sito ufficiale
Gabriele Sannino
BIOGRAFIA LIBRI ORDINA IL TUO LIBRO VIDEO ARTICOLI EVENTI FOTO CONTATTI
STAMPA
Ma dov'e' finito l'oro?



C'era una volta un tempo in cui l'oro circolava regolarmente come moneta: poi, nel 1933, vent'anni dopo la privatizzazione della FED (la banca centrale americana) avvenuta nel 1913, il cosiddetto New Deal di Roosevelt dichiaro' illegale la circolazione delle monete auree, con la sola eccezione di quelle da collezione e dei gioielli.
In compenso la quantita' di moneta-debito che veniva emessa per la collettivita' resto' ancora vincolata al mattone giallo.
Quarant'anni dopo si ando' ben oltre: il Presidente Nixon decise che tale copertura non era piu' fattibile, e da quel momento si comincio' a stampare letteralmente... della carta straccia, che pero' aveva valore poiche' la comunita' mondiale - pressoche' disinformata dello storico cambiamento - continuava indisturbata le sue transazioni.
Da allora, pian piano, l'oro delle nazioni - e dunque dei cittadini - fu concentrato e trattenuto nelle cosiddette bullion banks - banche del lingotto - tra cui Fort Knox, nel Kentucky (USA) e soprattutto la FED, considerata tutt'oggi la cassetta di sicurezza del Pianeta.
Si stima che oggi Fort Knox possegga piu' di 4.000 tonnellate di oro, mentre la FED piu' di 10.000.
La differenza tra i due forzieri e' che il primo contiene l'oro americano (almeno in prevalenza) mentre il secondo quello di tre quarti del Pianeta, soprattutto delle nazioni che hanno perso le guerre mondiali e i vari conflitti successivi con gli Stati Uniti.
Sappiamo per certo, dunque, che anni addietro le banche centrali di molte nazioni furono costrette ad affidare il loro oro agli Stati Uniti, cosa che, a detta di molti insider, viene oggi venduto e rivenduto... dichiarando molto di piu' di cio' che si possiede (in sostanza la FED rilascia pezzi di carta, tanto nessuno controlla l'effettiva quantita' dei metalli, visti i sistemi di sicurezza e il grande alone di mistero e segretezza sull'oro "statale" e/o di "proprieta'" degli americani).
Qualcuno potra' chiedersi come sia possibile che cio' accada: beh, cosa vi aspettate da un sistema economico folle, che genera denaro dal nulla e indebita fintamente tutto il mondo generando crisi e giochi di fame? Onesta'? Trasparenza, forse?
Fort Knox, dal canto suo, rimane una struttura chiusa, presidiata solo da forze militari, e, stando alle parole di un funzionario rimasto anonimo, e' dal 1974 che nessun politico americano vi mette piede.
Presso la banca centrale, invece, si organizzano visite guidate nei caveau per ciascuna nazione: il punto e' che il personale della FED sposta i lingotti da un posto all'altro, e ciascuno stato depositario puo' contare e verificare solo quelli di propria pertinenza.
Un'altra certezza e' che oggi molti di questi lingotti sono fatti di tungsteno, alias un metallo simile all'oro ma dal valore notevolmente inferiore.
Una strana coincidenza - purtroppo - proviene anche dal casato dei Rothschild: questi hanno dominato il mercato mondiale dell'oro dal 1919 al 2014, stabilendone ogni giorno il valore nei loro uffici londinesi. Poi, improvvisamente, si sono ritirati: che l'oro - quello vero - sia ormai un miraggio?
Non mi stupirei di nulla, dico davvero!
Proprio nel 2014, la Germania ha chiesto un censimento del metallo prezioso agli Stati Uniti: la corte dei conti tedesca, infatti, ha ordinato alla banca federale, la Deutsche Bundesbank, di verificare le riserve auree del paese, che ammontano a circa 3400 tonnellate e sono le seconde piu' grandi del mondo.
Come la Germania, anche il Venezuela ha chiesto la ricognizione del proprio oro, mentre la Svizzera ha mostrato molta agitazione in proposito, forse perche' si sta comprendendo - vista la crisi pilotata dall'alto - che l'oro non e' piu' dove deve essere (o almeno non e' lo stesso).
In sostanza i lingotti oggi sarebbero solo coperti d'oro, ma il substrato - appunto - sarebbe tungsteno.
In questo momento l'oro e' gestito in modo molto strano a livello planetario, con indecifrabili e ingiustificate ripartizioni tra Banca d'Inghilterra (una banca privata) Banca di Francia (idem) e FED (idem).
Ma il punto nodale e' che l'esistenza del metallo prezioso ormai e' un problema irrilevante, nel senso che l'unica cosa che conta e' la contabilita': se la FED dichiara che la Bundesbank possiede 3400 tonnellate di oro, la banca centrale tedesca agira' proprio come se le possedesse.
Insomma anche se la corte dei conti tedesca non dovesse accettare certi meccanismi, poco importa: l'ispezione fatta da banchieri...nei confronti di altri banchieri portera' sempre alla "positivita'", mentre la totale restituzione restera' ovviamente un miraggio.
Sono convinto che quando sara' scoperto lo scandalo dei finti lingotti e della sostanziale inesistenza dell'oro a livello mondiale, l'attuale sistema economico affondera' definitivamente, dato che l'ultimo pilastro di fiducia dei cittadini e' proprio il metallo aurifero.
Tutto cio', forse, accadra' a tempo debito, quando i mondialisti saranno pronti a sferrare il loro famigerato "Governo Mondiale".
Mi spiace per loro, pero': sempre piu' persone ormai hanno capito il gioco delle tre carte dell'economia mondiale, e fossi nei banchieri, mi procurerei sulserio e a breve... una bella astronave!

Fonte immagini: Google.





...

Gabriele Sannino
Privacy
Sito web ottimizzato per IE 8 - Realizzato da Soluzione Programmata-