' venuto fuori e' che "L'Italia e' un paese cattolico" quando in realta', ormai, lo e' solo di facciata.
Nel rapporto sulla secolarizzazione, infine, sono state messe in evidenza anche le uniche isole di pluralismo rimaste, vale a dire la trasmissione "Uomini e profeti" su Radiotre e - anche se molto cautamente - la trasmissione "Frontiere dello Spirito" su Canale5.
Anche la fiction e' sbilanciata, in quanto nel suddetto periodo vi sono ben 268 fiction "cattoliche" contro 46 di altre confessioni religiose!
Il Rapporto si conclude con una frase inquietante ma perfettamente aderente alla realta'di oggi: "La soppressione televisiva del pluralismo religioso in materia di opinioni e sensibilita' religiosa e' una scelta politicamente consapevole."
Una scelta che, secondo chi vi scrive, sarebbe ora di rivedere in quanto, nonostante l'evidente... PROPAGANDA, gli italiani ormai sono profondamente cambiati e per molti versi maturati.

Fonte dati: Fatto quotidiano



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