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Gabriele Sannino
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Ecco perche votare NO al referendum



La riforma Renzi-Boschi e' - sulserio - la rottamazione dello Stato e della democrazia, di ogni suo scampolo.
Con questa riforma si aboliranno ogni peso e contrappeso democratico, garantista e rappresentativo, creando un unico canale di potere che controllera' - nella sostanza - l'intera macchina statale, con beata soddisfazione dei poteri finanziari che comandano questo paese e non solo dato che ci prestano denaro virtuale che noi dobbiamo - per giunta - elemosinare.
La riforma Renzi-Boschi riunisce nelle mani del premier (si esatto, proprio quello che si presenta puntualmente in Europa col cappello in mano per chiedere soldi, o meglio "flessibilita'" per non dire denaro-debito) sia il potere esecutivo (il Governo) che legislativo (il combinato disposto con l'Italicum creera' infatti un vero e proprio esercito di fedelissimi alla Camera) ma non solo, anche il potere giudiziario, dato che il partito di massa e controllore - caro a ogni dittatore - votera' il Presidente della Repubblica (che presiede il Consiglio Superiore della Magistratura) nonche' tre su cinque giudici della Corte Costituzionale.
Quest'ultima sara' si' composta da quindici giudici, ma se consideriamo che altri due della prima cinquina parlamentare saranno eletti da un Senato che muore... solo in apparenza, e che quest'ultimo sara' - di sicuro - in linea con la maggioranza della camera (rappresentera' i risultati della tornata elettorale) avremo 1/3 di questa Corte completamente ai piedi della politica.
Con questa riforma sia la Camera che il Senato, di fatto, saranno azzerati: la prima sara' la replica perfetta del governo, dato che i 2/3 saranno nominati dal partito da maggioranza, mentre il secondo sara' composto da 100 sindaci o consiglieri regionali non votati da nessuno (per quell'incarico) e per giunta con immunita'.
Molti sostenitori del "SI" affermano che se 1/3 del partito di maggioranza alla Camera sara' non nominato, in teoria potrebbe far cadere il governo: ma credete sulserio che un deputato preferisca far cadere il governo anziche' entrare nelle grazie dei nominati e magari farsi pure rieleggere?
Il Senato, per giunta, sara' composto da 100 tra consiglieri regionali e sindaci che dovranno fare il doppio lavoro, e - ripeto - avranno l'immunita', dato che Renzi ha dichiarato che "solo in Turchia cio' non avviene".
In pratica, il Senato diventera' un ricettacolo di lestofanti pronti a votare - in cambio di favori e prebende - qualunque porcata del partito di maggioranza, dato che avra' ancora voce nel processo legislativo, poiche' in molte questioni le leggi dovranno comunque coincidere perfettamente.
L'art 117 di questa schiforma costituzionale prevede anche la supremazia del Governo sulle regioni: cio' significa che per le opere inutili - per esempio - le regioni non potranno piu' decidere niente, decidera' il solito uomo solo al comando (circondato da nominati leccapiedi).
Siete pronti, quindi, per il Ponte di Messina?
Sembra incredibile ma una riforma simile fu messa in piedi anche da Hitler, che nel 1933 riuni' a se' Parlamento, Governo ed enti locali: questi provvedimenti si chiamavano rispettivamente "coordinamento" e "allineamento".
Che fine fa - ci si chiede - la famosa tripartizione tanto cara a Montesquieu e al suo "Lo spirito delle leggi" del 1748 tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario?
E...dove sono gli intellettuali che parlavano di antifascismo, pluralismo e via dicendo? Si sono prostituiti per un posto in una redazione giornalistica finanziata dallo stesso Stato?
E come e' possibile - oltretutto - che parte di sindacati sia perfino d'accordo con tale riforma?
Ma andiamo avanti con le storture: si alzera' la soglia da 50 mila a 150 mila firme per chiedere un'iniziativa di legge popolare, garantendone la discussione e la delibera, ma non l'approvazione.
Capite la differenza?
Il futuro premier barone, inoltre, mettera' anche le mani - direttamente e senza contrappesi - in molti organi di controllo, ma non solo, in centri di spesa pubblica, commissioni, authority nonche' nei vertici RAI.
Insomma questa riforma - gia' tentata nel 2006 dall'allora Governo Berlusconi, pur con qualche sfumatura - e' il sogno di qualunque uomo solo al comando!
Ma la cosa piu' inquietante - ribadisco - ' che questa riforma e' ben voluta proprio dai poteri finanziari, per i quali diventa essenziale semplificare il sistema politico e decidere tutto tramite un solo burattino.
Attualmente, siamo gia' in un contesto non democratico: tra mancata sovranita' monetaria, diritti dei cittadini in mano a un elite e un processo legislativo che o copia e incolla quanto stabilito dalla Commissione Europea (non eletta da nessuno) o mette la fiducia sui vari decreti legge) la situazione e' gia' compromessa!
Ebbene, con questa riforma la non democrazia verra' semplicemente istituzionalizzata.
Faccio mia una controproposta di un economista che stimo molto, ovvero Marco Della Luna: egli auspica a una riforma che diminuisca sia i deputati che i senatori (300 in entrambe le camere) anche se la prima verra' eletta ogni 4 anni, sara' soggetta a scioglimento anticipato e si occupera' - in toto - del processo legislativo; la seconda, invece, sara' eletta con proporzionale puro (dunque pienamente rappresentativa) non sara' soggetta a scioglimento e si occupera' - anche - di revisione costituzionale.
Insomma, con una camera eletta con un premio maggioritario e un Senato proporzionale, la rappresentativita' e' piu' che garantita!
Il quesito posto sulla scheda di questa riforma, purtroppo, prendera' in giro milioni d'italiani: puntare sull'abolizione - per esempio - dei costi del Senato che non scomparira' (i questori hanno calcolato che il risparmio annuo sara' circa l'8,8% dei 540 milioni di euro attuali) cosi' come sul finto superamento del bicameralismo, sulla riduzione piu' o meno fittizia e irresponsabile dei parlamentari e sulla la revisione del titolo V (che fara' scempio delle volonta' degli enti locali) e' da veri maestri dell'inganno.
L'unica nota vera nel quesito resta l'abolizione del CNEL: del resto qualcosa di vero devi pur infilarcelo per rendere le fesserie piu' credibili.
Insomma, la scheda referendum - cosi' come l'intera riforma - e' un po' come la legge del Job Act: si istituzionalizza il precariato, ma ci si vanta che sono stati elargiti migliaia di posti di lavoro a tempo indeterminato.
Matteo Renzi - ricordiamocelo sempre - prende ordini dall'alto: se non lo fa, andra' a casa sulserio, ecco perche' si difende con le unghie.
Purtroppo, dopo di lui, se lo permetteremo ancora, spuntera' da dietro l'angolo un ulteriore pupazzo, che sara' pronto immediatamente... a prendere il suo posto.

Fonte immagini: Google.
Fonte dati: Fatto Quotidiano.



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