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Gabriele Sannino
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Trump: un'incognita per il sistema



Donald John Trump e' ufficialmente il 45 Presidente degli Stati Uniti d'America.
La notizia ha colto tutti di sorpresa: Trump, infatti, era dato perdente da tutti, e questo perche' l'intero apparato mediatico - al soldo dei banchieri - pompava da mesi per minarne l'immagine.
In realta' il "sistema" aveva contrapposto la continuita' "rassicurante" rappresentata da Hillary Clinton con un soggetto - per molti ma soprattutto per i media - del tutto improponibile, in modo da garantirsi la vittoria e il prosieguo dello status-quo.
Stavolta, pero', il gioco e' riuscito male: meta' dei 120 milioni di voti espressi in una nazione che conta circa 330 milioni di individui sono andati proprio al tycoon, che ha vinto le elezioni facendo sfumare tutta la cortina fumogena pianificata.
Chi ha votato Trump non sono stati solo gli "incolti", i razzisti e i sessisti come molti media e giornali hanno ammiccato, ma soprattutto il ceto medio, che ha perso il lavoro per via della globalizzazione, e che vede erodersi ogni giorno di piu' i propri diritti, dato che la finanza, ormai, si e' del tutto sostituita all'economia.
Ma non solo: molti democratici che otto anni ha hanno votato per Obama oggi hanno votato per Trump, in quanto si sono sentiti traditi da un Presidente... che prometteva di fare tutto e non ha fatto nulla (se non guerre e leggi finanziarie a favore dell'elite che gli ha finanziato entrambe le campagne elettorali).
Perfino il suo Obamacare e' contestato, dato che i lavoratori del ceto medio devono pagarsi le assicurazioni sanitarie mentre gli immigrati clandestini no.
I primi sconfitti di questa campagna, comunque, sono proprio i media: nonostante il pompaggio quotidiano dei telegiornali di tutto il mondo (o quasi) a favore della Clinton, nonostante l'appoggio delle star dello spettacolo, degli sportivi famosi, degli anchorman, dei veri o presunti scandali sessuali... che arrivano a tutti e influenzano - quindi - le opinioni, e nonostante perfino i sondaggi palesemente truccati (al pari della Brexit) almeno meta' del popolo americano ha fatto di testa sua e ha destabilizzato il "sistema".
Alla notizia dell'elezione di Mr. Trump l'Europa ha risposto con dichiarazioni a dir poco gelide, mentre Putin, Orban e altri partiti nazionalisti - guarda caso tutti sessisti, omofobi e via dicendo - hanno cantato vittoria.
Personalmente, so che Donald si adeguera' al sistema (almeno per evitare di fare la fine dei fratelli Kennedy e di Lincoln): cio' a cui potremmo assistere nei prossimi due anni, pero', potrebbe essere comunque sensazionale, dato che possiede la maggioranza al Congresso e cio' gli regala amplissimi poteri.
Con Trump, a differenza della Clinton, non solo dovremmo avere un disgelo dei rapporti con Putin (la moglie di Bill, infatti, amica dei banchieri, era pronta alla guerra) ma dovremmo cominciare ad assistere anche a nuove misure di protezionismo economico (con consequenziale stralcio di trattati come il TTIP e perfino della NAFTA) cosi' come all'inizio dell'isolazionismo militare, dato che il ruolo dei terroristi del Pianeta - pardon di poliziotti - ha davvero stancato.
Ma cosa ha promesso Donald Trump in campagna elettorale?
Innanzitutto ha parlato di globalizzazione e trattati: "Non credo nel libero commercio, credo nel commercio intelligente, quello in cui vinciamo noi" ha affermato, aggiungendo anche che "Rinegoziero' il NAFTA (il trattato di libero commercio tra Canada, USA e Messico nda) e gli altri trattati negoziati da Obama".
In merito alle delocalizzazioni selvagge verso la Cina, invece, Trump vorrebbe tassare tutte le importazioni (parlava del 45%) e questo perche' "Non puoi aprire una fabbrica d'auto in Cina, lasciare disoccupati gli americani e poi vendere le auto nel paese come se nulla fosse successo".
Ha poi promesso la riduzione delle tasse, la fine dell' Obamacare ("Lo sostituiremo con qualcosa di meglio", ha chiosato) la fine dell'immigrazione selvaggia attraverso fantomatici muri, ma anche l'alleanza con Putin per fare la guerra all'ISIS.
Ha sostenuto anche l'appoggio alle lobby delle armi e del petrolio (tipiche dei repubblicani) affermando che "Gli agenti in America sono maltrattati ed incompresi" e che "Il riscaldamento globale non esiste".
Premesso che in campagna elettorale si promette di tutto e di piu', anche se non si e' d'accordo su tutto il suo programma, resta il fatto che l'America - anzi gli americani e il resto del mondo - hanno diritto alla pace e al ripristino di un minimo di sovranita' economica: ecco spiegato il successo del "cafone", "bruto", "bullo" e spavaldo Donald.
In merito a Putin, in particolare, Trump ha dichiarato: "Lui ha detto che sono un genio. Non sarebbe bello andare d'accordo e unire le nostre forze per schiacciare l'Isis?"
Credo proprio che il povero Donald non sappia - o faccia finta di non sapere - chi ha creato realmente quest'ennesima guerriglia...
Ad ogni modo, come ho avuto modo di scrivere in un mio precedente articolo sulla Clinton, preferisco sulserio una bella orgia alla casa bianca che lo scoppio della terza guerra mondiale.
Paradossalmente, vista la miseria della realta' in cui viviamo, e' da qui che bisogna partire.


Fonte dati: Fatto Quotidiano, Repubblica.
Fonte immagini: Google.



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