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Gabriele Sannino
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Quando saremo tutti terremotati



I terremoti sulle faglie sismiche non si possono prevenire con certezza: anche se non si sa quando avverranno, pero', si puo' fare prevenzione per limitare i danni il piu' possibile.
Quello che e' successo in questo agosto 2016 ad Amatrice (Rieti) Accumoli (Rieti) e ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e' si' un evento naturale (sotto questi paesi, ripeto, corre un'importante faglia sismica) tuttavia le conseguenze potevano essere - almeno - limitate se questi paesi-presepi fossero stati ristrutturati realmente in modo antisismico, un po' come e' accaduto nella vicina Umbria, dove non c'e' stato nessun morto o ferito, molte lesioni agli edifici e nessun crollo.
Vien da pensare che le vittime siano piu' attribuibili all'avidita' umana che alla natura, ma ormai e' inutile speculare.
Le storie dei sopravvissuti sono sempre strazianti in questi casi: gente che perde tutto, dai parenti alla casa, e sa che la sua vita non sara' mai piu' la stessa.
Per fortuna ci sono anche storie con un lieto fine, come quella della 24enne Anna, svegliata e trascinata via letteralmente dal letto dal suo cane Rudy (solitamente tranquillo) mezz'ora prima che la sua casa crollasse.
Tutti i sopravvissuti, in questi casi, provano un mix tra gioia e dolore: gioia per avercela fatta, dolore per tutto il resto.
L'Italia e la Grecia - va precisato - sono le nazioni piu' pericolanti d'Europa: i precedenti nostrani - solo nella storia contemporanea - sono cosi' tanti che e' impossibile ormai prescindere da un piano di prevenzione generale, che pero', ahinoi, anche questa volta, restera' solo sulla carta.
Se pensiamo al Friuli nel 1976, quando un terremoto nella provincia di Udine provoco' 990 morti, o ai 2.735 morti dell'Irpinia, o ancora al sisma in Umbria e Marche nel 1979 e nel 1997, quello di San Giuliano nel 2002 (dove morirono i famosi 27 bambini della scuola elementare del paese) L'Aquila nel 2009 e infine l'Emilia nel 2012, ci rendiamo subito conto di quanto l'Italia sia un paese... nervoso.
Mettere in sicurezza una nazione la cui maggioranza degli edifici e' stata costruita prima del 1974, ovvero prima delle normative antisismiche, e' difficile e costoso: si parla di 93 miliardi circa, intervento impossibile visti gli stretti meccanismi della BCE e dei suoi amici criminali.
La legge del 2008 che destina uno sconto fiscale del 65% agli interventi antisismici nelle zone ad alto rischio e' assolutamente insufficiente, in quanto si sovvenzionano solo gli adeguamenti agli edifici, ovvero quegli interventi che portano vecchi edifici al pari di quelli a rischio zero (in pratica sono molto costosi) mentre i miglioramenti non vengono incentivati.
Se poi ci aggiungiamo che queste agevolazioni - seppur rare - vengono giudicate dalla Commissione Europea come "aiuti di Stato", ecco che il cerchio si chiude e cala il sipario.

Quello che e' certo e' che se volete davvero aiutare queste persone, la cosa piu' sensata da fare e' mandare versamenti direttamente agli iban legati ai comuni: solo in questo modo, infatti, avrete la garanzia che i vostri soldi andranno alla ricostruzione, dato che in tutti gli altri casi... ci saranno sempre degli intermediari poco affidabili se non addirittura furbi.
Sui siti dei comuni interessati, ci sono tutti i riferimenti bancari per fare il vostro dovere civico: a mio avviso, dovremmo farlo anche per la citta' de L'Aquila, perche' anche li' c'e' ancora tanto da fare.
Questi eventi possono e devono avere un unico scopo: invitare tutti i cittadini a stringersi e a fare a meno di tutte le istituzioni, dato che lo Stato non esiste piu', e' ostaggio di una cricca di banchieri che ci centellina del finto denaro per tenerci sempre alla canna del gas.
Finito il clamore politico e mediatico, questa gente piangera' morte e miseria: sta a noi aiutarli concretamente, sta a noi aiutarci gli uni con gli altri.
Viste le regole finanziarie in gioco - anzi visto che il denaro e'utilizzato per progetti di potere di carattere mondiale - un giorno potremmo essere terremotati pure noi.
Sembra fantascienza ma ve lo assicuro: potremmo esserlo per mille e piu' ragioni.

Fonte immagini: Google.



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