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Gabriele Sannino
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L'incredibile rivoluzione finanziaria ungherese



Navigando su molti siti di informazione che si occupano di politica ed economia, mi sono ormai reso conto, con punta di somma felicita', di quante informazioni controcorrente ci siano atte a far capire quale sia il vero problema delle attuali bancocrazie, ovvero l'equazione denaro=debito.
Il termine "bancocrazia", oggi, e' piu' che mai appropriato, in quanto una democrazia che si definisca "compiuta"... non puo' trasmettere la proprieta' del denaro dalla collettivita' a banche private come la BCE, generando cosi' debiti fittizi, fraudolenti ma soprattutto inestinguibili, il cui unico scopo e' e resta il controllo e la depredazione delle stesse nazioni.
I politici, si sa, oggi lavorano tutti per i banchieri, non piu' per i popoli: la prova lampante e' quanto siano importanti di gran lunga gli obiettivi finanziari rispetto alle esigenze stesse dei cittadini.
Ogni tanto pero' - bisogna dirlo - spunta fuori dal cilindro qualche outsider, che rompe le uova nel paniere ai "padroni", e che per questo va prima denigrato o emarginato (dal punto di vista massmediatico, ovvio!) oppure, in casi estremi, eliminato fisicamente.
Sto parlando di Victor Orban, leader del partito ungherese Fidesz (un partito di destra conservatore e ultranazionalista, precisiamolo) il quale, dopo aver aumentato il controllo del Governo sulla privatissima Banca Centrale Ungherese - in particolare destituendo il Governatore di alcune facolta', come ad esempio la nomina dei suoi vice nonche' un'autorita' pubblica che stabilisca sia i tassi di interesse che le procedure di vigilanza sui mercati e sulle banche di non-emissione - e dopo aver invitato il Fondo Monetario Internazionale a lasciare il paese - restituendo in anticipo, grazie a politiche disciplinate di bilancio, ben 2,2 miliardi di euro nell'agosto del 2013, la cui ultima tranche di scadenza era prevista addirittura per marzo 2014! - ma non solo, dopo aver cominciato da pochissimo ad emettere moneta non debito - stabilendo il fabbisogno finanziario del paese in base proprio alle risorse disponibili e in particolare al PNL e all'RNL - ha subito un attentato - guarda caso - mentre si recava presso la Balvanyos Summer University in Romania, attentato dove e' rimasto ferito il console generale ungherese nonche' alcuni suoi uomini fidati, e dove Orban, miracolosamente, ne e' uscito del tutto illeso.
Dato che la storia, nei fatti, ha sempre ucciso tutti quelli che hanno provato a rendere pubblica la moneta (ovvero di proprieta' del popolo) - parliamo nella fattispecie di Lincoln, Kennedy, lo stesso Moro - e' normale che questo sia semplicemente un avvertimento: ci riproveranno, ne sono certo!
Quello che sta accadendo, comunque, nella piccola Ungheria e' davvero sensazionale, e potrebbe creare un precedente incredibile vista la crisi sistemica e irreversibile che stiamo tutti vivendo.
I Rothschild e la finanza tentacolare internazionale sono ufficialmente preoccupati: avere uno Stato "europeo" infatti che stampa moneta in base a una programmazione degli obiettivi di crescita e' davvero innovativo quanto pericoloso per il sistema.
Dopo l'attentato, Orban ha tenuto un discorso alla sua nazione parlando proprio di "Nuovo Ordine Mondiale", dello strapotere delle multinazionali, delle banche private, dei prestiti fasulli, anche se ovviamente il tutto in salsa ultracristiana e ultranazionalista.
La Commissione Europea - ricordiamo che l'Ungheria fa parte dell'UE dal 2004, anche se non ha ancora adottato l'Euro - ha aperto diverse procedure di infrazione nei confronti del paese, in quanto la nuova Costituzione - approvata da poco - sarebbe per molti versi illiberale - soprattutto nel suo potenziale - per non parlare delle leggi sulle limitazioni alla liberta' di stampa e di espressione; ma ulteriori procedure sono state aperte anche perche' il paese non ha rispettato gli obiettivi di deficit per il 2010 e il 2011, non ha nazionalizzato e regolato il sistema pensionistico, non ha messo un tetto allo stipendio dei dipendenti pubblici per un massimo equivalente di 6.700 euro mensili.
In pratica, esattamente quello che ha fatto Monti.
Il punto nodale, a mio avviso, e' che quest'Europa cosi' "bancocratica" non e' piu' credibile quando parla di democrazia, questo proprio per le ragioni che spiegavo all'inizio dell'articolo.
Quello che comincio a capire, in realta', e' che certi paesi, ormai, si chiudono davvero a riccio pur di non farsi colonizzare dalla tentacolare finanza internazionale - magari alcuni sono eccessivi nel nazionalismo esasperato, ci sta! - ma le cose stanno cosi' se riflettete bene, soprattutto perche' in molti casi hanno ancora banche centrali pubbliche.
Il punto e' che questi paesi, essendo in qualche modo barricati e protetti, vengono poi definiti dal sistema... "paesi canaglia".
A quando - mi chiedo - l'invio di "ribelli" pronti a mettere a ferro e fuoco l'Ungheria per ripristinare la "democrazia" attraverso la proprieta' privata della moneta?


Fonte immagini: Google.





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