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Gabriele Sannino
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La spersonalizzazione nella societa' globale




La massificazione e' un fenomeno presente in qualsiasi societa', da quella primitiva a quella globalizzata.
Senza la massificazione, infatti, verrebbe a mancare la coerenza sociale, e la stessa societa' non potrebbe esistere.
Un esempio parossistico di massificazione si ha in ambito militare: qui, in certi contesti, bisogna diventare un unico corpo con un'unica voce, dato che bisogna difendere la patria e mettere a rischio la vita.
Anche in questo caso, pero', la motivazione ideologica singola deve comunque prevalere, dato che la spersonalizzazione non e' mai totale, e bisogna fare i conti con quello che rimane dell'individualita'.
La massificazione in realta' potrebbe essere utile quando nutre il corpo sociale, lo educa, anzi lo alimenta: se gli individui restano solo repressi, un po' come e' avvenuto nei totalitarismi e in generale nei periodi bellici della nostra storia, allora essa diventa deleteria e involutiva.
I totalitarismi - precisiamolo - non sono solo bellici, ma anche religiosi e finanche culturali: un esempio tipico e' la violenza dogmatica dei monoteismi, le crociate e la jihad islamica per i guerriglieri musulmani, cosi' come i movimenti ideologici dell'illuminismo, del romanticismo e via discorrendo.
Ogni come ieri, in fondo, la societa' ci vuole uguali: in passato le donne vestivano e si comportavano in un certo modo, cosi' gli uomini; oggi, nonostante ci sia un apparente varieta' di comportamenti, costumi e gusti, assistiamo a un'omologazione indotta dai mass media che ci fanno credere che certe cose le stiamo semplicemente pensando con la nostra testa.
La domanda da porsi ai giorni nostri credo sia questa: l'attuale societa' globalizzata, con il suo carico di egoismo, individualismo e arrivismo esasperati, ma anche con la sua arroganza, prepotenza, nonche' le sempre piu' flebili opportunita' (dato che tutto viene concentrato a livello verticistico) puo' davvero dirsi tale?
Non e' che siamo davanti - sic et simpliciter - a un'aggregazione di individui controllati e - sempre piu' dominati - che si fa passare "tranquillamente" per un corpo sociale?
Nel contesto attuale della globalizzazione, infatti, la spersonalizzazione dell'individuo resta subdola, nel senso che si crede di essere liberi, ma i pensieri, le parole e le azioni sono tutte decise dal "sistema".
E' cosi' che si creano i tanti piccoli cloni che vediamo ogni giorno, i quali credono di essere aperti e intelligenti, mentre invece subiscono tutte le ristrettezze mentali che il sistema impone.
Oggi l'uomo della strada ha voglia di dire la "sua" sulla politica, sull'economia e sulla societa': solitamente pero' riferisce quanto ascoltato nei mantra dei telegiornali il giorno prima, e crede cosi' di essersi fatto un'opinione propria e oggettiva.
Stesso dicasi dei giornali: essendo finanziati dallo Stato, questi gli fanno propaganda (piu' o meno manifesta, non sono mica cosi' sprovveduti!) e cosi' il cittadino crede di essersi fatto un'opinione autonoma.
Ma ci sono mille e piu' fenomeni carsici che oggi ci rendono incatenati in modo invisibile: non siamo padroni per esempio di cio' che mangiamo, dato che le multinazionali alimentari, per risparmiare sulle materie prime, rendono sempre piu' chimico - e quindi nocivo - il nostro cibo, cosi' come non siamo liberi di restare in salute e curarci, visto che le multinazionali sanitarie inventano malattie, cure provvisorie e pubblicita' sempre piu' aggressive.
Ma non solo, siamo schiavi di una piovra finanziaria globale che, attraverso poche banche centrali che emettono moneta e altri istituti internazionali che ci indebitano e controllano anche quando rifiutiamo di sottostare alle prime, arriva a controllare indirettamente ogni aspetto della nostra vita, finanche della nostra quotidianita', visto che i "soldi" servono per qualsiasi cosa tranne che per respirare.
Non siamo mai arrivati a un tale livello di concentrazione e dominio senza usare la spada: e' la prima volta, infatti, almeno nella storia che conosciamo, che un potere occulto dirige l'intera orchestra del mondo in questo modo, per giunta col beneplacito di moltissimi cittadini, i quali, ripeto, sono abbastanza certi di essere liberi.
Se e' vero che ogni epoca ha i suoi detrattori, e che in ogni momento della storia ci sono stati individui esclusi perche' la pensavano diversamente dalle masse (le quali, in qualche modo, come suggerisce Jose' Ortega nei suoi Scritti Politici del '72 "travolgono tutto cio' che e' individuale, selezionato, egregio e qualificato") e' anche vero che oggi i detrattori della globalizzazione sono tantissimi, e sono pure influenti visto che il sistema grottesco messo in piedi fa acqua da tutte le parti e non riesce a dare spiegazioni dei suoi terribili crimini, pardon errori.
Ma allora cos'e' che tiene in piedi questo palcoscenico oltre alla coercizione indiretta?
Oggi la medieta' puo' imporsi solo con una distrazione sostanziale, dato che non si deve avere il tempo di pensare e quindi di re-agire: dobbiamo essere sempre pieni di impegni, lavorare di piu', soddisfare questa o quell'inutile incombenza, e nel frattempo ci facciamo addomesticare e addormentare dall'orchestra.
Un forte risveglio delle coscienze, tuttavia, e' in atto, e diverra' un fenomeno inarrestabile, soprattutto man mano che il sistema dovra' - per forza di cose - rivelare il suo vero volto, come in tutte le dittature.
Non esistono, infatti, totalitarismi morbidi: a un certo punto devi per forza serrare i pugni.
E' questa la prossima sfida per l'umanita': massificarsi all'incombente Nuovo Ordine o reagire? Il dilemma e' davvero tutto qui.


Fonte immagini: Google.

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