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Gabriele Sannino
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Pratici esempi di reddito di cittadinanza



Il reddito di cittadinanza o di esistenza e' un'erogazione monetaria elargita per donare - o piu' probabilmente restituire - una vita piu' dignitosa al singolo individuo in un sistema che non puo' accogliere tutti e che si fa sempre piu' selettivo e brutale.
Data la mentalita' attuale - tutta lavoro e soldi - ancora non si concepisce come cio' possa essere possibile: ebbene, basterebbe guardare al denaro non come un privilegio di pochi ma a come un bene comune di proprieta' di tutti per capire come questo, in fondo, sia realizzabile.
Non dimentichiamoci una cosa essenziale: noi lavoriamo tutti i giorni per un salario o stipendio... che il banchiere crea dal nulla con un clic di computer!
Ergo una piccola parte della quantita' di denaro dovrebbe spettare a tutti e a prescindere.
Altri pregiudizi su questo tabu' sono legati allo sperpero dello stesso denaro: a tal proposito, nel maggio del 2009 a Londra, e' partito un esperimento che ha visto elargire tale reddito a tredici senzatetto che dormivano per strada; ognuno avrebbe accettato tremila sterline in contanti e senza condizioni.
Ebbene, a un anno dall'inizio delle erogazioni, undici su tredici avevano un tetto, piu' della meta' aveva un lavoro e la loro spesa mensile si attestava intorno agli ottocento euro.
Questo progetto ha generato per i cittadini londinesi un risparmio sette volte superiore alla spesa, dato che di colpo sono state cancellate cene alla mensa pubblica, buoni alimentari, ricoveri ospedalieri e pernottamenti nei vari rifugi al chiuso.
Ma non solo, si e' data la possibilita' concreta a delle persone di rientrare nel "sistema" generando anche nuovo gettito allo Stato e quindi - in teoria - ai cittadini.
A mio avviso, due pregiudizi sono stati sconfitti in questa storia: il primo e' che i poveri non sono in grado di gestire il denaro, mentre il secondo e' che regalare i soldi fa diventare pigri.
Anche in altri paesi sono stati fatti simili esperimenti: l'associazione "Give Directly" per esempio - che da anni crea nuove opportunita' per i piu' bisognosi attraverso questi meccanismi - ha donato a dei minatori in Kenya che lavoravano per due dollari al giorno ben cinquecento dollari, l'equivalente di quasi un anno di stipendio: a distanza di un anno, anche in questo caso, i minatori non solo avevano ristrutturato casa ma avevano anche avviato piccole imprese, cosa che ha generato ulteriore ricchezza.
Insomma, come ha affermato l'economista Charles Kenny del Center Global of Development, "Regalare soldi aiuta, dato che il motivo della poverta' e' che i poveri non hanno abbastanza soldi."
L'idea del reddito di cittadinanza non solo non e' balzana, ma e' perfino antica, dato che si fa risalire a Thomas More e al suo romanzo "Utopia" scritto nel 1516: da allora, molti l'hanno caldeggiata, ed esperimenti simili sono stati fatti anche negli USA e in Canada, e tutti hanno avuto successo.
Si dira': ma allora perche' non lo si applica?
Semplice, la societa' non insegue il benessere comune, ma solo il profitto (e il controllo) di pochi a scapito dei molti.
Insomma, i motivi piu' che essere economici sono psicologici.
Proprio in Canada per esempio, negli anni '70, si diede vita a un esperimento battezzato mincome: a mille famiglie di Dauphin, una piccola cittadina a nord di Winnipeg, venne elargito un assegno mensile che doveva verificare se la gente avesse smesso di lavorare e fatto piu' figli; ebbene, anche in quel caso, non solo il tasso di natalita' e dei matrimoni calo', ma si investirono i capitali nello studio, mentre i capifamiglia continuarono a lavorare come prima.
Solo le donne, in alcuni casi, si concedettero qualche mese in piu' di maternita'.
Ancora oggi molti vedono il reddito di cittadinanza come pericoloso. La domanda da porsi e': lavorare un po' meno o riposarsi un po' di piu'... e' davvero cosi' pericoloso?
Siamo talmente schiavi che neanche piu' ci accorgiamo del nostro stato!
La disoccupazione e l'inattivita' in generale - si sa - ci rendono infelici, ecco perche', con un reddito o senza reddito, la gente si darebbe comunque da fare, anche se lo farebbe con un po' piu' di calma, lucidita' e soprattutto serenita'.
Oggi siamo talmente fagocitati dallo schema lavorare-guadagnare-spendere che consideriamo lo stato sociale come qualcosa di quasi "alieno", qualcosa da guardare con sospetto e cautela: eppure paghiamo le tasse, dovremmo avere dei servizi, e uno di questi servizi potrebbe - anzi dovrebbe - essere proprio il reddito di cittadinanza almeno per chi ne ha bisogno.
Molti infatti auspicano addirittura a un reddito di esistenza, alias un reddito da dare indistintamente a tutti: anche quest'idea, a mio avviso, non e' peregrina, dato che non si fermerebbe di certo la "giostra economica", e dato che si potrebbe avere un'economia molto piu' umana rispetto a quella attuale.
A chi pensa a queste cose come utopia, bisogna rispondere che spesso le piu' grandi idee sono nate proprio da progetti considerati "irrealizzabili", e se ci si fosse fermato a quel livello, molte conquiste attuali - sia tecnologiche che scientifiche - non sarebbero mai e poi mai divenute realta'.
Ma veniamo per un attimo al nostro paese: in Italia, per ora, c'e' solo il Movimento 5 Stelle che ha presentato una proposta di legge in merito, proposta che e' anche in rete e che vi invito a leggere.
Secondo i cittadini di questo Movimento, le coperture ci sarebbero, e sarebbero i famigerati 98 miliardi condonati dai partiti alle concessionarie di gioco.
Il motivo per cui i partiti non esigono tale importo - che ci farebbe respirare un bel po'! - e' che queste concessionarie finanziano le fondazioni che a loro volta finanziano i partiti: in pratica, si scambiano i favori.
Il problema quindi e' sempre la corruzione della casta italica, che blocca ogni tentativo di progresso, sia economico che civile e sociale.
Checche' se ne dica, comunque, il reddito di cittadinanza esiste in molti paesi europei, anche se temporaneo e legato al reddito e a determinate condizioni di disoccupazione o sottoccupazione.
Siamo molto lontani, dunque, da quello che e' forse il vero obiettivo da sperimentare, ovvero proprio il reddito di esistenza: l'idea che il denaro sia qualcosa di "vero" "importante" e soprattutto da "guadagnare" e' ancora instillata in molti, anzi troppi di noi.

Fonte dati: Internazionale.
Fonte immagini: Google.



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