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Gabriele Sannino
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Il virus carsico dell'alcolismo



L'alcol fa decisamente male, ma e' ancora troppo "cool" per ammetterlo, come si fa - per esempio - con le droghe e il tabacco.
Essendo di tendenza infatti, esso crea dipendenze che non vengono riconosciute neanche come tali, e se di pensa che nel nostro Paese ci sono un milione di alcolisti e otto milioni di persone che sono a rischio, be' si capisce bene come si possa parlare, a pieno titolo, di una strisciante e silenziosa epidemia.
Purtroppo in Italia ci si avvicina all'alcol gia' da giovanissimi, attorno agli undici anni per l'esattezza, quando cioe' il fegato non ha ancora sviluppato le sue funzionalita' e puo' ammalarsi facilmente negli anni successivi.
Insomma, l'alcol non solo dovrebbe essere bandito per i minorenni, ma dovrebbe - evidentemente - anche essere usato con parsimonia. Sempre.
I numeri correlati alla dipendenza da alcolici del resto sono terribili: il 45% di tutti gli incidenti stradali e il 41% degli omicidi sono causati proprio dall'abuso di sostanza alcoliche, mentre il fenomeno resta tra le prime cause di morte in Italia e non solo, provocando tralaltro anche il 63% delle cirrosi.
i consumi di sostanze alcoliche inoltre sono in continua ascesa: i superalcolici ormai la fanno da padrone, e il fatto che il cosiddetto "aperitivo" si possa tradurre - alcune volte - in grandi bevute, diventa perfino "figo" agli occhi di buona parte della collettivita'.
Il Professor Gianni Testino, vicepresidente della Societa' di alcologia italiana, combatte da anni questa pandemia, e i punti sui quali si sofferma sono sempre gli stessi: innanzitutto - spiega - "l'alcol contiene etanolo" (una sostanza cancerogena di classe uno, legata per esempio ai tumori al seno), "ma lo scoglio piu' imponente e' e resta la lobby degli alcolisti, che e' piu' forte di quella del tabacco e del gioco d'azzardo, e che fattura solo nel nostro Paese qualcosa come 300 milioni di euro l'anno".
Pare che questa lobby sia talmente potente da impedire leggi come quelle legate alle sigarette, dove cioe' si specificano sui pacchetti le conseguenze negative derivanti dalla loro assunzione.
A detta di molti esperti, l'alcol poi e' una delle peggiori droghe: molte persone, infatti, sono alcoliste senza saperlo, e lo fanno per superare timidezze, disagi, o piu' semplicemente per sentirsi accettati. La terapia piu' efficace, dunque, non sono i farmaci (molte volte si passa da una dipendenza all'altra) ma quelle di gruppo, attraverso le quali si capisce come ci si puo' aiutare lavorando su se' stessi.
L'alcol infine fa scattare molto spesso in chi ne e' dipendente anche una forte aggressivita', e questa autodistruttivita' mette a rischio anche la vita degli altri, se si pensa agli incidenti stradali ma soprattutto alla violenza perpetrata nei confronti dei familiari.
E' talmente di moda che spopola la cosiddetta "necknomination" (di origine australiana, da "neck" che vuol dire "collo di bottiglia"): in sostanza, i giovani postano su Facebook un video mentre si scolano tutto d'un fiato bottiglie d'alcol, nominando altri tre amici... che poi devono ripetere l'operazione pena il pubblico ludibrio telematico.
Oppure il cosiddetto "knockout", ovvero filmarsi sempre su youtube mentre da ubriachi si sferra un cazzotto al primo passante che capita a tiro, gioco che ha gia' provocato diversi morti in giro per il mondo.
insomma, l'alcol fa talmente tendenza che lo si esibisce in tutta la sua brutalita' e bestialita', e questo senza che la pubblica opinione possa indignarsi.
Lo scrittore e alpinista Mauro Corona conosce molto bene la piaga dell'alcolismo: in molte sue interviste, ha sempre dichiarato che l'alcol e' un mostro che gli ha impedito di vivere togliendogli ogni dolore ma soprattutto ogni gioia. Purtroppo Mauro ha conosciuto questo mostro in famiglia, in quanto suo padre era un alcolista e picchiava sua madre, che e' finita per ben otto volte in coma!
"Quante volte da giovane e non solo" - dichiara in un'intervista a "Il Fatto Quotidiano" - ho desiderato andare in un bar e prendermi una cioccolata calda, solo che non era da "uomini" e quindi ordinavo una birra e a volte non finivo mai."
Viviamo in una societa', diciamocela tutta, che e' ancora troppo permissiva da questo punto di vista, e la cosa non puo' rimanere tollerabile, anche perche' possiamo rimetterci la pelle proprio tutti: insomma se i numeri sono questi - e lo sono - scusate se lo dico, ma io non mi sento per niente un bacchettone a scrivere tutto cio'.

Fonte dati : "Il Fatto Quotidiano"



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