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Gabriele Sannino
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Dietro le quinte di Matteo Renzi



Come ormai le persone risvegliate gia' sanno, non c'e' governo che tenga senza la benedizione della finanza internazionale.
In questi giorni abbiamo scoperto l'acqua calda, e cioe' che il Governo Berlusconi nel 2011 cadde perche' si rifiutava di adempiere alle desiderate della finanza internazionale (leggasi lettera BCE, richieste FMI) che chiedevano tagli e allungamenti delle pensioni (avvenuti poi grazie alla Fornero) privatizzazioni, tagli ai salari del 10% e via discorrendo.
Berlusconi alla fine, dopo aver promesso le famose e pluriannunciate "riforme liberali", salvo' se stesso e le sue aziende - come sempre - visto che Mediaset iniziava a perdere (clamorosamente) in borsa circa il 13% (a proposito, per chi ancora non lo sapesse, la Borsa e' tutta truccata, nel senso che i grandi operatori finanziari prima si sentono al telefono per acquistare in massa i titoli di un paese o di una determinata azienda, poi li rivendono subitaneamente e allo stesso modo, affossando cosi' l'obiettivo piu' o meno in modo definitivo).
Silvio Berlusconi, dunque, passera' alla storia come il leader che poteva denunciare una volta e per tutte il complotto internazionale in atto, ma che ha preferito abdicare ed elemosinare le larghe intese... pur di non sopperire personalmente.
Del resto basti pensare a come tutto il PDL (insieme al PD) abbia votato il provvedimento IMU-BANKITALIA per capire quanto entrambi siano - nei fatti - i camerieri dei banchieri.
Ma veniamo ai giorni nostri. Dopo Monti e Letta (quest'ultimo benedetto dalla finanza solo perche' nipote di Gianni, ovvero membro della P2, del Bilderberg Group e della Goldman Sachs) ecco che sulla scena arriva Matteo Renzi.
Cosa e' successo? Come mai si decide di puntare su un giovane e ruspante Sindaco di una piccola ma famosissima citta' d'Italia?
Semplice, se Monti e Letta si sono in qualche modo impaludati tra i veti incrociati dei partiti e hanno partorito - tutto sommato - un topolino, Renzi rappresenta l'ennesimo tenativo (direi l'ennesimo golpe) da parte dei poteri finanziari esteri per poter ottenere tutto cio' che ancora resta dello Stato e del benessere dei suoi cittadini.
La cosa, in fondo, e' stata concepita bene: e' giovane, belloccio, e parla alla pancia della gente. Insomma, puo' ancora "fregare" e molto, per dirla in modo crudo.
A comprovare tutto questo c'e' un'inchiesta del giornalista Franco Fracassi sul sito infiltrato.it, che ha tentato di svelare nel dettaglio quali sono i retroscena e gli obiettivi di Matteo Renzi: in buona sostanza, Matteo sembra essere riuscito a contemperare - almeno sulla carta - sia le esigenze della finanza straniera che quelle della finanza nostrana (De Benedetti e il gruppo Berlusconi) solo che le esigenze di questi due "sponsor" - diciamo cosi' - sono cosi' divergenti e conflittuali tra di loro... che alla fine bruceranno lo stesso leader nel giro di pochissimo tempo!
Per quanto riguarda la finanza straniera, infatti, Matteo Renzi e' supportato da strateghi come Michael Leeden (che e' anche consulente strategico per la Casa Bianca) e che si e' occupato di guerra fredda, mass media e servizi segreti.
Non e' un caso, infatti, se l'attuale Segretario di Stato USA John Kerry abbia piu' volte espresso giudizi favorevoli sul Sindaco di Firenze durante le sue trasvolate americane (tenute in sordina naturalmente dai media nostrani).
Ma le sorprese non finiscono qui: secondo il New York Post, dietro "Super Matteo" ci sarebbe anche e soprattutto la destra finanziaria americana (infatti il PD non ha piu' niente di sinistra) ma non solo, anche Israele e quindi la dinastia dei Rothschild.
Cio' sarebbe confermato anche da Ugo Sposetti (l'ultimo cassiere dei DS) che ha formalmente dichiarato che "dietro Renzi ci sono finanziamenti milioniari americani e dei Rothschild."
Un altro consulente finanziario (per molti il principale) del "buon Matteo" e' Davide Serra, l'uomo che Bersani, a suo tempo, defini' "il bandito delle Cayman".
Davide Serra vive nel quartiere Mayfair di Londra, e fa miliardi tutt'oggi scommettendo sia sui rialzi che sui ribassi della Borsa.
Comunque sia, la prova piu' evidente e incontrovertibile che tutti e tre gli ultimi governi non eletti siano stati in qualche modo "calati dall'alto" e' che, nel loro avvicendarsi, non c'e' stato alcun innalzamento del famigerato spread.
La Borsa, infatti, e' rimasta stabile, anzi pochissimi giorni fa - quando gia' i "poteri oscuri" sapevano della staffetta in corso - si sono venduti titoli a brevissimo termine, a 7 anni e perfino a 30 anni, e le aste sono andate benissimo!
Insomma, il Governo Renzi e' l'ennesima prova del complotto internazionale in atto: chi ancora si rifiuta di vederlo pecca solo di una profonda quanto sconsiderata ingenuita' di vedute.

fonte dati: www.infiltrato.it




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