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Gabriele Sannino
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Sblocca Italia? L'ennesima stronzata.



Dopo "Salva Italia", "Cresci Italia 1", "Cresci Italia 2.0", "Semplifica Italia", e chi piu' ne ha piu' ne metta (tanto sono solo tutti palliativi e comunque riforme anti-popolo, come vedremo a breve) ecco ora il Decreto "Sblocca Italia", un altro decreto che affoga tra gli annunci e che promette qualsiasi cosa, anche se nel concreto fa poco per la quotidianita' delle persone.
I mass media hanno subito snocciolato cifre roboanti per questo decreto: milioni di qua, milioni di la', e tutto magicamente si risolve.
Se solo l'italiano medio si rendesse conto che la tv di stato vive di soldi pubblici stanziati ogni anno dalla politica (soldi nostri), che Mediaset trae i suoi benefici commerciali e non solo sempre dalla politica, e che tutti i direttori di rete cosi' come quelli delle testate giornalistiche sono scelti sempre tra i due partiti principali, be' forse (ma non ci giurerei) si sveglierebbe dal coma in cui e' sprofondato. Ma tant'e'.
Ad ogni modo, tornando alle riforme, tutti questi decreti con questi nomi altisonanti servono solo a fare scena, a strizzare l'occhio agli italiani disperati e impauriti dalla crisi, cosi' come a quelli che lavorano fino a tardi e non hanno il tempo - e la voglia - di informarsi diversamente.
Fateci caso: questi pacchetti legislativi contengono, alla fine, sempre e solo tagli, ma, per far contento il popolino, promettono questo o quello stanziamento per migliorare determinati settori, cosa che dopo si perde nell'etere dato che le coperture su cui poggiano sono solo teoricamente accertate e mai empiricamente verificate.
Alla fine dei conti, insomma, rimangono solo i tagli, e degli investimenti non se ne parla piu'.
L'Ennesimo "Bluff Italia", dunque, parla di "sbloccare appalti per 43 miliardi": attenzione alle parole, non e' che si stanziano 43 miliardi, piuttosto si promette un effetto a catena con pochi spiccioli, ovvero duecento milioni di euro quest'anno e 500 l'anno prossimo.
I miliardi di euro attraverso i quali costruire l'alta velocita' Napoli-Bari, l'autostrada Palermo-Catania-Messina o la leggendaria metro C di Roma sono soldi che verranno, invece, spostati da un capitolo di spesa pubblica ad un altro (in questo caso 3,8 miliardi).
Dunque soldi che erano destinati a noi cittadini, e che, probabilmente, si perderanno nei tanti rivoli tangentizi di cui questo paese - purtroppo - e' pieno.
Altri 4,5 miliardi di ex spesa pubblica saranno spostati verso il sistema aeroportuale, compreso il raddoppio dell'hub di Fiumicino.
Anzi, nello "Blocca Italia" verranno esclusi sia l'ecobonus sulle ristrutturazioni sia il piano casa del Ministro Lupi, che verra' ridotto semplicemente ad aiuti fiscali per chi acquista una casa e l'affitta a canone concordato.
Altri favoriti di questo ennesimo decreto anti-popolo saranno i petrolieri: come infatti ha sottolineato il blog di Grillo, a loro verra' concesso un allungamento delle concessioni estrattive dai 20 ai 30 anni (in alcuni casi fino a 50) mentre il tutto verra' concertato tra le Regioni e il ministero dell'Ambiente, escludendo in toto gli amministratori locali, che avranno cosi' le mani completamente legate.
E se le regioni si ribelleranno, il Ministero dello Sviluppo economico avochera' tutto a se' e i petrolieri avranno il via libera alle trivellazioni.
E che dire poi dell'acqua? Il referendum del 2011 prevedeva la gestione pubblica del servizio idrico, eppure lo Sblocca Italia indica come obiettivo la concentrazione dei servizi pubblici nelle mani di poche grandi multi-utility, prevedendo perfino la figura del "gestore unico".
Questo decreto, purtroppo, al pari dei suoi predecessori, non e' altro che l'ennesimo bluff: e' inutile girarci ancora intorno, per far crescere l'economia ci vogliono i soldi, ci vuole nuova moneta che circoli, e se chi te li presta (la BCE, che lo fa dal nulla e con interessi) ti chiude i rubinetti, si puo' fare davvero poco, al massimo i politici possono limitarsi ad annunci che spostano qualche cifra e che finiranno nel dimenticatoio per salvare la poltrona e la faccia.
L'unica differenza tra la "destra" e la "sinistra", ormai, e' che la prima vorrebbe dare qualche spicciolo agli imprenditori "per far ripartire il paese" (vi rendete conto?) mentre la seconda li vorrebbe dare al popolo (tartassandolo con l'altra mano, ovvio) probabilmente per rimanere leader in carica per conto dei banchieri, dato che la sinistra risulta un po' piu' affidabile alla finanza perche' - ufficialmente, almeno in questo paese - ha meno interessi da difendere.
Per il resto, tutti e due gli schieramenti lavorano per il burattinaio - la BCE e la finanza internazionale - mentre il popolo viene incantato quotidianamente con queste riforme propagandate dai mass media.
Insomma, la realta' e' molto diversa dalla versione patetica ed edulcorata della televisione: speriamo solo che la gente si svegli da questo torpore prima che sia davvero troppo, troppo tardi.



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