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Gabriele Sannino
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La Cina come prossima superpotenza mondiale



Il paese del drago celeste continua la sua ascesa economica nonostante la crisi, anche se i ritmi del triennio 2006-2008 sono ormai ben lontani.
L'agenzia di rating Moody's ha calcolato per la Cina - il che e' per natura discutibile - un debito pubblico di 10.700 miliardi di Yuan, pari a quasi il 28% del PIL, anche se i buchi contabili riscontrati dall'agenzia - e non solo - ogni volta variano di numero e non si capisce bene lo stock totale di debito del paese.
A preoccupare di piu' i cinesi, comunque, e' la rapidita' con la quale cresce questo debito, sia dello stato che delle amministrazioni locali: in queste ultime, in particolare, il debito e' cresciuto di 36 volte in termini nominali e di 5 volte in relazione al PIL del paese.
Secondo il docente ed economista Nouriel Roubini, il 30% delle amministrazioni locali e' a rischio default: urgono dunque 700 miliardi di dollari per scongiurare un "cataclisma".
Gia', ma da dove si possono prendere questi soldi senza aumentare ulteriormente il debito?
Come si sa, la Cina ha fortissimi crediti nei confronti degli Stati Uniti - ha una grossa fetta di titoli americani e non solo: cosa accadrebbe se domattina... li esigesse?
Parliamoci chiaro, questi crediti sono inesigibili visto il debito statunitense in continua ascesa; la nostra "mondiale" fortuna - e' paradossale ma e' cosi'! - e' che la FED continua a stampare carta dal nulla indebitando gli americani, e continua con quei finti soldi a comprare inutile merce cinese, dando al paese l'impressione di espandere ulteriormente le sue esportazioni.
E se questo meccanismo un giorno si inceppasse?
La soluzione, ancora una volta, si avrebbe con la sovranita' monetaria dei popoli: essi infatti potrebbero stampare moneta proprio per ricompensare reciprocamente debiti e crediti!
Ma torniamo alla squallida realta' attuale: oggi la Cina, per non arrestare questo attivo commerciale, continua a rifiutarsi di rivalutare lo Yuan, cio' per compensare i "debiti di gioco" che ha accumulato con il paese a stelle e strisce.
Il tallone di Achille dell'economia cinese, pero', resta lo scarso sviluppo della domanda interna, che costringe ulteriormente a simili manovre monetarie al ribasso.
Del resto, se i consumi cinesi salissero al livello di quelli occidentali... anticiperemmo e di molto il tracollo ecologico planetario!
Il paese inoltre sta rallentando a forza la sua economia, cio' soprattutto perche' i compratori occidentali sono sempre piu' indebitati: nel paese, insomma, ci sono i classici problemi di mancanza di liquidita' e di debito pubblico, cosa che se da un lato scongiura il tracollo, dall'altro impensierisce per via dei tantissimi crediti che il paese ha accumulato.
La Cina - meglio precisarlo - e' per certi versi ancora peggio del gigante americano: essa e' storicamente esente da ogni ideale democratico e umanitario, e la sua cultura "efficientista" non aiuta per niente.
Dunque meglio pregare affinche' questi due MOSTRI planetari... riescano sempre a trovare uno stupido quanto finto equilibrio economico, come finora e' accaduto.
In caso contrario - dietro ai brindisi della finanza internazionale, che non vede l'ora! - assisteremmo ad un altrettanto stupido conflitto di massa, di cui non se ne sente minimamente la necessita' almeno dal punto di vista UMANO.
Ovvero, il punto di vista piu' importante di qualunque fasulla banconota senza copertura.


Fonte dati: "Uscire dalla Crisi e' possibile" di Aldo Giannusi
"Cimiteuro" di Marco Della Luna

Fonte immagini: Google






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