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Gabriele Sannino
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Storie di italica discriminazione



"Questa e' la storia di uno di noi" cantava Adriano Celentano in una sua famosissima canzone, ovvero quella di due coniugi quarantenni e impiegati pubblici - uomo e donna - che sono volati in India, a New Delhi, per affittare un utero e avere un bambino. Costo dell'operazione quattro rate trimestrali da 28 mila euro, soldi racimolati con sacrifici e piu' di qualche debito con parenti e amici.
Ebbene, nonostante questi due Signori della classe media abbiano seguito scrupolosamente ogni regola del diritto internazionale, sono stati rinviati a giudizio nel nostro paese per via di una "alterazione dello Stato civile del neonato", reato confuso e aberrante per il quale rischiano da 5 a 15 anni di galera.
Ma partiamo dall'inizio: nel marzo del 2009 il medico conferma che la donna in questione, curata per un tumore, non potra' mai avere figli.
La disperazione per la coppia si fa cupa, soprattutto perche' sono 5 anni che provano a concepire un bambino.
Nel febbraio del 2010, in una notte fatta di insonnia e televisione, la coppia guarda un documentario su una rete rai che parla delle famiglie arcobaleno negli Stati Uniti, e delle modalita' che ci sono negli USA per ricorrere alla maternita' surrogata.
Le speranze cominciano a concretizzarsi quando, dopo confronti incessanti sul web e non solo, la coppia vola a New Delhi con due investigatori, scoprendo un mondo che, da questo punto di vista, appare semplicemente inimmaginabile.
Nel novembre del 2011, forti del parere degli avvocati e del pieno rispetto delle clausole internazionali, i due coniugi si recano in una clinica indiana, dove i medici chiedono loro se preferiscono una madre caucasica oppure indiana.
La risposta verte su una mamma indiana, e cosi' arriva Maya, la donna che per nove mesi terra' il bimbo della coppia in grembo: Maya e' una donna dolce, timida quanto basta, ma soprattutto e' sveglia e intelligente, stando alle impressioni - confermate successivamente - della coppia nostrana.
A questo punto, e' bene chiarire in cosa consiste esattamente la maternita' surrogata: in pratica, l'uomo ci mette il seme, il quale poi verra' fecondato in vitro con l'ovulo di una donatrice anonima. Una volta avvenuta la fecondazione, ecco che l'embrione verra' impiantato nell'utero di una donna che per nove mesi portera' a termine la gravidanza.
In buona sostanza, trattasi di un aiuto "tecnologico" per le coppie che non possono avere figli con i metodi tradizionali. In tutti i paesi in cui e' possibile la maternita' surrogata - un'operazione che aiuta coppie sterili ma anche omosessuali - le donne che si offrono come incubatrici sono pagate molto bene, e questo diventa un ottimo incentivo per trovare portatrici sane da ogni punto di vista.
La maternita' surrogata, attualmente, e' possibile in Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Georgia, Israele, Grecia, Belgio, Ucraina, Russia e India, per lappunto.
In Italia manca perfino un dibattito sull'argomento, e non e' un caso viste le condizioni culturali in cui versa il nostro paese.
Ad ogni modo, tornando alla nostra storia, dopo nove mesi nasce Emma, una bambina bellissima che assomiglia molto al suo papa': Emma e' stata bramata dai genitori, dunque verra' amata all'istante.
La coppia passa in India un mese intero, dato che bisogna espletare le varie formalita' burocratiche soprattutto per ottenere il passaporto provvisorio per la bambina rilasciato dal Ministero per gli affari esteri indiano.
Una volta giunti in Italia, cominciano pero' i soliti sospetti, fin dall'aeroporto: qui, infatti, un poliziotto li ferma, in quanto l'anagrafe italiana non e' stata ancora avvertita dall'ambasciata del posto.
A distanza di due anni, la mamma e il papa' di Emma vengono convocati in procura: l'accusa e' quella di "alterazione dello stato civile", dato che secondo il dettato dell'art 567 del codice penale "non si possono produrre false certificazioni e attestazioni per gli atti di nascita".
In pratica, anche se il concetto di maternita' surrogata non viene minimamente esplicitato nel dettato legislativo nostrano, la legge italiana considera i genitori di Emma due "truffatori" proprio per la tecnica di inseminazione che ha permesso loro di avere una figlia!
Oggi questi due coniugi vivono costantemente nella paura, il tutto mentre Emma cresce e va all'asilo.
Come e' possibile che il nostro ordinamento sia cosi' vetusto e ottuso da andare perfino contro il diritto internazionale? Con tutti i problemi che abbiamo, poi, come e' altresi' possibile trattare due coniugi che desiderano avere un figlio... come due delinquenti che vanno intercettati e forse addirittura ingabbiati?
Tutto questo, inutile dirlo, e' un'amenita' oltre che una follia.
A quando invece una legge precisa - e non fumosa come quella attuale - che permetta - o magari vieti, purche'che lo faccia espressamente - una maternita' surrogata nel nostro paese, visti i costi proibitivi che queste coppie - desiderose di avere un figlio - devono sopportare?
Ma soprattutto - e prima di ogni cosa - a quando un cambiamento radicale... di questa stupida, bigotta e triste cultura del continuo "sospetto"?

Fonte: La Stampa novembre 2013



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