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Gabriele Sannino
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La Spending Review portera' alla rivolta sociale



Il Robin Hood all'incontrario - Mario Monti - ha varato l'ennesima manovra finanziaria del 2012 - ben 4 sono state fatte nel 2011 dal precedente governo! - cio' per permettere il pagamento degli interessi ai banchieri - tradotto spread - i quali si faranno, come al solito, delle grasse risate mentre le gente soffre.
I veri nemici dei popoli, infatti, sono SOLO loro - i banchieri e la finanza - in quanto sono loro ai vertici della societa' e sono loro ad essersi impossessati della proprieta' della moneta prestandocela, generando cosi' un fantomatico debito pubblico che produce fantomatici interessi.
La Spending Review e' una manovra finanziaria a tutti gli effetti, in quanto i tagli - questo nessuno lo dice - sono in realta' delle tasse mascherate: funziona cosi', io ti taglio un servizio che prima avevi, e tu dovrai pagartelo di tasca tua e aprire il portafogli dove prima non lo facevi.
Lo spreco, in sostanza, e' solo un pretesto per far digerire alla "ggente" i tagli subiti, e la prova e' che, come sempre, i tagli sono lineari, e vanno a toccare soprattutto i ceti piu' deboli, meno difesi e rappresentati dalla societa' in generale.
La manovra prevede tagli per 4 miliardi nel 2012, 10,5 miliardi nel 2013 e 11 miliardi nel 2014!
Solo per la sanita', verra' tagliato un miliardo nel 2012 e due a regime l'anno prossimo: solo per il 2012, sommando i tagli di Monti e di Tremonti arriviamo a 10,6 miliardi in meno!
Che significa tutto cio' tradotto in soldoni? Che avremo molti meno servizi, e quello che ci verra' tolto - ripeto sono tagli lineari - lo rifonderemo di tasca nostra.
Uno degli obiettivi, pensate, e' quello di portare i posti letto da 4 a 3,7 ogni mille abitanti: ma dico, siete mai stati in un ospedale?
Conoscete le trafile - perfino le raccomandazioni - che a volte occorrono per avere un sacrosanto letto?
Veniamo all'istruzione pubblica: qui verranno tagliati 200 milioni presi dritti dal Fondo per il finanziamento ordinario delle universita', mentre le scuole private riceveranno un contributo... pari a 200 milioni!
Riguardo alla funzione pubblica, quarantotto province dovrebbero essere tagliate, in quanto vengono istituite altrettante citta' metropolitane: che fine faranno, mi chiedo, i dipendenti di quelle province? Possibile che si debba esultare per la distruzione delle famiglie?
Non sono contrario al taglio delle province - uno dei pochi veri sprechi, forse, in tutta questa brutta storia - ma i dipendenti devono avere delle garanzie, se non altro perche' sono esseri umani.
Ma veniamo ancora alla giustizia: chiuderanno - si stima - 28 tribunali, 37 procure e 220 sedi distaccate: sicuramente tra queste ci sara' chi e' piu' utile e chi meno, ma i tribunali che resteranno - e che sono ridotti alla fame in quanto neanche i computer vengono loro forniti! - funzioneranno meglio quando saranno intasati?
Forse verranno finalmente modernizzati, come una vera democrazia esigerebbe... o forse no, come penso.
Per il pubblico impiego, invece, si ridurranno i dirigenti del 20% e i dipendenti del 10: secondo il Ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, i piu' anziani verranno messi a riposo, mentre gli altri verranno messi in mobilita' per due anni con uno stipendio dell'80% e con la possibilita' di essere riassorbiti.
Possibilita'? Il Ministro dovrebbe sapere che il Sud Italia, ad esempio, "tiene botta" proprio grazie alle buste paga dei dipendenti pubblici: saranno anche molti, ma sono loro nei fatti ad evitare che la situazione si faccia veramente pericolosa!
Dulcis in fundo, vengono tolti fondi alle radio, alle tv locali, ai patronati, si centralizzano gli acquisti pubblici e si sopprimono alcuni enti pubblici di poca importanza come per esempio l'Istituto nazionale di alta matematica e l'Istituto di studi germanici. Poca cosa.
Questa legge insomma, come le altre manovre precedenti, e' una legge anti-popolo, in quanto va a favore dei banchieri e dei loro fantomatici interessi.
Se non si capisce questo, non si capira' MAI niente di questa crisi economica, crisi pianificata a tavolino dai veri potenti del pianeta.





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