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Gabriele Sannino
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Il Venezuela sara' presto il nuovo obiettivo USA



Il Venezuela ha petrolio: molto petrolio. Ecco perche' dopo Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Ucraina e via dicendo sara' sicuramente il prossimo obiettivo targato USA.
Il paese infatti e' ancora troppo nazionalista, non permette cioe' la colonizzazione da parte dello zio Sam, e questo per Obama e la sua cricca e' davvero imperdonabile.
Il Venezuela sta vivendo momenti di vero e proprio caos sociale: gli Stati Uniti stanno finanziando gruppi di opposizione golpista che stanno seminando dolore e morte in tutto il paese, e anche se la popolazione non ci casca e capisce queste tecniche - complice una tv solo in parte asservita alle multinazionali straniere e quindi propagandista - la situazione e' caotica, e i nervi iniziano a saltare.
Il 20 febbraio del 2015 il sindaco di Caracas Antonio Ledezma e' stato accusato di cospirazione dal governo di Nicolas Maduro: il Presidente venezuelano ha minacciato di fare arrestare altri leader dell'opposizione che sarebbero coinvolti nell'organizzazione di un presunto colpo di stato.
In due anni di governo, Maduro ha gia' denunciato sedici tentativi di golpe e attentati contro di lui. Il Presidente ha parlato di gruppi paramilitari, vecchi terroristi come Luis Posada Carriles o di ex Presidenti che volevano rovesciare anche Chavez, come Alvaro Uribe e George W.Bush.
Personalmente, visto quello che accade nel mondo, non credo che Maduro sia un visionario: la caduta di Yanukovich in Ucraina, cosi' come quella di tutti gli altri leader "nazionalisti" nel pianeta non e' affatto casuale.
Anche in Italia abbiamo un esempio di leader nazionalista che - di fatto - e' stato deposto: mi riferisco a Silvio Berlusconi, che, sebbene non sia affatto nelle mie simpatie (e' solo un affarista che pensa alle sue aziende, e che considera il suo paese il suo cliente principale) e' stato rimosso proprio dalla finanza internazionale (che gli stava facendo affossare le azioni in borsa) per permettere a un loro front man di iniziare il percorso delle "riforme" (tradotto i pignoramenti dei beni e dei diritti dei cittadini) per traghettare il paese verso il futuro governo globale. La prova e' che quando Berlusconi ha iniziato a "collaborare" a queste riforme, ecco che perfino i suoi processi si sono dissolti come bolle di sapone!
Ma torniamo a Maduro e al Venezuela: il Presidente sa che la sua unica possibilita' e' quella di assumere posizioni estreme. Occorre neutralizzare l'opposizione con atti ecaltanti, sperando che lo Zio Sam allenti la morsa.
Il paese sta attraversando una forte crisi economica dovuta soprattutto alle sanzioni poste dalla comunita' internazionale: queste sanzioni generano sempre piu' scarsita', e la speranza e' che il popolo si rivolti contro un presidente - fino a prova contraria - democraticamente eletto.
Obama ha gia' dichiarato che "Il Venezuela e' una minaccia enorme per gli USA": insomma, stanno agendo dall'interno come sempre, e non intendono mollare.
Sappiamo benissimo come mentono gli Stati Uniti quando si tratta di invadere o rovesciare i governi delle nazioni giudicate "ostili", ovvero non corruttibili: creano "primavere arabe", organizzano attentati false flag, finanziano i leader delle opposizioni, creano attentati politici in grado di mettere la gente contro il leader nazionalista, reclutano e addestrano perfino dei mercenari (vedi l'ISIS) e alla fine, se niente di tutto cio' sortisce effetti, invadono con pretesti piu' o meno dozzinali e mai provati (le famose armi di distruzione di massa in Iraq, per esempio).
In Venezuela le parti ormai sono in conflitto: da un lato abbiamo l'impero ed i suoi alleati, dall'altro il popolo del Venezuela e il suo nazionalismo che e', come dire, quello dell'Ecuador, Bolivia, Argentina, Cile, Nicaragua.
Colpire giu' duro uno di loro per Obama significa zittire tutte queste nazioni. E' questo l'obiettivo della marionetta dei banchieri, ecco perche' bisogna solo sperare in una fedelta' dell'esercito e dei servizi, cose che garantirebbero alla lunga una resa del gigante americano che cosi' scenderebbe a patti proprio come sta facendo con l'Iran.


Fonte immagini: Google.



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