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Gabriele Sannino
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Mc Donald vince dappertutto



In un mondo dilaniato da una crisi infinita, dove chi aveva non ha piu' e chi ha sempre avuto poco, mai come oggi... si accontenta delle solite briciole, mangiare cibo scarso con un'altrettanta quantita' di denaro non puo' che essere una formula vincente, per mille e ovvie ragioni.
Del resto, la poverta' e' dilagante dappertutto: perfino nei paesi sviluppati si assiste a un ritorno delle attivita' caritatevoli, e in tutte le capitali europee si possono incrociare visi di senzatetto che scrivono sui loro piccoli testamenti di cartone due semplici parole: "ho fame".
Mentre il mondo scivola verso standard di vita sempre piu' bassi, l'agricoltura e' stressata piu' che mai da produzioni intensive e massive, intente a sfamare un numero sempre maggiore di persone ma in modo poco sano, proprio come sono all'origine queste coltivazioni.
La mcmondializzazione parte proprio da queste premesse: Mr Mc Donald, infatti, parla ormai tutte le lingue del Pianeta, e il cibo che offre riesce a soddisfare sia il manager in pausa pranzo che la casalinga annoiata coi bambini che compulsano sui vari telefonini.
Il paese che - dopo gli Stati Uniti ovviamente - ha piu' McDonald al mondo e' la Francia: a Parigi ci sono piu' di 60 Mc Donalds, e questo e' un vero affronto se si pensa alle prelibatezze culinarie che questa citta' offre.
In Italia - e precisamente nel biennio 2012-2013 - mentre i consumi dei ristoranti sono scesi del 2% circa, i fast food hanno incrementato i loro profitti perfino del 13%, e questo la dice lunga sullo scivolamento anche culturale della popolazione, che sembra essere tagliata fuori anche dalle informazioni di base che riguardano l'alimentazione e la salute, oltre a quelle - per esempio - sull'economia (che deve restare incomprensibile) e sulla vita sociale in generale.
E come se questa societa', ormai, fosse divisa tra l'oligarchia di possidenti e conoscenti e le masse, sempre piu' povere, incolte e in questo caso affamate.
Tanto per restare sui numeri, il Mc-drive piu' grande d'Italia (fast food dove si puo' ordinare il cibo seduti in macchina) si trova a Monterotondo, in provincia di Roma, e sforna numeri da record ogni giorno, avendo al suo interno addirittura una cinquantina di lavoratori.
E stando alle dichiarazioni della multinazionale americana, entro il 2015, i Mc in Italia arriveranno a 600, cosa che dovrebbe suscitare tutto fuorche' allegria!
Il modello fast food ha successo per via di molteplici ragioni: la vita frenetica nella quale siamo stupidamente immersi ogni giorno, l'economicita' dei "piatti", ma anche la scarsissima consapevolezza nei riguardi di un cibo che - anche se a detta di chi vi lavora non e' piu' junk food, ovvio (cioe' cibo spazzatura) - in realta' resta tale, in quanto pieno di sale, zucchero e grassi, ma soprattutto povero di nutrimenti come fibre e vitamine.
Mc Donald e' il piu' grande consumatore al mondo di carne bovina: carne che viene cresciuta a colpi di ormoni e sostanze chimiche, che poi noi ingeriamo serenamente insieme ai panini. Per non parlare delle foreste che la stessa multinazionale ha disboscato e ancora disbosca, visti gli allevamenti intensivi che sono il core business dell'azienda.
Il modello fast food, purtroppo, e' avvantaggiato anche da una serie di aspetti normativi: basti pensare all'etichettatura che ancora non c'e' - che dovrebbe indicare la reale provenienza dei prodotti, il tipo di allevamento (sono tutti intensivi e chimici) e via dicendo, e invece tutto cio' rimane lettera morta un po' dappertutto.
E come se, in fondo, si volesse un peggioramento delle condizioni di salute della popolazione (pensiamo al modello americano) in modo da ingrassare, oltre ai corpi, anche i portafogli delle multinazionali dei farmaci.
Il problema, comunque, resta soprattutto culturale: le differenze di alimentazione, in genere, sono correlate all'istruzione e all'alimentazione; in poche parole l'abuso di zuccheri e grassi e' un fenomeno tipico di classe, un po' come l'analfabetismo.
In buona sostanza, dovremmo cercare di avere un po' di curiosita' ALMENO su cosa mangiamo e ingeriamo:
parliamo, infatti, della nostra salute, lo strumento piu' importante che possediamo in questa vita, e colpirlo e affondarlo in questo modo e' a dir poco insensato, da ogni punto di vista.

Fonte dati: Fatto Quotidiano.
Fonte immagini: Google.



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