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Gabriele Sannino
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L'India farmacia del pianeta



La guerra tra l'India e le avide multinazionali merita di essere raccontata per intero, proprio come i media - purtroppo - non fanno, cosi' concentrati come sono a riempire la testa di notizie inutili quanto insensate.
Attualmente l'India attualmente e' considerata la farmacia low cost del pianeta, questo perche' non solo produce e vende farmaci generici a basso costo, ma perche' li esporta un po' in tutto il mondo.
Farmaci per curare il cancro, l'Aids, la leucemia sono venduti qui a prezzi umani, evitando alle famiglie di impoverirsi in modo definitivo ogni volta che insorge una malattia.
Proprio nel 2010, uno studio accurato sull'argomento ha dimostrato che l'80% delle medicine anti-Aids usate per la donazioni proviene proprio da questo paese.
I paesi in via di sviluppo, dunque, riescono a salvare milioni di bambini grazie alla farmacia internazionale indiana, e molti farmaci aiutano perfino le famiglie europee sempre piu' in difficolta' per via della crisi economica.
Stando all'Unicef, l'India tra le altre cose e' il piu' grande fornitore al mondo di vaccini: insomma, parliamo di un paese virtuoso che tenta per quanto possibile di salvare milioni di persone nel mondo.
Il punto nodale e' che la nostra "amata" Europa - sempre piu' ostaggio di banche e multinazionali - sta cercando di siglare un accordo di "libero commercio" con questo paese, accordo che - in pratica - bloccherebbe l'esportazione di farmaci generici verso il nostro continente, dirottandoli solo sull'Asia e sull'Africa.
L'accordo inoltre prevede di trasferire le dispute sui farmaci dai tribunali indiani - che sostengono la produzione di farmaci generici alla portata di tutti - ai tribunali internazionali, che invece devono, per forza di cose, rispettare gli accordi commerciali internazionali che sono appannaggio esclusivo delle multinazionali.
Ma partiamo dagli inizi: nel 1970 l'India approvo' il cosiddetto "Patent act", una legge sui brevetti che non concedeva la brevettabilita' dei farmaci; in sostanza, le ditte indiane potevano farsi concorrenza producendo medicinali generici con lo stesso principio attivo di quello brevettato a basso costo.
Nel 1995, l'India pero' entro' a far parte del Wto - l'Organizzazione Mondiale per il Commercio - e dovette sottoscrivere i cosiddetti Trips, gli accordi sui brevetti che di fatto impediscono la produzione di generici... per tutti i farmaci protetti dai brevetti delle multinazionali.
Approfittando di una finestra di tempo per questioni di adattabilita' legislativa, gli indiani temporeggiarono e arrivarono fino al 2005: fu allora che l'India si rifugio' nella sua legislazione nazionale pur di garantire la salute ai cittadini, decidendo di rimandare la questione alla Corte Suprema Indiana, la quale doveva decidere se i brevetti delle multinazionali erano la "via maestra" o piu' semplicemente una varieta' da includere nel mercato.
Ebbene, la Corte Suprema Indiana, finora, si e' sempre pronunciata a favore della genericita' dei farmaci: nel settembre del 2011, per esempio, ha respinto il brevetto della Roche per il Tarceva anti-cancro, ma non solo, a novembre la stessa Roche si e' vista "insidiare" il brevetto di un farmaco per curare l'epatite C.
A marzo del 2013, anche la Bayer ha perso un ricorso per un farmaco anti-cancro molto costoso e inaccessibile ai cittadini, cosi' come la Novartis ha perso la brevettabilita' del Glivec.
L'amministratore delegato della Cipla - una societa' di farmaci generici indiani che ha vinto molti ricorsi contro la multinazionale Big Pharma - ha dichiarato che "i laboratori statali indiani fanno molta ricerca e dunque, dato che si tratta di costi pubblici, non ci sono speculazioni in quanto la ricerca e' gia' stata pagata con le tasse dei cittadini". Inoltre - afferma - "le 50 medicine del mondo piu' vendute sono fatte da multinazionali che non le hanno neanche inventate, ma solo brevettate, dunque di cosa si parla veramente... se non di speculazione sulla vita degli esseri umani?"
Insomma, l'India e' una nazione-eroina che si sta battendo come una leonessa pur di salvare milioni di vite in tutto il pianeta.
Se anche noi iniziassimo a fare la nostra parte - magari scegliendo per quanto posibile SEMPRE i farmaci generici al posto dei brevettati, che costano di piu' - il sistema delle multinazionali subirebbe comunque uno smacco non indifferente, e non si allargherebbe come sta facendo in questi anni.
Ancora una volta siamo noi che possiamo fare la differenza.
Purtoppo restiamo disinformati e soprattutto pigri.

Fonte dati: Fatto Quotidiano
Fonte Immagini: Google



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