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Gabriele Sannino
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La Turchia, la Siria e il Nuovo Ordine Mondiale



Quello che sta accadendo in Turchia e' semplicemente abominevole: la polizia comandata dal Premier Erdogan carica i manifestanti rei di volere una societa' piu' libera e soprattutto laica, come e' da sempre in questo grande paese musulmano.
Se si pensa che Erdogan ha approvato leggi sull'aborto, sul parto cesareo, sulla vendita e l'uso di alcool e perfino sul colore del rossetto delle hostess sugli aeroplani si capisce bene la paura del popolo turco di diventare una societa' fondamentalista.
Erdogan pero' ha fatto anche altro: per esempio ha liberalizzato l'economia, svendendo territori alle multinazionali americane e facendo costruire dighe, centrali nucleari, centri commerciali, autostrade, ponti, insomma ha attirato la finanza internazionale - che sicuramente glielo ha imposto, in qualche modo - generando benefit soprattutto per le classi ricche ma anche per la popolazione in generale, che almeno in questo momento iniziale puo' godere di redditi che prima neanche sognava.
La Turchia di Erdogan, pero', sta facendo anche il "doppio gioco": non solo ha firmato contratti di fornitura di gas e petrolio con la Russia - che in cambio ha una sorta di free pass per lo stretto strategico del Dardanelli - ma e' entrata nell'orbita dei paesi del Bric - ovvero Brasile, Russia India e Cina che vogliono la fine del monopolio americano sul pianeta e in particolare della supremazia del dollaro - e, cosa ancora piu' inquietante ma fino a un certo punto, recentemente si e' espressa per il non ingresso nella zona Euro, avanzando perfino dubbi sull'Europa e sulla Nato.
Ma non finisce qui: Erdogan ha perfino riallacciato rapporti con Teheran, chiedendo al paese di depositare parte dell'Uranio arricchito proprio nel paese musulmano.
Insomma, ci sono tutti i presupposti da parte dell'elite finanziaria internazionale di mettere a ferro e fuoco il paese - come in genere si fa - per "riconquistarlo" successivamente con un governo piu' "allineato".
Il trucco - precisiamolo - e' sempre lo stesso, e si collega alla famosa "tecnica della triangolazione" dei servizi: in pratica, si crea o cavalca un casus belli, vero o montato che sia, e li' si fomenta la rivolta popolare affinche' il Premier di turno si dimetta e venga sostituito con uno piu' "accondiscendente" alla finanza internazionale.
Il caso del Parco Gezi di Istanbul, da questo punto di vista, e' giusto ma rimane emblematico: oggi l'elite finanziaria - purtroppo - usa perfino i social network per montare le proteste, e cio' attraverso speciali software che twittano infinitamente, per esempio, una notizia incitando proprio alla ribellione.
Con questo non voglio dire che il popolo turco ha torto o e' pilotato tout court, voglio solo dire che la protesta era nell'aria e che a volte basta davvero poco - e i servizi queste cose le sanno benissimo! - per aspettare il momento giusto provocando gli eventi.
Insomma Erdogan e' davvero folle con il suo popolo, ma paradossalmente e' uno che ha anche il coraggio di sfidare in qualche modo la supremazia americana.
La stessa tecnica e' applicata anche in Siria: qui, infatti, complice forse il controllo piu' stringente su internet nonche' una poca penetrabilita' dei servizi, si ricorre alla classica guerriglia - pensate che la maggior parte dei cosiddetti "ribelli" non e' neanche di origine siriana, mentre i restanti sono ex detenuti! - e si mette a ferro e fuoco un paese affinche' un dittatore come Assad - che chiariamoci, resta un dittatore! - abdichi in favore del solito "allineato" all'elite.
In buona sostanza, una volta "catturato" il paese soprattutto attraverso una moneta-debito (magari internazionale come il Dollaro o l'Euro, per intenderci) i paesi vengono spogliati della loro sovranita', caricati di debiti e spolpati dal punto di vista delle loro risorse energetiche e materiali.
Ciliegina sulla torta, si instaura sempre un governo di comodo pronto a fare le "riforme", e cioe' provvedimenti a favore di banche e multinazionali e contro gli interessi reali della popolazione.
Assad in questo momento neanche ci pensa a tutto questo, si difende col suo esercito, il quale pero' finisce con l'uccidere perfino i civili (in particolare uomini ma anche bambini) costretti dai ribelli ad armarsi... pena l'uccisione della loro famiglia!
Erdogan invece ha fatto tutto ma a meta'. Dunque non va bene.
Ecco quindi quali sono le colpe piu' grandi di questi due paesi e dei loro politicanti.
E in tutto questo le vittime per eccellenza, in ogni caso, restano sempre e comuque le popolazioni.
Qui infatti abbiamo popoli martoriati e brutalizzati sia dai loro leader che dai banchieri, vale a dire poteri striscianti, occulti e per certi versi - forse - ancora piu' pericolosi.


Fonte Immagini: Google





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