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Gabriele Sannino
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Una societa' senza creativita'



Ken Robinson e' un autore e un conferenziere inglese, nonche' un ex professore di educazione artistica presso l'Universita' di Warwick, una delle piu' selettive della Gran Bretagna. E' considerato uno dei maggiori esperti in campo educativo, e lavora con le principali strutture mondiali che sviluppano l'umana creativita'.
E' autore di molti libri, tra cui "Out of our minds: learning to be creative", che e' il suo maggior successo.
Nel 2003, ha ricevuto il titolo di cavaliere dalla Regina d'Inghilterra proprio per il suo contributo all'arte e alla creativita'.
Ken Robinson sostiene che il nostro modello scolastico ed educativo e' del tutto fallimentare, e va buttato via ormai, senza se e senza ma: nel suo ultimo libro "The Element" guarda ai sistemi scolastici occidentali come a dei modelli soffocanti, deprimenti, dato che ammazzano il pensiero creativo insito in ogni essere umano, che puo' essere definito - per chi vi scrive - la scintilla divina presente in ognuno di noi.
"In pratica" - sostiene Robinson - "Il sistema e' rigido, fiscale, pesante, ma non solo, e' sempre piu' scollato dalla realta' oltre che dalla natura di ciascun individuo, cosa che lo rende ancora piu' insopportabile".
"La creativita'" - sostiene ancora Robinson - "e' come l'alfabetizzazione, ed e' tristissimo incontrare persone che passano un'intera vita senza la reale consapevolezza dei loro talenti e delle loro capacita'. Ci si convince di non essere bravi a niente, e cio' si traduce in una crisi delle risorse umane... da tutti i punti di vista."
Quello che dice Robinson, ovviamente, e' sacrosanto: il punto e' che una societa' che esprime i propri talenti e' una societa' felice, serena, e una societa' serena e' anche lucida, e cio' fa tremendamente paura a chi detiene le redini del sistema.
Solito "complottismo"? Be', guardiamoci intorno: siamo sempre piu' frenetici e alienati da professioni che - come sostiene Beppe Grillo e non solo - sono posizioni di reddito e non di lavoro (dato che e' difficile farsi piacere lavori meccanici e stupidi come molti dei lavori attuali); dunque passiamo la vita a lavorare per dei soldi che scarseggiano sempre di piu'... ma che un banchiere puo' creare con un clic di computer! Se questa non e' schiavitu', mi chiedo cosa sia.
Ebbene, in un sistema del genere, che posto puo' avere la creativita' se non relegata in soffitta e magari per pochi eletti?
Al massimo, si puo' tollerare per una "creativita' di reazione", che rimane comunque in linea col sistema schiavistico descritto poc'anzi.
A questo punto, pero', e' bene chiarire che cosa sia in sostanza la creativita': essa non e' solo creare opere d'arte, libri, e via dicendo, ma e' la possibilita' di creare e sviluppare soprattutto nuovi pensieri, di crescita e di miglioramento.
In poche parole, la creativita' e' la stessa evoluzione umana.
Non e' una caso che oggi sia bloccata: il sistema vuole esattamente questo.
La crisi economica, pero', sta accedendo molti nuovi focolai di creativita', e questo non puo' che essere positivo: basti guardare a internet per rendersi conto di questa evoluzione.
Proprio Internet, per esempio, mette in campo delle sinergie, e in alcuni casi si riesce a passare da una logica individualistica a una di condivisione.
Insomma, la crisi favorisce la creativita' e la creativita' favorisce il superamento della crisi, dato che tutti insieme guardiamo i problemi - finalmente - da un'altra prospettiva, cercando nuove soluzioni.
Oggi limitazioni finanziarie artefatte e lavori stupidi con capi dispotici (le prime vittime del sistema) bloccano il flusso della nostra creativita', ma se iniziamo a capire come stanno le cose e a reagire, possiamo trovare nuove soluzioni sia per le nostre vite che per la collettivita', proprio come cerca di fare Robinson con i modelli scolastici ormai desueti.
Presso l'Universita' dello Utah (USA) e' stata effettuata un'interessantissima ricerca: in pratica, si e' scoperto che mantenere un contatto con la natura (esempio camminare nei boschi o sui monti ma anche nei parchi cittadini) cosi' come distaccarsi dagli oggetti tecnologici - che ormai ci dominano - permette al cervello di riposare e di reinstaurare i normali processi di pensiero.
Ebbene, e' proprio da qui che parte la creativita', cosa che ci fa stare meglio immediatamente.
La creativita' quindi - alias la crescita della consapevolezza umana, ora in movimento come un criceto in una ruota - e' fondamentale per il progresso dell'umanita', per lo sviluppo dei popoli e delle nazioni, e se non ci "sblocchiamo" tirandoci fuori una volta e per tutte da questo Matrix in cui siamo incappati, saremo semplicemente vittime di noi stessi, dato che nessuno - al di fuori di noi - sa cosa e' meglio per le nostre vite.

Fonte immagini: Google.





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