sito ufficiale
Gabriele Sannino
BIOGRAFIA LIBRI ORDINA IL TUO LIBRO VIDEO ARTICOLI EVENTI FOTO CONTATTI
STAMPA
I pericoli di un crash finanziario globale



Quando un cliente deposita i suoi soldi in banca, nel gergo, si dice che diventa un creditore "chirografario": in pratica la banca che gli e' debitrice non e' responsabile in alcun modo per quel denaro, salvo diverse disposizioni.
In altre parole, secondo le attuali normative, il denaro che la banca "custodisce" (almeno per un breve periodo) nei suoi caveau diventa di sua effettiva proprieta' - tant'e' vero che lo moltiplica praticamente dal nulla attraverso il meccanismo del moltiplicatore bancario - e quindi non deve risponderne al legittimo proprietario... ne' se lo impegna in speculazioni pericolose ne' se lo usa per acquistare armi e via discorrendo.
Insomma, la sovranita' monetaria dei cittadini non e' contemplata in nessun livello dell'attuale piramide finanziaria globale, neanche quando i soldi sono "materialmente" in nostro possesso.
La domanda che bisogna porsi, quindi, stando cosi' le cose, e' la seguente: nel caso di un collasso totale o parziale di una banca o del sistema... noi cittadini ci perderemmo, si o no?
Gli accordi di Basilea III hanno aumentato le riserve bancarie e ridotto leggermente la leva finanziaria (in pratica il rapporto di indebitamento degli stessi istituti finanziari) tuttavia l'insolvenza delle banche resta sulla testa dei depositanti, e cio' proprio per via delle regole internazionali che sono tutte a vantaggio dei banksters.
Nel luglio 2011, il Financial Stability Board (Consiglio per la stabilita' finanziaria) ha pubblicato un documento per arginare eventuali "perdite sistemiche": uno di questi e' - pensate! - la possibilita' per i depositanti di ricevere azioni dalla banca fallita, o al massimo azioni di una nuova banca... creata dalla banca fallita, e cio' e' gia' accaduto sia in Spagna con Bankia sia con la Banca di Cipro.
A tal proposito, si parla di "bail in", ovvero salvataggio all'interno dello stesso istituto finanziario... senza alcun aiuto - diciamo - "esterno".
Proprio a Cipro, il settore bancario aveva accumulato perdite per 22 miliardi di euro, pur avendo depositi bancari per 120 miliardi di cui 60 miliardi provenienti da magnati e aziende russe.
Qui la Troika - BCE, Commissione Europea, FMI - oltre ad approfittare per instaurare le solite misure ammazza-popoli (tradotto austerity) tipo tagli agli stipendi, pensioni, welfare e via dicendo - ha imposto anche una tantum sui conti correnti, cosa che e' stata pero' successivamente bocciata dal Parlamento cipriota. Il risultato e' che alla fine il prelievo c'e' stato comunque, e cio' mentre i magnati russi avevano gia' fatto le valigie e portato i loro soldi su nuovi paradisi fiscali.
In America invece col cosiddetto Dodd-Frank Act del 2005 (contro le insolvenze della banche "too big to fail") prima si proteggono i crediti derivanti da strumenti derivati - in pratica quelli di chi detiene strumenti di immondizia finanziaria - poi quelli dei depositanti. Del resto, non poteva che essere cosi' visto chi comanda il "sistema".
Il bello e' che gli USA sono stati tra i primi, nel 1934, a creare un ente assicurativo per il denaro dei contribuenti (Federal Deposit Insurance Corporation) solo che oggi non solo e' un ente in rosso con un capitale tale da coprire appena l'1,15% dei depositi americani, ma dal 2005, con questo nuovo atto, deve tutelare prima gli speculatori e poi i contribuenti!
In Europa invece, un comunicato del Parlamento europeo - che pero' non ha un vero potere legislativo - afferma che i depositanti devono essere gli ultimi a salvare le banche: il testo, in particolare, esclude l'uso dei depositi inferiori a 100.000 euro, e afferma anche che i depositi superiori a questa cifra devono essere gli ultimi ad essere chiamati in causa.
Siamo sicuri pero' che tutto questo reggera'... vista l'impalcatura a dir poco traballante dell'intero sistema? La finanza ormai si e' incartata, e si e' avvitata a tal punto che non puo' non sfociare in un nuovi eventi critici, vista la totale sudditanza di tutti i governi del Pianeta alle sue "regole".
Ancora una volta il ritorno al Glass Steagle Act del 1933 sarebbe l'optimum, sia per i popoli che per l'economia: in pratica dovremo ritornare a separare le banche speculatrici da quelle che si limitano sic et simpliciter all'intermediazione del credito.
Ahime' invece dobbiamo accontentarci di Basilea, che favorisce chi ancora acuisce questa finta crisi... a scapito di tutte le famiglie che invece soffrono ogni giorno di piu'.

Fonte "Nexus" n.106 edizione 2013



...

Gabriele Sannino
Privacy
Sito web ottimizzato per IE 8 - Realizzato da Soluzione Programmata-