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Gabriele Sannino
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Il volto nero del Brasile




Il Brasile non e' solo gioia di vivere, colori, economia florida e clima mite: esso, purtroppo, e' anche un paese con milioni di poveri, che non riescono a mettere insieme pranzo e cena e che con l'avvento delle multinazionali stanno perdendo tutto, compresi i luoghi naturali che un tempo appartenevano a loro.
L'attuale economia "globale", si sa, e' gonfiata e malata: tutto deve essere grande, imponente, e cio' comporta automaticamente la distruzione di tante micro-realta' sociali ed ambientali che sono costrette a pagarne lo scotto.
Il Brasile ospitera' presto due mega eventi, i campionati del mondo di calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016: le grandi opere urbanistiche correlate a questi mega-eventi - in pratica la solita industria selvaggia del cemento che prolifera quando si parla di "Grandi Opere" - sta sfrattando ogni giorno migliaia di famiglie dalle favelas, famiglie povere e con molti bambini in alcuni casi, alle quali non viene riservata nessuna sistemazione alternativa; al massimo, il governo prospetta loro una baracca in una localita' remota del paese - che pochi accettano in quanto lavoricchiano in citta' e perche' e' li' che vivono da sempre - e cosi' queste disperate famiglie, senza un tetto ne' un soldo, sono costrette a rifugiarsi da amici e parenti sperando nel miracolo di una nuova abitazione.
Raquel Rolnik, Special Rapporteur dell'ONU sul "Diritto ad un'abitazione adeguata", ha presentato a Rio de Janeiro un dettagliato studio sulle violazioni dei diritti umani legati agli eventi sportivi che si terranno nella capitale carioca. Orbene, questo Rapporto denuncia non solo le condizioni di migliaia di cittadini ai quali sono state demolite le abitazioni dall'oggi al domani e senza alcun compenso, ma anche e principalmente l'esproprio di queste terre pubbliche... "affidate" all'industria del cemento, la quale ben si guarda dal lasciar trapelare questo genere di informazioni ai media.
La popolazione di Morro da Providencia - un'antica favela fondata nel 1897 sulla storica omonima collina - sara' "decimata" almeno per il 30%: oggi gli abitanti, dopo una dura giornata di lavoro, tornano a casa e trovano sulla porta della propria abitazione una scritta con lo spray e con un numero identificativo, simbolo che presto sara' demolita.
Ma lo sfruttamento economico-speculativo del paese non finisce qui: nello stato brasiliano del Maranhao, ogni giorno, arrivano dalle miniere del paese e dalle varie industrie siderurgiche treni zeppi di ferro, materia prima che il Brasile esporta nel mondo intero.
Questo stato vive ancora di agricoltura e pascolo, e la gente e' esasperata dal passaggio di questi treni, soprattutto perche' il gruppo minerario piu' forte del paese intende raddoppiarne i binari.
La ricaduta economica della produzione e trasporto del ferro va solo ad una minoranza di azionisti e ai loro accoliti, mentre la gente dello stato del Maranhao subisce ogni giorno non solo la distruzione del proprio ambiente, ma anche - ancora una volta - quella delle loro case, visto che le vibrazioni dei treni distruggono i pozzi e le fragili pareti delle abitazioni fatte di materiale povero.
Il raddoppio di questi binari potrebbe pregiudicare per sempre l'ambiente e l'economia agricola dello Stato del Maranhao: sono minacciati infatti diversi corsi d'acqua, cruciali per l'irrigazione dei campi circostanti.
Nonostante ci sia stato uno STOP ai lavori da parte della magistratura brasiliana per la mancanza di studi seri sull'impatto ambientale di questa nuova grande opera, le multinazionali non si arrendono, anche se finora hanno presentato solo studi basici che non sono stati presi in seria considerazione.
Il Brasile, insomma, come tutti gli altri paesi "emergenti", presenta tutti i caratteri piu' duri e marcati di questa globalizzazione, alias un' economia tutt'altro che solidale, basata sul potere e benessere per pochi, e che porta con se' poverta' - ahime' - per la maggior parte dei cittadini.

Fonte: Fatto Quotidiano
Fonte immagini: Google




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