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Gabriele Sannino
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Una chiesa ancora uguale, nonostante Francesco



Nonostante Papa Francesco abbia portato un vento di novita' e freschezza nei grigi corridoi vaticani, la Chiesa e' sempre uguale a se' stessa, con i suoi peccati e le sue mille contraddizioni.
Anzi, viene quasi da pensare che Francesco sia solo la "copertina" da esibire, mentre le pagine del libro restano grigie e vecchie.
Partiamo dall'aspetto economico: Papa Francesco parla di una Chiesa povera, eppure il Vaticano continua, inesorabile, a mantenere tutti i privilegi del caso, uno fra tutti il perverso meccanismo dell'otto per mille.
Perfino la Corte dei Conti, nel novembre del 2014, ha messo in stato d'accusa questo meccanismo, con una relazione di 109 pagine - mai pubblicata sui siti istituzionali e diffusa dai media - nella quale si afferma che i soldi che ricevono determinate confessioni sono troppi, soprattutto perche' piu' di quanto stabilito dalle stesse quote, producendo un effetto moltiplicativo dato che la quota di Irpef destinata viene ripartita a prescindere dalla preferenza o meno del culto, in modo "proporzionale" alle scelte fatte
(ecco il perche' del bombardamento ogni anno dei famosi spot "chiedilo a loro").
Nel 2011, per esempio, la Chiesa Cattolica ha beneficiato dell'82,28% di questa fetta di Irpef, nonostante solo il 37,93% dei contribuenti abbiano scelto di destinare il contributo.
Nel 2014, in sostanza, la Chiesa ha ricevuto un miliardo e 54 milioni di Euro, mentre lo Stato solo 170 milioni.
Ecco perche' credo sia a dir poco vergognoso che il Cardinale Bagnasco, capo della CEI, si faccia vedere nelle varie zone alluvionate chiedendosi perche' lo Stato non intervenga: be' se certi meccanismi economici venissero modificati, forse ci sarebbero piu' soldi per tutti , compresi i cittadini che hanno subito un alluvione.
La Corte dei Conti, comunque, ha anche ricordato che solo il 23% dei fondi dell'otto per mille viene destinato a interventi caritatevoli, a fronte del 33% e poco piu' per il sostentamento dei ministri del culto e il restante (piu' del 43%) per misteriose esigenze pastorali.
In soldoni, di questo miliardo e 54 milioni, 245 milioni sono stati destinati agli interventi caritatevoli, a fronte di 377 milioni per il sostentamento del clero e 433 milioni per esigenze di culto e pastorali non specificate.
I contribuenti che optano per lo Stato, pero', non sanno che spesso i loro soldi vengono destinati alla restaurazione degli edifici di culto, cosa che fa davvero arrabbiare!
La Corte dei Conti, inoltre, fa anche presente che gli spot televisivi della CEI ogni anno oscurano quelli dello Stato (praticamente inesistenti).
Nei rendiconti della Conferenza Episcopale, infine, mancano tutti i contributi a giornali e televisioni (Avvenire, TV2000, lagenzia di stampa Sir, la Radio Inblu) e per vedere questi dati bisogna analizzare le due fondazioni a loro correlate.
Ma i lati oscuri di questa - possiamo dirlo volgare? - Chiesa che condanna ancora l'amore tra persone dello stesso sesso, l'eutanasia, l'aborto e non il "profumo dei soldi" o la pedofilia in modo concreto non finiscono qui: recentemente, l'arcidiocesi di Chicago ha reso pubbliche oltre 15 mila pagine di denunce per atti di pedofilia nei riguardi di 36 preti, che vanno ad aggiungersi ad altre gia' pubblicate nel gennaio del 2014 relativo ad altri 30 religiosi.
Questa nuova pubblicazione comprende un accordo raggiunto con la giustizia americana che prevede un risarcimento di 130 milioni di euro alle famiglie dei 352 bambini vittime di molestie dal 1950 ad oggi!
Questi documenti, in sostanza, mostrano come i preti accusati di pedofilia venissero in tutti questi anni semplicemente spostati da una Chiesa all'altra, con il solo scopo di mettere a tacere le voci.
L'arcidiocesi - su input proprio di Papa Francesco, bisogna ammetterlo - pensa di fare qualcosa di eroico, ma in realta' i suoi errori ripetuti nel tempo, i suoi crimini, le sue segretezze restano imperdonabili, per non parlare del tempo che ci hanno messo a pubblicare tutto, visto che i fatti giudiziali risalgono a piu' di un anno.
La domanda e': per una diocesi che e' scesa a patti con la giustizia (pagando un obolo ridicolo, tralaltro!) quante ce ne sono ancora che nascondono tutto nella piu' completa segretezza? Quante ancora sono pronte a occultare fatti inconfessabili e vergognosi?
Il Vaticano, nonostante l'apparenza francescana che - volutamente - intende rivestire grazie alla figura di Francesco, continua a mantenere al suo interno atteggiamenti "imperiali", i quali - proprio grazie alla copertina del Papa - restano oggi meno osservati, notati e scrutati.
Dato che Francesco D'Assisi si e' spogliato di tutti i suoi beni per "servire" Dio, anche la Chiesa dovrebbe fare lo stesso, altrimenti resta non credibile, se non - come accade adesso - nelle apparenze.
Purtroppo questa autorita' permette la stessa esistenza della Chiesa, ecco perche' Francesco e' una copertina perfetta, dato che nulla deve cambiare... se non in superficie.

Fonte immagini: Google.



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