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Gabriele Sannino
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La follia collettiva e sociale del Turkmenistan



Il Turkmenistan e' una "repubblica" dell'Asia centrale indipendente solo dal 1991, da quando cioe' l'Urss crollo' su se stessa lasciando quelli che erano semplicemente stati "satelliti" in balia di se stessi e dei loro regnanti.
Questo paese e' tra i piu' misteriosi e sconosciuti del pianeta: essendo per meta' deserto, e' abitato da soli 5 milioni di abitanti, ed e' tra i maggiori produttori al mondo di gas naturale.
La capitale Asgabat e' tra le metropoli piu' sontuose del mondo: ricca di marmi bianchi, palazzi scintillanti, cupole dorate, cancelli lunghissimi e pieni di decori, ma anche teatri meravigliosi e pieni di luci nonche' statue votive erette dappertutto e che raffigurano l'ex Presidente Nyyazow morto nel 2006, e' in sostanza una citta' preclusa agli stessi turkmeni - cio' per via del costo impossibile delle case e in generale degli affitti - e dunque e' abitata solo da una ristrettissima elite vicina ai palazzi del potere.
Ai turkmeni e' vietato andare a teatro, ascoltare musica, andare al cinema, perfino gli ospedali sono sostituiti da lazzaretti veri e propri dove il cittadino "medio" puo' trovare sollievo per i suoi mali fisici.
Quanto alle letture, e' fatto uso obbligatorio leggere solo il Ruhnama, alias una sorta di bibbia lasciata dal vecchio dittatore Nyyazow infarcita di sciocchezze e luoghi comuni, ma che e' indispensabile per superare gli esami scolastici, prendere la patente o aspirare ad una carica pubblica.
I "benefici" che il dittatore concede al popolo sono affitti gratuiti in misere periferie, un certo quantitativo di farina giornaliera nonche' - ovviamente - il rifornimento gratuito di gas naturale.
Naturalmente alcuni turkmeni sono talmente chiusi e fuori dal mondo che ringraziano e osannano il vecchio dittatore morto, cosi' come elogiano e idolatrano quello nuovo, l'impronunciabile Berdimuhammedow.
E pensare che prima del 1991, sotto l'influenza sovietica, i turkmeni erano molto piu' liberi: si potevano fumare sigarette per strada, si poteva ascoltare la musica nelle case e si poteva andare al teatro, si poteva perfino vedere il cinema e la televisione.
Come mai l'Europa e gli Stati Uniti non battono ciglio davanti ad un despotismo cosi' insopportabile?
Semplice, per via delle risorse naturali del paese.
L'indipendenza turkmena, infatti, ha consentito alle ex repubbliche socialiste di farsi concorrenza vendendo al mondo le proprie risorse energetiche - in pratica hanno spezzato il monopolio e il cartello sovietico - e quindi siamo al punto paradossale che il Presidente turkmeno gode di tutti i favori e gli onori, sia a Washington che a Bruxelles, anzi addirittura gli viene riconosciuto un posto speciale in quanto "il Turkmenistan frena l'avanzata dell'islam terrorista nell'intera regione".
Insomma, la solita solfa ma soprattutto il solito teatro dell'assurdo.
In Europa e' in particolare la Francia ad avere interessi strategici sul territorio: qui, infatti, molte sue imprese costruiscono gli sfavillanti palazzi elitari preclusi alle masse.
Insomma, il Turkmenistan e' un sultanato dispotico in piena regola, anche se e' riconosciuto da tutta la comunita' internazionale.
Una ciliegina finale sul paese: ogni anno i ministri, su decisione dell'ex presidente Nyyazow, percorrono il cosiddetto "sentiero della salute" - una scalinata di diversi chilometri che si arrampica sulle pendici del Kopet Dag, la catena montuosa a sud della capitale - solo che mentre loro trafelano per salire... il Presidente di turno li raggiunge e li osserva dall'elicottero!
Insomma, il Turkmenistan e' un posto assurdo dominato dalla stupidita' umana piu' becera: peccato che tutto questo - ahime' - faccia ancora soffrire milioni di turkmeni, mentre altre invece, un po' in tutto il mondo, continunano a ridersela molto allegramente.

Fonte: Internazionale





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