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Gabriele Sannino
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Il caso Montepaschi spiegato a mio figlio




Il Monte dei Paschi di Siena e' la banca piu' antica del mondo.
Nato come monte di pieta' per dare aiuto ai poveri, diventa una banca privata nel 1995 per effetto della legge Amato, durante il periodo delle grandi privatizzazioni avvenuto negli anni '90.
La fondazione che la gestisce detiene il 55% delle azioni ed e' costituita soprattutto da politici dell'area PD, corrente politica che dal dopoguerra ha il controllo su questi territori.
La fondazione vive di dividendi, e pian piano vende le sue quote ad altri privati.
A partire dalla privatizzazione, i nuovi soci cominciano a pretendere sempre piu' guadagni, cosa che porta la banca a vendere le sue stesse proprieta', come le partecipazioni bancarie in San Paolo e Generali, intere banche come Cassa si Risparmio di Prato, ma anche immobili storici come la tenuta di Fontanafredda e Palazzi Monte Mario a Roma.
MPS compra una banca del tutto dissestata come banca Antonveneta, e la paga piu' di quanto lei stessa valga (MPS, all'epoca delle acquisizioni, valeva circa 9 miliardi, Antonveneta viene pagata 10,3) e si accolla il suo passivo che ammonta a 7,9 miliardi.
Naturalmente MPS non ha tutti questi soldi: ecco che comincia a indebitarsi e il titolo crolla.
Ma le follie non finiscono qui, in quanto Monte Paschi ha pagato in nero 2 miliardi a un'altra banca, il Banco Santander, che aveva acquistato anzitempo Antonveneta per 6,6 miliardi, l'aveva scorporata (gli aveva tolto cioe' la parte sana) e alla fine l'aveva messa sul mercato.
Insomma, un'operazione quella del Monte dei Paschi in totale perdita, fatta da "soci" il cui unico obiettivo e' avere a disposizione un bancomat per le loro attivita' e salvare gli amici degli amici.
Questi speculatori giocano in proprio sui vari "mercati" finanziari, e la versione piu' ottimistica e' che abbiano preso dei soldi per dei derivati, li abbiano persi e non siano piu' riusciti a restituire il capitale.
L'ex presidente della banca e della fondazione MPS Giuseppe Mussari - incredibile a dirsi -viene premiato dopo tutte queste operazioni nientepopodimeno che con la presidenza dell'ABI (Associazione bancaria Italiana) senza che nessun partito o nessun uomo della finanza si opponga.
Mussari non ha una formazione finanziaria, e' solo un avvocato penalista calabrese fedele da sempre alla sinistra senese, in pratica la perfetta testa di legno da porre a prua della nave.
La fondazione MPS nomina come nuovo presidente Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, il quale punta subito sulla riduzione del personale per "uscire dalla crisi" - insomma le solite "riforme" - senza avviare una causa contro i responsabili.
Per evitare il fallimento, il governo Monti nel 2013 eroga un prestito di 3,9 miliardi (i cosiddetti Monti Bonds, da restituire a colpi d'interesse annui di 360 milioni) ma Grillo parla di un buco - anzi di una voragine - di circa 14 miliardi.
Sempre nel 2013 i Pubblici Ministeri che indagano sul caso scoprono bonifici internazionali per oltre 17 miliardi, cosa che fa capire quanto questa gestione sia torbida.
All'epoca a capo di Bankitalia c'e' Mario Draghi, e anche se il suo compito e' quello di sorvegliare le banche, non lo fa. O meglio almeno in questo caso...fa finta di niente.
Anzi si viene a scoprire che le carte segrete sull'allegra gestione MPS sono in possesso di Bankitalia dal 2010!
Anche la Consob e il Ministero del Tesoro fanno orecchie da mercante.
Chi paghera' per questa gestione sconsiderata, naturalmente, saranno solo i cittadini e i dipendenti: i primi saranno defraudati delle loro azioni, mentre i secondi saranno tartassati e/o licenziati.
Il caso MPS e' il simbolo perfetto dell'attuale gestione finanziaria non solo della nostra nazione, ma del Pianeta: in pratica, si fanno operazioni truffa per arricchirsi e fottersi a vicenda sui vari "mercati finanziari", e alla fine il conto lo paga il cittadino.
Anche la nascita del denaro alla fonte e' un'operazione truffa, e il conto lo paghiamo sempre noi, che veniamo tartassati ogni giorno di piu' per assicurare i profitti ai banchieri e ai loro speculatori.
Al momento, servono 5 miliardi per evitare il fallimento del Monte dei Paschi: se intervenisse nuovamente lo Stato, stavolta la banca potrebbe - anzi dovrebbe - essere ri-nazionalizzata; si potrebbe utilizzare il cosiddetto Burden Sharing, ovvero l'azzeramento delle attuali azioni e la conversione delle obbligazioni in azioni, in pratica scaricare il peso sui creditori piu' esposti.
Il problema e' che l'Italia ha recepito una direttiva europea chiamata BRRD che vieta agli Stati di risolvere le crisi bancarie, introducendo il cosiddetto Bail-in, ovvero la procedura per cui il conto lo devono pagare prima gli azionisti, poi gli obbligazionisti, e se necessario i correntisti.
Come sappiamo, pero', gli speculatori si defilano sempre prima del tempo, inoltre non pagano mai per le loro malefatte. Insomma Signori e' l'intero sistema finanziario ad essere criminale...
La situazione comunque e' talmente critica che non si esclude nulla: c'e' perfino chi ha paventato un prestito della cosiddetta TROIKA (BCE, FMI e UE) con conseguente commissariamento definitivo della nostra sovranita' e delle nostre istituzioni.
Il punto - parliamoci chiaro - e' che se la gestione delle banche e' questa, la TROIKA e' solo questione di tempo.
L'unica soluzione per MPS e' non solo la ri-nazionalizzazione, ma anche il finanziamento con capitale della BCE e la capitalizzazione con beni pubblici: in pratica, la banca prende il capitale allo 0,25% dalla BCE (il costo del denaro alla fonte) e lo rivende solo ed esclusivamente alle aziende, dunque all'economia reale; dato che le imprese, oggi, pagano interessi intorno all'8-9%, questa nuova MPS pubblica potrebbe offrire interessi molto piu' bassi, guadagnando cosi' dalla forbice tra interessi attivi e passivi (oltre che dal moltiplicatore bancario).
La domanda e': l'Europa ce lo lascera' fare?
Non credo proprio, ed infatti - con tutta probabilita' - ci lascera' aumentare il finto debito pubblico per regalare altri soldi ai banchieri e permettere loro nuovi e futuri giochetti.
Insomma, e' la solita storia: questa sovrastruttura europea - un'architettura meramente finanziaria dato che l'unione dei popoli e' il classico specchietto per le allodole - e' solo un problema ormai, altro che risorsa!
La deflagrazione dell'intero sistema, lo avrete capito, e' solo questione di tempo.

Fonte dati: libro "Traditori al Governo" di Marco della Luna
Fatto Quotidiano

Fonte immagini: Google.




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