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Gabriele Sannino
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Il redditometro come morte dell'economia reale



Solo pochi giorni fa Unioncamere ha dichiarato che nel nostro paese, per via della crisi e della sua connaturata pressione fiscale, chiudono mille imprese al giorno: nel 2012 infatti, a fronte di 384 mila imprese nate, ne sono "morte" ben 364.972; in pratica, proprio mille al giorno - o quasi - visto che i giorni dell'anno sono 365.
Queste imprese, naturalmente, prima versavano imposte allo Stato ma ora, a partire dal 2013, non lo faranno piu'.
Il calo shock delle entrate tributarie nei prossimi anni in Italia - se non correlato ad un altrettanto calo drastico della spesa pubblica - azzerera' letteralmente il nostro avanzo primario, vale a dire la differenza tra le entrate rappresentate dalla tassazione e le uscite rappresentate dalla spesa pubblica per i cittadini - sanita', istruzione, pensioni ecc - escludendo la quota di interessi sul debito pubblico la quale - visto il debito in continuo aumento - e' destinata invece solo ad aumentare.
Facciamo un piccolo esempio per chiarire: nel 2012, l'avanzo primario e' stato intorno ai 16 miliardi - ancora non e' chiarissimo l'importo ma ci si attesta comunque su queste cifre - dunque la tassazione ha coperto completamente la spesa pubblica in quanto c'e' un attivo, solo che gli interessi sul debito di 90 miliardi circa hanno generato un deficit di bilancio complessivo di piu' di 70 miliardi.
Dunque, da un lato i politici burattini e gli schiavi della finanza internazionale vorrebbero aumentare questo piccolo "tesoretto" - come lo definiva Tremonti - per coprire gli interessi sul debito - cosa impossibile vista la forbice - dall'altro l'aumento del debito e dei suoi interessi continuano a mangiarsi completamente l'avanzo, indebitandoci per la parte restante con la solita BCE e con i mercati per i titoli venduti alle aste o sul mercato secondario.
Fatta questa importante premessa, il redditometro puo' essere visto, a questo punto, solo come l'ennesima misura per poter racimolare soldi dai cittadini... per poter pagare questo famigerato "pizzo" alla finanza internazionale.
In Italia si stima che l'evasione fiscale complessiva sia intorno ai 120 miliardi, mentre i mancati introiti per la corruzione ammonterebbero a circa 70 miliardi: in sostanza, col redditometro - dato che per la corruzione non c'e' speranza vista la nostra cosca politica! - si vorrebbero recuperare almeno i soldi dell'evasione fiscale, cio' per poter pagare gli interessi su questo famigerato debito creato per giunta dal nulla dalle banche centrali.
Il punto, a mio avviso, e' che gli evasori totali non siano cosi' tanti come si vuole far credere: che molti cioe', se veramente ricchi o evasori, abbiano gia' emigrato o messo i capitali al sicuro. Dunque, dato che la tassazione ormai si e' spostata letteralmente sulle piccole e medie imprese e sui cittadini, il rischio piu' che concreto - visti i conti fatti sopra - e' che questo strumento di polizia fiscale sia davvero l'eutanasia se non addirittura la morte dell'economia reale.
Non sto giustificando minimamente l'evasione, anzi, ma vista la pressione fiscale di questo paese tra le piu' alte del pianeta si sa che alcune imprese hanno una parte della contabilita' in nero... per non morire: in alcuni casi, infatti, trattasi di vere e proprie strategie di sopravvivenza!
Perche', insomma, questi imprenditori dovrebbero sacrificarsi per i banchieri e per i loro denari creati dal nulla e caricati allo stesso modo... sui bilanci degli Stati e dei popoli? E' questo il punto!
La morte di un numero ancora maggiore di imprese, comunque, provochera' un'ulteriore calo delle entrate tributarie e, considerando che anche i cittadini comuni sortiranno l'effetto psicologico di questo strumento - e lo subiranno per davvero perche', anche se il redditometro analizzera' solo gli scostamenti del 20% rispetto ai propri redditi e chiedera' dapprima un contraddittorio, lo Stato restera' comunque AFFAMATO di soldi per poter pagare gli interessi sul debito - l'economia reale potrebbe a questo punto precipitare sulserio verso abissi ancora inesplorati.
I banchieri insomma, con la loro spremitura degli Stati attraverso l'imposizione di questi finti debiti pubblici - informatevi su come nasce il denaro e capirete! - andrebbero perseguiti per crimini internazionali contro l'umanita': il redditometro, infatti, e' solo l'ennesimo e ingiusto strumento di pressione della finanza internazionale... verso popoli ormai del tutto schiavizzati e assoggettati!
In una societa' giusta - realmente giusta - gli sprechi andrebbero combattuti a prescindere, cosi' come l'evasione fiscale visto che tutti devono contribuire al bilancio dello STATO come recita la Costituzione, solo che il denaro non deve nascere come debito, perche' cio', altrimenti, crea solo una moltitudine di tasse ingiuste, ma anche la chiusura di aziende, la precarizzazione del lavoro e dulcis in fundo... la morte dell'economia per asfissia, attraverso questi continui "mezzucci".
L'economia reale dunque, e' quasi superfluo dirlo, sta sprofondando sotto la coltre dei finti debiti: il punto e che sta portando con se' non solo il nostro benessere, ma anche le nostre vite.


Fonte immagini: Google



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