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Gabriele Sannino
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Grecia: tra la farsa e la tragedia




In gergo teatrale la farsa e' un'opera che ha il sapore del buffonesco, dell'inganno e dell'ipocrisia di fondo.
Quello che e' appena accaduto in Grecia con l'elezione del 25 gennaio del partito di Syriza di Alexis Tsipras e' qualcosa - a mio avviso - di davvero molto simile: il 40 enne ruspante che grida al no austerity ha ottenuto 129 seggi, e per avere la maggioranza assoluta si e' dovuto alleare con un altro partito, Anel (Greci indipendenti) il cui elettorato e' conservatore e assolutamente lontano da molte idee laiche e progressiste dei primi.
Il leader di Syriza poteva allearsi solo con loro, dato che il Pasok - i socialisti di Samaras che hanno portato la Troika in Grecia - erano fuori dai giochi in partenza, mentre Alba Dorata, pur ottenendo una bella manciata di voti (una pattuglia di 17 parlamentari) continua ad assumere atteggiamenti violenti e ad avere i propri vertici in gattabuia.
Ma cosa ha promesso Alexis Tsipras ai greci per riuscire ad ottenere questa vittoria - anche se non schiacciante - alle elezioni politiche?
Il programma economico di Syriza contiene due parti fondamentali: una conferenza per ridurre del 70-80% il debito arrivato al 175% del PIL (proprio come avvenne nel 1952 quando venne concesso uno sconto del 62% alla Germania sconfitta dalla seconda guerra mondiale) e la contestazione di ulteriori interventi della Troika (FMI, BCE, UE) la quale, dietro alla parola "aiuti", in realta' continua a indebitare il paese con esosi interessi.
Tsipras vorrebbe ristrutturare il debito in gran parte in mano a istituzioni pubbliche tramite il Fondo Salva Stati, il che significa rinegoziare interessi, scadenze, condizioni, nonche' cancellare parte dello stesso.
La Troika - premettiamo - ha gia' versato nel paese piu' di 240 miliardi, e l'ultimo prestito di 1,8 miliardi era fissato a dicembre ma e' slittato a febbraio.
"Il popolo greco oggi annulla il memorandum dell'austerita' e mette la Troika nel passato" ha urlato il giovane politico alle masse galvanizzate.
La domanda nasce spontanea: come fa un paese a evitare di indebitarsi con questi mostri finanziari se Syriza ha detto chiaramente che intende ristrutturare il debito ma non uscire dalla moneta unica?
Insomma, e' come dire di non volere piu' comprare un qualcosa da un monopolista che si ha comunque la necessita' di avere: sono i banchieri che ci prestano la grana, per qualunque cosa.
Se Tsipras si mettesse contro l'Europa, si chiuderebbero le ulteriori linee di credito - pardon di debito - che consentono ancora alle banche di avere un minimo di liquidita' e di erogare quello che rimane degli stipendi pubblici e non solo.
L'Euro e i suoi strozzini - lo avrete capito - sono come una giostra infernale: o scendi e cambi giostra, oppure non puoi dire di voler rallentare e fare meno giri.
Attualmente la Grecia paga interessi altissimi sui titoli - il 9% circa - e il suo PIL si e' letteralmente disciolto.
Ecco perche' credo che Tsipras sia il classico leader messo li' a fare il gioco delle parti, fingendo un'opposizione al sistema finanziario che in realta' non esiste: la finanza internazionale, infatti, si serve anche di alcuni partiti contrari all'euro... proprio per portare il dibattito ma alla fine sterilizzarlo!
Insomma, siamo davanti a delle vere e proprie strategie per prendere tempo oppure Tsipras e' sincero e il taglio del debito e' solo la prima timida mossa?
Ho paura che Alexis Tispras possa essere il neo Matteo Renzi greco: da un lato grida "basta all'Europa dell'austerita'", dall'altro fa supinamente cio' che chiedono i banchieri.
Del resto, dato che la situazione in Grecia e' ancora piu' grave del nostro paese, anche la finzione scenica deve essere piu' incisiva: da qui l'obiettivo di voler rinegoziare un debito che difficilmente sara' portato a termine.
O meglio, Tsipras potrebbe pure ottenere uno sconto di pena - tanto e' denaro che non esiste in fondo! - ma la situazione non si smuoverebbe di una virgola alla fine.
Poveri greci: la gente mangia per strada e in collettivita' ormai, si riscalda improvvisando falo' con il legno dei loro mobili, proprio come fossero una tribu', mentre i bambini sono denutriti e si formano cliniche improvvisate dove si raccoglie di tutto, visto che mancano perfino gli antibiotici.
Una cosa e' certa: se Syriza fallisce la prossima volta i greci voteranno in massa Alba Dorata.
Non sarebbe la prima volta che una cosa del genere accade nella storia, non sarebbe cioe' la prima volta che un popolo esasperato dai debiti sceglie un dittatore che poi fa della violenza e dell'esaltazione le sue regole di vita.
Chissa', forse e' proprio questo l'obiettivo del "sistema"...


Fonte immagini: Google.



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