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Gabriele Sannino
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La disperazione dei govani del mezzogiorno



Il "check-up del mezzogiorno" condotto da Confindustria e SRM ovvero Studi e Ricerche per il mezzogiorno ha confermato il triste primato economico del nostro paese: il Sud Italia, in particolare proprio il mezzogiorno d'Italia, e' quello che piu' subisce i colpi di frusta della crisi.
Secondo il rapporto, tra il 2007 e il 2012 si sono persi 330.000 posti di lavoro, mentre e' scomparso circa il 16% delle aziende.
Naturalmente, questi sono solo i dati ufficiali, in quanto quelli ufficiosi sono ancora piu' drammatici: praticamente, in questa parte d'Italia, sono talmente poche ormai le persone che hanno un contratto regolare di lavoro o a tempo indeterminato che far finta di nulla vuol dire essere spettatori silenziosi di un vero e proprio massacro sociale, di singole vite ma soprattutto di famiglie.
Qui le truffe sui contratti di lavoro, per esempio, sono la regola e rimangono impunite proprio per via della poverta' e della disperazione delle famiglie: tra contratti part-time che nascondono dieci e piu' ore di lavoro - GRATUITE tra l'altro, perche' tanto, se te ne vai, c'e' sempre un altro disperato pronto a sacrificarsi - o ancora contratti in cui viene erogato solo meta' dello stipendio e in contanti - cosi' nessuno - ma davvero? - se ne accorge visto che le buste paga sono regolarmente firmate dai lavoratori sotto ricatto e dunque pagate - o ancora contratti precari, che piu' precari non si puo', visto che dopo due mesi di vero e proprio caporalato si viene comunque licenziati, l'aria sociale che si respira insomma e' davvero pesante.
E che dire delle aziende che proprio non pagano? A molti precari, dopo il primo mese, non viene piu' erogato lo stipendio, cosi' che l'unico modo per ottenerlo e' adire a vie legali.
Il punto e' che tra la paura della gente e la loro - spesso - ignoranza, questi CRIMINALI DEL LAVORO riescono quasi sempre a farla franca, in quanto si gioca proprio sul senso di rassegnazione di un popolo che conosce la crisi da tempo immemore.
Si perche' nel mezzogiorno d'Italia la crisi e' davvero atavica, nel senso che gia' prima la criminalita' organizzata impediva qualunque forma di concorrenza, generando monopoli che, di fatto, garantivano il lavoro solo a pochi eletti. A pensarci bene, il comportamento delle attuali multinazionali non e' poi cosi' diverso.
Oggi in tutto il Sud Italia ma anche al Nord, ci sono sempre piu' giovani trentenni - ma che dico, anche quarantenni e perfino cinquantenni! - che vivono ancora o sono tornati con i genitori, non possono formarsi o mantenere una famiglia e sono praticamente alla disperazione sociale.
Cosa accadra' a tutte queste vite quando l'unico e vero ammortizzatore sociale rimasto - la famiglia e in particolare i genitori - verra' a mancare?
Cosa diventeranno, faranno tutti i clochard?
Qualcuno piu' malizioso potra' anche obiettare che c'e' chi si nasconde dietro queste crisi, in quanto non ha affatto voglia di darsi da fare. Tutto cio', ovviamente, e' solo una delle tante verita', in quanto qui il problema principale resta una crisi perenne che sta letteralmente distruggendo una parte del paese gia' oppressa per altre ragioni.
Ho molti amici al Sud, alcuni davvero importanti, e sono molto preoccupato per loro, soprattutto per il loro futuro: mi auguro che possano reagire con forza, e' vero, anche se mi rendo sempre piu' conto che certi contesti sociali... sono davvero deprimenti.

Fonte immagini: Google.



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