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Gabriele Sannino
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Il Bitcoin, la moneta del web



Nell'epoca della moneta privata globale e della stupidita' degli uomini che ancora non capiscono che e' la causa - o quasi - di tutte le loro sciagure (almeno economiche, Internet ha reagito andando oltre ogni aspettativa: un matematico, nascosto sotto il nome di Satoshi Nagamoto, ha pubblicato nel 2009 un ingegnoso sistema monetario digitale, che e' stato adottato da programmatori di tutto il globo e che nel 2013 sta venendo alla ribalta in modo quasi eclatante.
Il Bitcoin, a differenza delle monete tradizionali emesse dal NULLA dalle banche centrali, e' una moneta digitale ( da qui il nome) che viene creata dalla rete in base alla potenza di calcolo dei computer e dei server: in buona sostanza, un network di pc puo' creare nuova moneta anche se entro determinati criteri tutti matematici.
Cio' crea un sistema delocalizzato di proprieta' collettiva nel quale, se un grande server va in tilt, non e' un vero problema.
In questo momento, nel mondo, ci sono circa 12 milioni di bitcoin, e il sistema informatico globale che li crea ha gia' stabilito che quando sara' raggiunta la somma di 21 milioni, la massa monetaria restera' immutata proprio per evitare fenomeni inflazionistici.
Il trasferimento di Bitcoin da un soggetto all'altro trasferisce non solo il possesso della moneta ma anche la proprieta', il tutto registrando sul web la transazione in modo da non spendere la stessa moneta contemporaneamente.
Per avere un piccolo salvadanaio di Bitcoin, e' necessario scaricare sul proprio pc o telefonino un portafoglio virtuale (la piattaforma piu' famosa dove farlo si chiama Bitcoin-Qt) dopodiche' si potranno acquistare Bitcoin dai tanti intermediari che ne vogliono vendere una parte.
Una volta che si possiede il proprio portafoglio e si vuole acquistare o pagare in Bitcoin, bisogna che entrambi i contraenti abbiano un codice alfanumerico e una password - che scaturiscono proprio dal portafogli - ovvero dei codici unici che danno robustezza e affidabilita' a tutte le transazioni. Il problema del Bitcoin resta, pero', l'anonimato dei contraenti, cosa che rende la moneta eccezionale per il mercato delle armi, della droga, e di chi piu' ne ha piu' ne metta.
Non e' impossibile, quindi, che il Bitcoin sia stata creato proprio da servizi segreti deviati viste queste caratteristiche.
Un altro problema di questa moneta digitale e' che Ben Bernanke - il capo della FED, tanto per capirci - ha dichiarato davanti al Senato americano che non solo il Bitcoin non e' illecito, ma che e' addirittura promettente, il che avvalora certe ipotesi... tutt'altro che suggestive.
Attualmente, il numero degli esercenti che accetta Bitcoin sta aumentando a vista d'occhio: parliamo non solo di colossi del calibro di Amazon, ma anche di piccoli ristoranti e agriturismi italiani che accettano i Satoshi - gli spiccioli dei Bitcoin - per i caffe' al banco. A Bologna nel merito e' stata creata addirittura una prima associazione, che si chiama proprio "Bicoin Foundation Italia".
In altri paesi come la Cina, invece, il governo ha proibito ogni transazione in Bitcoin, cio' per proteggere il valore legale del renminbi.
Il valore di questa moneta digitale, tuttavia, resta estremamente volatile, per cui se a mezzogiorno vale "x" puo' capitare anche che la sera scenda di tantissimo: cio', naturalmente, innesca non poche transazioni.
A tal proposito, ha fatto il giro del web la storia di Kristoffer Koch, uno studente universitario norvegese che, in un pomeriggio di noia di qualche anno fa, ha acquistato una quantita' di Bitcoin pari al valore di 19 euro, e che dopo qualche anno - dopo essersi del tutto dimenticato di quella transazione, perfino della password del portafoglio virtuale! - ha scoperto di possedere qualcosa come 642.000 euro! Ebbene, Kristoffer si e' comprato un appartamento nel quartiere piu' eclusivo di Oslo, incassando solo un quinto di quel tesoretto.
Insomma il Bitcoin potrebbe rappresentare sulserio la svolta che l'umanita' sta cercando per uscire dal pantano che lei stessa ha creato: bisogna pero' perfezionare un meccanismo... che in questo momento presenta difetti - anzi sospetti - per nulla trascurabili.



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