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Gabriele Sannino
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La scuola del futuro



Richard David Precht e' uno scrittore e saggista tedesco che si occupa di molteplici tematiche sociali.
Tempo fa ha scritto un articolo sulla scuola del futuro per il quotidiano tedesco liberale Die Zeit - uno dei piu' prestigiosi e all'avanguardia nel paese: egli ha definito l'attuale modello scolastico "un relitto del diciannovesimo secolo, senza passione ne' emozione", e la sua attenta analisi ha avuto vasta eco tra pensatori e intellettuali in tutta Europa, e non solo.
Precht, nel suo articolo, parla innanzitutto di "sostenibilita'" della futura istruzione", ovvero di un "modello del sapere" che sia realmente appreso dai cittadini, senza essere dimenticato - come accade oggi - nel giro di qualche mese.
Come si puo' arrivare a questo? Semplice, anziche' imparare tante nozioni - spiega Precht - bisogna studiare meno concetti e con piu' lentezza, cercando di appassionare i ragazzi con esempi attuali e concreti in modo che possano collegare i fatti di tutti i giorni alla realta' che vivono, non appena questo, ovviamente, sia possibile.
Una seconda regola aurea e' quella di imparare rispettando l'individualita' di ciascuno studente, vale a dire stabilire i ritmi adattandosi alle esigenze e alle doti di ciascuno, cercando di contemperare poi il tutto con i vari concetti che si decide di "impartire".
Per fare questo, non solo e' importante stimolare gli alunni trasmettendo loro curiosita' e passione - il motore di qualunque apprendimento, se ci pensate bene! - ma bisogna anche far collaborare gli stessi studenti affinche' si stimolino tra di loro, aiutando altresi' l'insegnante nei momenti meno brillanti.
Insomma, in un contesto del genere - non troppo competitivo e soprattutto sereno - si possono imparare infinite cose, fissandole tutte o quasi nella nostra mente.
La scuola inoltre, secondo Precht, e' attualmente un groviglio di materie troppo separate tra di loro, e cio' non e' previsto dal nostro stesso cervello, che in qualche modo concatena le cose e tende ad un'accumulazione non separata dei fatti che apprende. Dunque, per migliorare l'apprendimento, bisogna non solo collegare le varie discipline tra di loro, ma unirle ancora una volta alla realta' che si vive, in modo che il tutto possa essere ancor piu' impresso nelle menti dei discenti.
"Molti aspetti della geografia, dell'economia, della politica, della storia, della fisica e della biologia" - aggiunge Precht - "si collegano meglio se si realizzano progetti interdisciplinari magari portati avanti da due o piu' insegnanti".
Una cosa essenziale, inoltre, resta la promozione dei valori, fin dalle scuole elementari: bisogna cioe' non solo far rispettare futuri paradigmi che la societa' considera ancora vaghi, ma crearne di nuovi, puntando su un'eticita' maggiore in quanto una societa' piu' rispettosa dell'individuo non e' mai abbastanza ne' per se' stessa ne' per il singolo.
Ma la rivoluzione di Precht non finisce qui: egli vorrebbe abolire i voti in favore dei giudizi - e cio' per non creare esseri umani troppo competitivi - favorendo perfino "corsi di gioia" e di "concentrazione" - cose di cui la societa' ha un disperato bisogno, afferma - e stabilendo un tempo pieno (fatto di studio, gioco e svago) finito il quale lo studente deve poter vivere tranquillamente la sua vita senza ulteriori pensieri.
Insomma, la scuola oggi e' in agonia - questo e' un fatto - ed e' bene che sia svecchiata una volta e per tutte.
Per quanto mi riguarda, oltre a concordare con Precht, sono estremamente favorevole a materie che formino non solo un adolescente, ma anche un adulto di domani (e di oggi) ovvero - ad esempio - una sana educazione sessuale (e quindi sentimentale) nonche' l'insegnamento di una spiritualita' che sostituisca tutte le dottrine religiose esistenti, basate - purtroppo - ancora sulla separativita' e sulla esclusivita' di un credo... che spegne ogni pensiero e acceca ogni dubbio, cose che invece possono portare a nuova conoscenza e quindi all'evoluzione stessa dell'individuo.
Insomma che sia il modello di Precht o di qualche altro pensatore, bisogna agire sulserio, in quanto e' da qui che nasceranno i futuri uomini (e le donne) che abiteranno il nostro domani.

Fonte immagini: Google.




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