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Gabriele Sannino
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Cuba, l'oro nero e il Nuovo Ordine Mondiale



L'isola di Cuba, dopo 50 anni di embargo e di tentativi di infiltrazione militare, economica e terroristica da parte degli USA, si e' schierata - almeno ufficialmente - con la globalizzazione e l'imperialismo finanziario americano.
I motivi sono - per le masse - la mediazione di Papa Francesco - che non escludo ci sia stata, ovviamente - ma anche gli slogan del burattino dei banchieri Obama che, come al solito, recita davanti alle tv in spagnolo frasi fatte e molto pop del tipo "Todos somos americanos".
Barak Obama ha anche aggiunto nel suo discorso pubblico che vorrebbe la fine dell'embargo verso l'isola entro il 2016, ma e' il Congresso che deve pronunciarsi sulla questione.
Dall'altro lato, il fratello di Fidel Castro, Raul, auspica proprio la fine di un embargo "che sta provocando tanti danni al paese e che deve necessariamente finire".
Alle dichiarazioni pubbliche e' seguito il rituale tanto macabro quanto scenico dello scambio di prigionieri: gli Stati Uniti hanno consegnato tre agenti di intelligence condannati per spionaggio, mentre Cuba un contractor detenuto sull'isola dal 2009.
E' bene precisare che l'embargo nel paese e' scattato nel 1960, a seguito della presa di potere proprio di Fidel Castro, il quale, con le sue riforme a carattere socialista e nazionalista, si mise subito di traverso agli USA, che avevano forti interessi economici e commerciali sull'isola.
L'allora Presidente Dwight Eisenhower impose non solo un embargo commerciale - un divieto di commercio, sostanzialmente - ma interruppe dal '61 qualsiasi relazione diplomatica.
Nello stesso anno, i servizi segreti americani tentarono un intervento militare nella baia dei Porci, con il solito pretesto del terrorismo usato in tutte le salse e occasioni, mentre nel '62 si sfioro' addirittura un terzo conflitto mondiale per i missili russi che erano stati installati sul territorio cubano.
Naturalmente i motivi per cui si assiste a questo disgelo dopo tutto questo tempo sono solo ed esclusivamente di carattere economico: l'isola caraibica, infatti, fino a questo momento, ha mantenuto un regime socialista che pero' sta crollando su se' stesso per numerosi motivi, e questo non solo per l'embargo - diventato insostenibile specie dopo l'inasprimento del Presidente G.W.Bush - ma anche per la questione petrolifera - il ribasso dei prezzi - che sta facendo vacillare molte economie legate a doppio filo al Petrolio, guarda caso "nemiche" degli Stati Uniti, o meglio della casta finanziaria transazionale che li' ha la sua base piu' consistente.
Ma andiamo con ordine: l'economia cubana, rurale ed essenziale, e' tuttora costretta con l'embargo a pagare profumatamente in dollari tutti i prodotti importati, cosa che ha reso il sistema molto impopolare, dato che l'isola e' ferma agli anni '60.
Essendo pero' Cuba dotata di sovranita' monetaria - il Banco Central de Cuba e' pubblico, appartiene cioe' allo Stato - il paese puo' stampare i soldi che necessita, solo che se stampa troppa moneta genera inflazione e svalutazione della stessa, e di conseguenza dell'intero sistema-paese; inoltre, proprio la sovranita' POLITICA e non POPOLARE della moneta (come suggerisco da sempre in tutti i miei testi) ha fatto nascere nell'isola fenomeni di corruzione endemica, che hanno reso il socialismo ancora piu' impopolare.
A Cuba, attualmente, circolano due monete: la prima, il CUC, serve a pagare i beni essenziali ed e' legata al dollaro statunitense, mentre i salari statali vengono pagati in CUP, con un cambio - circa - di 1 a 25.
Dato che molti beni devono essere importati e con l'embargo costano pure cari, bisogna stampare molta moneta, e cio' genera inflazione e svalutazioni eccessive: una situazione ormai divenuta insostenibile.
La resa pero', per chi vi scrive, si e' fatta definitiva con il crollo dei prezzi petroliferi, dovuti a una vera e propria guerra energetica dell'elite mondiale che sta tentando di mettere in ginocchio determinate economie legate alla materia prima, come Russia, Venezuela, e - appunto - Cuba.
L'isola caraibica infatti importa 110 mila barili di petrolio al giorno, di cui una parte viene venduta ad altri paesi caraibici incassando un dividendo.
Dato che - sempre ufficialmente - il prezzo del petrolio si e' abbassato per la produzione smisurata dell'Arabia Saudita (grande amica degli USA) per la produzione americana del petrolio da scisti e - tenetevi forte - per la messa sui mercati internazionali di petrolio nero da parte dell'ISIS (sic!) ecco che il paese, per sopravvivere e pagare di meno, ha dovuto capitolare e arrendersi all'America e al Nuovo Ordine Mondiale.
Nell'ottica di questa crisi, si puo' ravvedere anche la caduta del rublo russo, una petrovaluta che si sta svalutando troppo, e che sta svalutando il sistema-paese di Putin, che si e' subito affrettato a parlare in tv di "crisi che nasce da questioni straniere".
Ma torniamo a Cuba: quali saranno le conseguenze di questo avvicinamento con il paese di Zio Sam?
Be' innanzitutto c'e' da giurare che l'embargo non sara' tolto subito, o meglio sara' indebolito o eliminato se l'isola ex-socialista accettera' i classici "prestiti" del FMI o di altri istituti finanziari, che costringeranno successivamente il paese a legificare a favore delle multinazionali e della penetrazione economica - e quindi politica - del paese a stelle e strisce.
Successivamente sar� privatizzata la moneta, che nascer� come un debito e indebiter� tutti i cittadini.
Insomma, accanto al "lato buono" delle aperture commerciali magnificate dai media come per esempio l'aumento del commercio dei sigari cubani, l'aumento dei viaggi da e per il paese con la possibilita' di creare nuove imprese straniere, si nasconde la solita volonta' di ingabbiare la nazione come e' accaduto all'Europa dopo il secondo conflitto mondiale.
Cuba si e' arresa, e' vero, ma la questione geopolitica del petrolio e' ormai un'altra guerra a bassa intensita', e rischia di far cadere altri paesi come birilli, uno fra tutti il Venezuela, la cui economia si basa proprio sul mitico oro nero.


Fonte immagini: Google.



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