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Gabriele Sannino
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Una sintesi di Vatileaks per capire



Il Vaticano nasconde moltissimi segreti, alcuni talmente sconvolgenti che cambierebbero il significato della vita di molti "religiosi" su questo Pianeta.
Per fortuna la sua biblioteca sotterranea e il suo immenso archivio segreto, lungo ben 70 km, non sono le uniche fonti da cui attingere, dato che, per chi e' in cerca, la conoscenza si fa sempre a portata di mano o quasi.
Gli scandali che riguardano i fatti economici della "santa" sede di cui tanto si parla in questi mesi - e' bene precisarlo - sono, dunque, solo i piu' superficiali (e' solo corruzione di superficie, come ripeto sempre in certi contesti pubblici) per cui, se ci si vuole soffermare su questi va bene, l'importante pero' e' capire che stiamo ancora galleggiando... senza vedere i fondali.
Il termine Vatileaks indica una fuga di notizie da Citta' del Vaticano, alias, come molti sanno, una enclave, ovvero uno stato a se' all'interno di un'altra nazione.
Il primo scandalo - denominato Vatileaks 1 - scoppio' nel 2012 e riguardava la gestione dello IOR, l'Istituto delle opere di religione (in pratica una banca, tra le piu' segrete e inviolate, che di "religioso" aveva ed ha ben poco).
Si parlo' allora d'irregolarita' gestionali, e del fatto che lo IOR violasse le piu' elementari norme di antiriciclaggio, riciclando - in pratica - di tutto e di piu'.
Dato che il Papa emerito Ratzinger sembro' non tirarsi indietro di fronte al volere delle attivita' investigative, si parlo' anche di un documento dove si prefigurava una congiura di palazzo proprio nei suoi confronti, un omicidio che sarebbe avvenuto da li' a un anno e che avrebbe portato come successore il cardinale Angelo Scola.
Lo scandalo comunque scoppio' con l'uscita il 25 maggio del 2012 del libro di Gianluigi Nuzzi "Sua Santita'. Le carte segrete di Benedetto XVI", un libro che diede vita a numerose polemiche, e che costo' un processo a Paolo Gabriele, aiutante di camera del Papa, accusato di essere stato la talpa che aveva riempito le pagine del libro. Nel settembre dello stesso anno, l'uomo fu processato e condannato a tre anni, ridotti poi a diciotto mesi, e messo in carcere fino a dicembre, ovvero fino a quando - per riabilitare l'immagine del Papa, compromessa da tempo per numerose sue dichiarazioni nonche' della stessa chiesa - gli fu concesso il perdono e quindi la grazia.
In quegli stessi mesi, nel frattempo, si scopri' che Paolo Gabriele non aveva agito da solo, e cosi' nel novembre del 2012 inizio' il processo a carico dell'informatico Claudio Sciarpelletti, accusato di aver aiutato il primo nella fuga di notizie.
L'informatico sara' condannato a 4 mesi, ridotti poi a due e condonati definitivamente da Padre Federico Lombardi, il Direttore della Sala Stampa Vaticana.
Ma di cosa parla esattamente questo libro? I capitoli affrontati da Nuzzi vertono su questioni (con tanto di documenti allegati) che riguardano l'ICI sugli immobili vaticani, il caso Emanuela Orlandi, il caso Dino Boffo ma soprattutto la gestione dello IOR.
Essendo il libro dissacrante - e ritenendo in molti che il Papa non poteva non sapere - ecco che si parlo' delle sue dimissioni proprio per via del testo in oggetto.
Lo stesso autore comunque dichiarera' piu' volte che aveva paura mentre scriveva il libro, vista la mole d'informazioni pericolose che stava trattando (e che a questo punto, probabilmente, avra' perfino scremato).
Pochi giorni dopo l'uscita del libro (esattamente il 30 maggio del 2012) ecco che ci fu pero' il famoso discorso di Benedetto XVI, dove parlava di "esagerazioni" e difendeva senza se e senza ma l'operato dei suoi collaboratori.
E' evidente a questo punto la doppia morale che vige nei palazzi vaticani, perfino nel Papa, ovvero il fatto di "collaborare" solo se scoperti e costretti (e sempre in modo minimo) e di tendere comunque a negare, a volte anche le evidenze.
Oggi siamo arrivati alla seconda fase di questa fuga di notizie, detta - per l'appunto - Vatileaks 2: questa volta le talpe - o i corvi che dir si voglia - sono il Monsignor Lucio Angel Valleio Balda e Francesca Immacolata Chaoqui, di origini marocchine, detta la "papessa", alias una componente della commissione referente sulle attivita' economiche della santa sede.
Oltre a loro, e' indagato anche Nicola Maio, segretario particolare del monsignore.
Stavolta la fuga di notizie - che ha dato vita a ben due libri, "Via Crucis" Di Gianluigi Nuzzi e "Avarizia" di Emiliano Fittipaldi - riguarda soprattutto le spese economiche della santa sede: da qui i numerosi scandali sugli appartamenti dei cardinali, sulla gestione dei soldi dell'otto per mille e via dicendo.
In tutta questa storia appare subdolo - come sempre - il comportamento dei media mainstream: essi, pur di non toccare i poteri forti, demonizzano ogni giorno i corvi (lo hanno fatto per Vatileaks 1 e ora lo stanno facendo per Vatileaks 2) in pratica cercano di concentrare l'attenzione solo su chi ha parlato e non sugli scandali veri e propri, e questa e' un'efficace tecnica di distrazione per l'uomo della strada che e' sempre oberato, "religioso" ma di facciata, e che crede a tutte le pappette somministrate ogni giorno della televisione.
Stavolta, per evitare una Vatileaks 3, sono stai mandati a processo perfino i due giornalisti (si, avete capito bene, Nuzzi e Fittipaldi giudicati - di fatto - da uno stato straniero, ovvero dal tribunale del Vaticano!) e il fatto che Papa Francesco abbia firmato l'autorizzazione a procedere nei loro confronti (egli e' di fatto il monarca assoluto dell'enclave) e' veramente un autogol visto che parla tutti i giorni di onesta' e trasparenza.
Pressioni vaticane? Non saprei, ma se parli in un certo modo, non puoi fare un atto simile, e' a dir poco stridente!
Quello che si sta tentando di fare qui e' evitare in futuro nuovi scandali, al fine di far sopravvivere quella che e' ormai la parodia a tutti gli effetti della spiritualita', alias il Vaticano e in generale l'intero apparato economico, infrastrutturale e ideologico di tutto o quasi l'apparato cattolico.

Fonte dati: Wikipedia, Fatto Quotidiano, Europinione.
Fonte immagini: Google.




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