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Gabriele Sannino
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Papa Francesco e la lotta contro lo IOR



Le dichiarazioni di Francesco sullo Ior da quando e' diventato Papa - pardon, vescovo di Roma - hanno stupito mezzo mondo, o quasi: frasi come "la Chiesa puo' vivere anche senza banche" oppure "lo Ior non e' indispensabile" hanno dato credibilita', per quanto possibile, ad un Pontefice che ha fatto della poverta' il suo vessillo piu' imponente.
La decisione di Francesco, pertanto, di nominare una Commissione d'Inchiesta sullo Ior e' stata davvero apprezzata, specie se si pensa che tutti i precedenti Pontefici sono stati silenti o peggio ancora vittime di questa banca supersegreta... capeggiata da un potentato economico/ecclesiastico.
Ed e' proprio in questo nuovo clima, dunque, che si innesta cio' che sta accadendo in questi giorni tra le mura vaticane - cosa comunque prevista, come vedremo - ovvero dimissioni, arresti e procedimenti giudiziari che finalmente trovano il loro sbocco naturale.
Le dimissioni del numero uno e due dello Ior, rispettivamente Paolo Cipriani e Massimo Tulli - indagati entrambi per violazione di norme antiriciclaggio e sostituti ad interim da Ernst Von Freyberg - sono quindi un vera e propria rivoluzione copernicana per una Chiesa cosi' danneggiata proprio da se stessa; e se si pensa che il tutto e' avvenuto senza che il Segretario di Stato Tarcisio Bertone muovesse un dito, la cosa si fa davvero intrigante.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, dunque, e' stata l'arresto del Monsignor Nunzio Scarano, reo di aver corrotto l'agente dei servizi segreti italiani Giovanni Zito affinche' riportasse in Italia 20 milioni di euro giacenti in Svizzera sul conto di un broker finanziario, un certo Giovanni Carenzio, anche lui arrestato.
L'importo farebbe parte di una somma ancora piu' vasta - si parla di 400 milioni di euro - soldi la cui origine appare piu' che fumosa.
Le intercettazioni, a tal proposito, parlano chiaro: Scarano conversa piu' volte sia con Cipriani che con Tulli - ai quali da' del "tu" - e lo fa per questo o quel movimento di denaro, giudicato dalla guardia di finanza piu' che sospetto.
Oltre a piccoli e grandi evasori - dal Direttore di Banca al piccolo imprenditore - altri personaggi vaticani gravitano in questa brutta vicenda: mi riferisco al direttore della gendarmeria vaticana Domenico Giani e al suo braccio destro, il Colonnello Costanzo Alessandrini.
I due si mettono semplicemente a disposizione di Scarano, e dunque la loro posizione e' attualmente vagliata dagli inquirenti.
Le dimissioni dei capi dello Ior, pertanto, sono l'ultimo atto di una vicenda che risale al 2010 e che non si sa quando e come finira': all'epoca infatti il Presidente era Ettore Gotti Tedeschi, che fini' con l'assumere - a differenza del suo vice, allora era proprio Cipriani - un atteggiamento molto collaborativo con i pm, che nel frattempo avevano sequestrato dallo Ior ben 23 milioni di euro.
Tarcisio Bertone rifiuto' di "sconfessare" Cipriani, preferendo mantenere lo status quo, mentre Papa Ratzinger volle dare un estremo segnale molto chiaro varando una normativa ad hoc titolata "per la prevenzione e il contrasto della attivita' illegali in campo finanziario".
Con quella normativa si istitui' un'Autorita' di informazione finanziaria (AIF), e quando la procura dissequestro' i 23 milioni di euro proprio sulla garanzia di quella collaborazione, ecco che la Segreteria di Bertone fece immediatamente un passo indietro.
Il 25 gennaio del 2012, infine, una nuova direttiva subordino' i poteri dell'Aif alla Segreteria di Stato (in pratica sempre a lui, a Bertone!) e dunque la procura non pote' che andare avanti da sola fino agli arresti eclatanti propri di questi giorni.
Lo Ior, dunque, resta una macchia nera molto vistosa nella Chiesa cattolica: in pratica, e' come se fosse un buco nero pronto a risucchiare con se' chissa' quanti esponenti del "complesso" stato vaticano.
Una chiesa davvero trasparente e piu' spirituale, e' quasi inutile dirlo, dovrebbe liberarsi completamente di tali "ostacoli alla fede": chissa', tutto sommato, forse l'attuale pontefice c'ha visto davvero lungo.




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