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Gabriele Sannino
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Ora i banchieri vogliono pure le case



La gestione e la proprieta' del denaro sono le cose che piu' determinano la qualita' delle nostre vite: lavoriamo otto ore e piu' al giorno per delle cifre virtuali che i banchieri creano dal nulla, e su quello ci paghiamo tasse e balzelli di ogni tipo, vivendo una vita di miseria e di stenti che ci rende ossessionati - guarda caso - proprio dallo stesso denaro, mentre chi sta al vertice... semplicemente se la ride.
La proprieta' e la gestione della moneta sono il nostro vero problema in quanto, se il denaro appartenesse alla collettivita' , riceveremmo - in qualita' di comproprietari - un minimo sindacale per vivere, lasciando al lavoro un ruolo di realizzazione personale piu' che di schiavitu' come accade adesso. Ma tant'e', le cose per ora vanno cosi'.
Questo sistema, in realta', da un lato si basa sulla la volonta' di potenza di un'elite, dall'altro su una feroce ignoranza dei cittadini.
L'attuale modello europeo impersonificato dalla BCE - la banca prestigiatrice - ora pero' si spinge ancora oltre, puntando al bene rifugio per eccellenza: la casa.
Prima di spiegare in breve quello che sta succedendo, e' bene fare una premessa: se le banche centrali prestano - dal nulla - denaro alle nazioni, le banche locali lo moltiplicano allo stesso modo, naturalmente entro certi limiti stabiliti "per legge".
Quando noi chiediamo un mutuo, in sostanza, quei soldi la banca non ce li ha: li crea sul PC e noi pensiamo siano reali, indebitandoci per buona parte della nostra vita e sacrificando sia il nostro futuro che il nostro benessere.
Questo e' il sistema finanziario in toto, e prima capiamo come ci sta soffocando, prima intraprenderemo azioni collettive.
Veniamo all'attualita': dopo il bail in e l'esproprio degli investimenti e delle somme superiori ai 100.000 euro, ora la tenaglia bancaria si stringe ancora di piu': la Direttiva Europea sui mutui 17/2014, infatti, anche se si prefigge scopi "nobili" per la stampa leccaculo (ogni legge deve sempre avere qualcosa di positivo, almeno in apparenza) nasconde in realta' delle vere e proprie insidie.
Essa, se da un lato cerca di armonizzare - almeno sulla carta, dato che i paesi europei possono applicarla a modo loro - i vari contratti di finanziamento per i mutui (stabilendo, per esempio, criteri uniformi di valutazione degli immobili e un prospetto informativo europeo standardizzato - PIES - che tenga conto anche del Taeg, offrendo maggiore trasparenza, almeno in teoria, a chi accende un mutuo) dall'altro prevede l'esproprio degli stessi in caso non si paghi un certo numero di rate, in un contesto di "ragionevole grado di tolleranza".
L'atto del Governo Renzi n.256 presentato il 21 gennaio 2016 e non contestato da nessuno nella maggioranza - sic! - ha recepito questa Direttiva, e lo ha fatto senza neanche questo famoso grado di tolleranza, visto che si punta ad agevolare le vendite forzose degli immobili senza passare piu' dal giudice come accade adesso, e autorizzando la vendita all'asta degli immobili quando non si paga questo numero prefissato di rate.
Insomma, come al solito, sono gli Stati ricattati dalla finanza - e invasi dai maggiordomi dei banchieri - a fare il lavoro sporco: non dimentichiamoci, del resto, che queste regole sull'esproprio sono la normalita' in un paese come gli USA, dove il covo della finanza internazionale ha le sue radici piu' profonde.
Per accelerare al massimo questi procedimenti, Renzi ha cancellato l'art 2744 del Codice Civile, quello del cosiddetto "Patto Compromissorio", che prevedeva che in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato la casa passasse direttamente al creditore.
Ora le case passeranno nelle mani dirette delle banche, le quali pero' ci guadagneranno vendendole alle aste (pagando soli 200 euro di tasse) con buona pace per le famiglie indebitate e senza piu' un tetto.
Naturalmente le banche potranno vendere al prezzo che vorranno, e per queste operazioni ci sara' - per loro - una totale defiscalizzazione.
Visto il clamore delle opposizioni davanti a questo decreto, si e' provveduti a modificare qualcosina, anche se la sostanza resta la stessa: in pratica le nuove regole della vendita all'asta varranno solo per i mutui futuri, il numero delle rate - anche non consecutive - passera' dalle iniziali sette alle attuali diciotto, e con l'esproprio si saldera' comunque il debito, dato che nella prima versione - in caso di svendita dello stesso - il debitore doveva comunque saldare alla banca il debito residuo.
Si e' optato, infine, per un perito indicato dal Tribunale competente e non dalle parti.
Insomma poca cosa, in quanto il problema rimane: i banchieri, in futuro, grazie alle loro finte crisi create a tavolino, si prenderanno pure le nostre case!
Prepariamoci a un futuro da senzatetto, e non lo dico per scherzare o esagerare: questo sistema non solo non crea lavoro e non genera redditi ma e' intenzionato a toglierci sempre piu' garanzie, ora addirittura le nostre proprieta'.





Fonte immagini: Google.
Fonte dati: Fatto Quotidiano. ...

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