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Gabriele Sannino
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I finanziamenti alle fondazioni dei partiti



Si discute moltissimo di rimborsi elettoriali ai partiti ma ci si dimentica - a mio avviso - di un altro universo ad personam, ovvero quello delle fondazioni e associazioni che fanno capo a questo e a quel politico di turno, ovviamente di tutti gli schieramenti partitici.
L'esponente dell'Api Pino Pisicchio ha recentemente pubblicato un libro titolato "Le fondazioni politiche in Italia" dove tenta di fare il punto proprio sulla galassia delle fondazioni e delle associazioni, ma soprattutto spiega come in Italia non ci sia mai stata una chiara e cristallina regolamentazione delle stesse, per cui ognuno si muove come vuole e soprattutto alla bisogna.
Secondo Pisicchio, ogni partito dovrebbe avere al massimo una fondazione per poter svolgere la corretta formazione del futuro personale dirigente: purtroppo, pero', le cose stanno molto diversamente.
Dal lato del PDL, per esempio, le parole "liberta'" "Italia" e "riformismo" sono quanto mai abusate: abbiamo la fondazione "Cristoforo Colombo per la liberta'" presieduta da Claudio Scajola, "Europa e civilta' il cui presidente onorario e' Roberto Formigoni, la "Fondazione Magna Carta" di Quagliariello legata a sua volta al giornale on line "l'occidentale"; e ancora "Italia Protagonista", "Nuova Italia" "Movimento delle liberta'" "Costruiamo il futuro" - presieduta quest'ultima da Maurizio Lupi - nonche' i "Club delle liberta" istituiti nel 2009 per dare sostegno al PDL.
Ma la lista per il partito di Berlusconi non finisce qui: ci sono i "Circoli del Buon Governo" di Marcello Dell'Utri, la "Nuova Forza Italia" di Giancarlo Lehner, i " Votati per la liberta'" di Mario Mantovani, i "Promotori della liberta'" di Michela Vittoria Brambilla, "Noi riformatori azzurri" di Francesco Colucci e "Citta' nuove" di Renata Polverini.
Sull'altro versante, abbiamo "Cloe" di Anna Finocchiaro, "Astrid" di Franco Bassanini, "Nuova economia e nuova societa'" di Bersani e Visco e Violante - quest'ultimo anche presidente di "Italiadecide" - e "Vedro'" di Enrico Letta.
Poi c'e' la scuola di Veltroni denominata "Centro di formazione politica" nonche' il "Centro per il futuro sostenibile" di Rutelli, "Glocus" di Linda Lanzillotta e "Fondazione Persona, comunita', democrazia" di Pierluigi Castagnetti.
Dulcis in fundo, al centro abbiamo la fondazione "liberal" di Ferdinando Adornato - la piu' longeva - "Formiche" di Follini, la famosa "Farefuturo" di Urso e Fini, e ancora "Fareitalia" "Libertiamo" e "Area Nazionale".
Queste - preciso - sono solo alcune delle fondazioni presenti nei vari schieramenti: molte altre infatti sono attive e pronte per "mission" ad elaborare idee e proposte, lanciare spunti e riflessioni, proporsi come luogo di discussione e di confronto.
L'Onorevole Pisicchio, in un'intervista recente su "Il Punto" ha spiegato che "nella prima Repubblica c'erano le correnti, oggi invece ci sono le fondazioni".
Pertanto - continua - "il nostro ordinamento prevede la fondazione in generale, non quella politica, la quale, pur avvicinandosi all'associazione culturale, rimane sempre una cosa diversa. La Fondazione, infatti, prevede un profilo patrimoniale preminente rispetto al profilo personale, quindi un profilo di mobilizzazione del patrimonio".
Orbene, detto questo, bisogna parlare di cifre e costi pubblici di tali enti: le 83 associazioni e fondazioni presenti in parlamento - mappate proprio dal libro di Pisicchio - costano al contribuente italico circa 170 milioni di euro, e recentemente l'Onorevole Sposetti del PD ha perfino presentato una proposta per destinare loro altri 185 milioni!
La domanda e' sacrosanta: siamo davvero sicuri che siano tutte cosi' utili?



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