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Gabriele Sannino
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Il vitalizio che grida vendetta



Dato che siamo il paese de "uno scandalo dopo l'altro, ma non importa, tanto domani non se ne parla piu'" desidero scrivere - e puntualizzare - sull'ennesima ignominia "venuta fuori" nel mese di febbraio del 2015, anche se sono 50 anni ormai che sottotraccia se ne parla.
I vitalizi per gli ex deputati e senatori condannati in via definitiva per corruzione e per mafia, infatti, sono uno scandalo nello scandalo, soprattutto quando si pensa che, proprio perche' parliamo di mafia, ci sono ancora vittime di attentati e stragi che aspettano di essere risarciti.
Abbiamo un parlamento finto e marcio fino al midollo, questa non e' un'esagerazione: sono tutti nominati, recitano un copione tutti i giorni in tv e non solo, difendono i banchieri che ci stanno letteralmente distruggendo, e piu' commettono reati piu' sono giudicati "affidabili" da quelli come loro.
Non bastano le tangenti per le grandi opere, le regalie, i mega stipendi, e tutti i benefici che solo la casta possiede in questo paese, ci sono anche i vitalizi che vengono affidati finanche a politici in carcere, il cui importo varia in base al tipo di reato che hanno commesso (sic!).
A parole, destra e sinistra li trovano inaccettabili, ma naturalmente fingono, dato che domani - lo ripeto - non se ne parlera' piu'.
Tutti i deputati e senatori, per difendersi, dichiarano che la "questione e' complessa", e cosi' facendo puntano al solito immobilismo. Assistiamo a un continuo rimpallo tra la presidenza della Camera e del Senato e alla fine non cambia nulla (e' da qui in sostanza che il provvedimento dovrebbe partire, dato che trattasi di una questione "interna").
Il mese scorso si e' aspettato il parere della Corte Costituzionale sulla praticabilita' dell'eliminazione degli stessi: inutile dire che tale parere per leggi ben piu' impattanti come i vari lodi pro-Berlusconi (che facevano uscire di galera molti criminali) non si chiedevano affatto. Insomma, si rimanda alle calende greche, come sempre.
Tanto per renderci conto del problema, politici come Giorgio La Malfa, accusati di finanziamento illecito ai partiti (corruzione) prendono piu' di 6000 euro al mese. E che dire di Giancarlo Cito (concussione e concorso esterno in associazione mafiosa) che ne prende piu' di 2000, Aldo Brancher (appropriazione indebita e ricettazione) piu' di 3000, Dell'Utri (condannato anch'egli per mafia) piu' di 4000?
Insomma, mentre i cittadini lavorano in condizioni sempre peggiori per portare a casa uno stipendio che difficilmente supera i 1000 Euro, c'e' chi li guadagna addirittura in carcere o ai domiciliari, solo perche' ex politico.
Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione delle vittime di via dei Georgofili a Firenze, ha rilasciato tempo fa un'intervista al Fatto Quotidiano dove si dichiarava infuriata, dato che lo Stato continua a non pagare chi e' stato devastato dal tritolo nel '93, mentre paga tutti questi delinquenti (chissa', forse anche alcuni dei mandanti di certe stragi).
La Maggiani in particolare si chiede come sia possibile da una parte elargire tali vitalizi e dall'altra non applicare una norma che langue dal 2004 (quella delle pensioni, appunto, alle vittime della strage fiorentina).
"Per dieci anni" - spiega la Maggiani - "La legge 206 del 2004 ha negato la pensione a chi al momento della strage ancora non lavorava, pur avendone ridotto in modo permanente le abilita' lavorative. Poi e' arrivata la 190 del 2014, che ha corretto questo assurdo, ma al momento mancano ancora i decreti attuativi. In piu' gli istituti previdenziali non emanano le circolari applicative in assenza delle quali gli istituti non pagano.
"Per anni" - chiosa infine la Maggiani - "Si sono mantenuti i loro vitalizi e si sono lasciate languire le nostre vittime: ce ne sarebbe di che andare in causa con una classe politica cosi' corrotta che non sa mai da che parte stare, perche' troppo attaccata alla poltrona di turno, dopo che ci hanno lasciato massacrare sotto il tritolo di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.
E' gia' passato un mese dallo scandalo dei vitalizi (ripetiamo, era febbraio 2015).
Naturalmente, niente cambiera' mai in questo paese perche', mentre la memoria degli italiani e' corta, i politici, che sanno bene invece come funziona il "sistema", sanno anche che domani tutti - compresi i troppi e finti giornalisti di questo paese - se ne saranno gia' dimenticati.

Fonte dati: Fatto Quotidiano.
Fonte immagini: Google.



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