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Gabriele Sannino
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Siamo morti di burocrazia



Viviamo in un'epoca di totale burocratizzazione, e' sotto gli occhi di tutti.
Anche se le scartoffie non piacciono a nessuno (tranne che a qualche invasato) la burocrazia e' come un fiume in piena sempre pronto a riversarsi sull'inerme cittadino.
Ci sono moltissime professioni oggi che, proprio perche' poggiano su un'eccessiva burocratizzazione del sistema, di fatto hanno come substrato il nulla o quasi.
Moduli sempre piu' complicati da leggere e capire, bollette lunghe e scritte in legalese (e non sempre comprensibili perfino ai piu') hanno ormai trasformato la burocrazia in un "affare a compartimenti stagni", anche se qualcuno osa ancora riempirsi la bocca con la parola "semplificazione".
Basta avere a che fare con l'amministrazione in generale - sia pubblica che privata, ci sono sempre meno differenze! - che si entra in un circolo vizioso fatto di carte, timbri e richieste, un mondo a se' sempre piu' vario e variegato.
Un diffuso pregiudizio pensa che la burocrazia appartenga solo al settore pubblico: in realta' nel privato - in particolare con la contrattualistica - tra consulenti legali, avvocati, notai e funzionari di ogni genere la musica non cambia affatto.
Secondo molti antropologi, le cause principali di questo eccesso di burocrazia sono fondamentalmente quattro: la prima e' che le strutture burocratiche chiamano altre strutture, nel senso che nascono altri "problemi" che devono poi essere risolti da qualcun altro; la seconda - che si rifa' alla prima - e' la mancanza pressoche' totale di coordinazione e collaborazione tra le varie amministrazioni e/o uffici - a volte perfino contigui - cosa che aumenta il daffare del cittadino e non solo; la terza - purtroppo - e' ancora la voglia di esercitare un potere monopolizzando un certo range di informazioni, mentre l'ultima e' l'illusione di non avere alcuna responsabilita' qualora dovessero sorgere problemi di qualsiasi genere.
I rapporti burocratici restano i protagonisti della scena moderna anche perche' sono freddi e impersonali: molti sociologi oggi li paragonano a quelli finanziari, ovvero a rapporti da un lato privi di anima e dall'altro cinici, spietati, anche se tutto sommato prevedibili.
Quello che si fa fatica a capire e' che oggi la burocrazia si e' semplicemente spostata on line, con tutto il suo carico di assurdita': e' qui del resto che si trovano password di ogni genere, codici alfanumerici, moduli o autocertificazioni da compilare, in un profluvio di informazioni che ne basterebbero un quarto.
La burocrazia on line, al pari di quella cartacea, e' arcaica e ripetitiva: queste sue caratteristiche sono una diretta conseguenza di quello che e' il grado di fiducia tra le persone, una mancanza di etica che porta alla cultura dell'eterno sospetto, e quindi a procedure sempre piu' stringenti e nel contempo iperboliche.
Per molti l'autocertificazione resta il segno della semplificazione per antonomasia, dato che permette di risparmiare questo o quel certificato: si' ma se la s'inserisce come accade oggi all'interno di un iter burocratico comunque complesso, non si arriva da nessuna parte.
Mai come oggi la gente passa molto tempo (sui pc) non appena incappa in qualche procedura burocratica: con la rete, inoltre, le cose si complicano perche' molte persone di una certa eta' hanno ancora poca dimestichezza con codici e password dei siti ad hoc.
In buona sostanza, con questa informatizzazione, tutto e' cambiato affinche' nulla cambi, dato che e' l'elemento psicologico che va cambiato e non le modalita' con le quali la burocrazia si esprime.
La burocrazia e' importante, poiche' rappresenta l'insieme delle procedure che permettono l'applicazione di tutte le regole sociali, ma se da opportunita' diventa spauracchio, allora viene meno proprio nella sostanza, ovvero quella di garantire delle prestazioni a degli utenti che pagano le tasse.
Perche' complicare cosi' tanto, allora? Non sarebbe meglio partire da una nuova etica del cittadino, piuttosto che da una scartoffia in piu'?
A che pro infatti continuare su questa strada... se il fine deve essere quello di garantire - appunto - un servizio al cittadino?

Fonte immagini: Google.



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