sito ufficiale
Gabriele Sannino
BIOGRAFIA LIBRI ORDINA IL TUO LIBRO VIDEO ARTICOLI EVENTI FOTO CONTATTI
STAMPA
Mafia Capitale: una sintesi per capire



Data l'informazione dei media e dei giornali - appositamente? - caotica e quindi non comprensibile ai molti che tutti i giorni lavorano e hanno poco tempo per informarsi, ritengo utile, in questo post, riassumere i fatti che riguardano l'inchiesta che prende il nome di "mafia capitale".
Che Roma sia ormai una citta' arrivata al capolinea se ne sono accorti tutti, romani, pendolari e turisti: la citta', infatti, e' abbandonata a se' stessa, vittima di un degrado che - con l'inchiesta denominata, appunto, "mafia capitale" - si fa "addirittura" istituzionale (l'ennesima conferma, diranno in molti).
I personaggi di questa brutta commedia sono in sostanza malavitosi che siedono a tavola con politici e personaggi noti del mondo dello spettacolo, delinquenti che ricattano e che vengono ricattati, e cosi', tra un appalto pubblico e una tangente, si da' vita a un vero e proprio intreccio da romanzo criminale.
Salvatore Buzzi - uno di questi protagonisti malavitosi in contatto con le istituzioni - e' un assassino che a 25 anni uccide un collega, Giovanni Gargano, che non voleva piu' assecondare le sue truffe bancarie con gli assegni a vuoto: Gargano viene ucciso da Buzzi con 34 coltellate, che lo condannano a 25 anni di galera.
Dopo 11 anni, Salvatore Buzzi inizia la liberta' vigilata fino alla grazia nel 1994 dell'ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro, che da' un nuovo corso alla sua vita.
Ma prima di quella grazia un'altra data scandira' il suo futuro, ovvero il 29 giugno del 1984, quando con altri detenuti mettera' in scena l'Antigone di Sofocle, data che sara' il nome della cooperativa sociale che mettera' in piedi proprio dopo la grazia di Scalfaro, attraverso la quale ricevera' appalti pubblici senza bandi (come avviene per tutte le cooperative di questo genere).
Iniziando dalla cura dei giardini e dalla raccolta dei rifiuti, con la giunta Rutelli la cooperativa sociale di Buzzi iniziera' un'incredibile ascesa durata fino ai giorni nostri.
Oggi infatti questa cooperativa ha un attivo di quasi 29 milioni di euro, si occupa di servizi amministrativi, immigrazione, igiene ambientale, verde pubblico e pulizia, e gestisce milioni di euro tra Lazio e ora anche Emilia Romagna.
Il sistema funziona in questo modo: Buzzi e il suo clan riciclano denaro derivante da attivita' criminali e con questi mettono a libro paga politici, funzionari, sindaci e via dicendo, il tutto per farsi assegnare appalti e fare ancora piu' soldi.
Quando nel 2008 arriva Alemanno a Roma, ecco che le cose sembrano - ripeto sembrano - mettersi di traverso: la giunta Alemanno, infatti, vuole azzerare tutti i rapporti con queste cooperative, ma e' a questo punto che Salvatore Buzzi si rivolge a Massimo Carminati, ovvero un terrorista appartenente ai Nar, Nuclei Armati Rivoluzionari (nonche' affiliato della famigerata Banda della Magliana) per riuscire a "convincere" la nuova giunta.
Il lungo curriculum criminale di Carminati ha la meglio, e cosi' Buzzi e Carminati mettono in piedi un vero e proprio sistema criminale in cui si ricila di tutto e si pagano tutti.
Il clan di Carminati-Buzzi ha a libro paga sindaci, funzionari e - naturalmente - altre fondazioni per assicurarsi gli appalti pubblici piu' disparati. Si parla - anche se devono essere accertati - di 40.000 bonifici proprio a favore di Alemanno attraverso la fondazione Nuova Italia, ma anche di 30.000 alla fondazione Alcide de Gasperi di cui Angelino Alfano e' tuttora Presidente.
Proprio il Ministro dell'interno Alfano, costretto dalla virulenza dello scandalo, avvia un'indagine amministrativa con degli ispettori, anche se l'ipotesi di commissariare il comune o di scioglierlo per mafia per adesso e' lontana (anche se richiesta da alcune forze politiche tra cui il M5S).
Il Prefetto, nel frattempo, ha gia' sospeso il Sindaco di Sant'Oreste (RM) per aver concesso in esclusiva alla cooperativa di Buzzi la gestione dei rifiuti.
Per quanto riguarda il business dei migranti e dell'accoglienza, spunta il nome di Luca Odevaine, politico, figlio di Legambiente, che avrebbe fatto affluire soldi pubblici alle varie consorziate della cooperativa creando un vero e proprio business atto a "turbare" il mercato.
Ma altri boss della banda della Magliana gravitano intorno a Buzzi e a Carminati, come per esempio Giovanni De Carlo, detto "Giovannone", al quale tutti i vip della capitale - e non solo - chiedono favori dando in cambio la loro amicizia: e' il caso di Belen Rodriguez, Teo Mammuccari, Gigi d'Alessio, tutti spuntati da un complesso intreccio di intercettazioni.
Insomma, siamo davanti a un vero e proprio romanzo criminale che infetta tutta la nazione, e che fa talmente "schifo" che e' impossibile che nessuno sapesse.
Le foto di Renzi a tavola con Buzzi infatti fanno impressione: eppure il Presidente del Consiglio giura che non sapeva chi fossero (cosa difficile da credere) e annuncia una certezza della pena (almeno 6 anni) e una prescrizione allungata per il processo, come se si potessero fare norme ad hoc per un singolo processo.
L'aria di Roma ormai e' diventata irrespirabile: il punto e' che e' stupido chiedere a chi fino a ieri ha fatto finta di non vedere o ha addirittura partecipato ai giochi di rimettere le cose a posto. Ma siamo in Italia, il paese cioe' dove l'impossibile e' possibile e dove l'onesta' e' giudicata un qualcosa di stupido e anacronistico.
La questione morale e' sempre aperta: ho paura pero' che i cittadini non siano meglio di questi cialtroni, dato che molti, forse troppi farebbero le stesse cose se messi in quella determinata situazione.
Insomma, c'e' molta finta indignazione su questa questione, sia sui media che da parte dei cittadini, e questa e' davvero la cosa piu' triste e miserabile che un paese "civile" si possa permettere.


Fonte immagini: Google.



...

Gabriele Sannino
Privacy
Sito web ottimizzato per IE 8 - Realizzato da Soluzione Programmata-