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Gabriele Sannino
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Caso Consip: quello che dobbiamo sapere



La Consip e' la centrale di acquisti per la pubblica Amministrazione nata nel 1997 per ridurre i costi per il settore pubblico.
Parliamo di una societa' pubblica detenuta interamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
La Consip acquista per convenzione, o meglio organizza gare di appalto al ribasso dove le aziende che se le aggiudicano forniscono beni e servizi alla P.A. fino alla cifra pattuita (che verra' stabilita a priori nella gara).
Essa ha permesso notevoli ribassi per lo Stato (solo nel 2016 sono stati risparmiati piu' di 3 miliardi di Euro): purtroppo la gestione degli appalti resta molto critica, e l'inchiesta della procura di Napoli che ha portato all'arresto dell'immobiliarista napoletano Alfredo Romeo lo ha dimostrato chiaramente.
Stando alle carte, Romeo e' stato arrestato per alcune tangenti versate nel 2014 per gestire i servizi nei palazzi di potere romani (Palazzo Madama, Chigi e via discorrendo).
Nel dettaglio, si parla di una tangente di 100.000 euro versata al funzionario addetto alle gare Consip Marco Gasparri per la vincita di un appalto.
Per queste accuse, Alfredo Romeo e' stato arrestato il 1 marzo 2017.
Prima del suo fermo, pero', l'inchiesta ha rischiato di sfumare, in quanto la notizia delle indagini e' arrivata proprio in casa Consip, dove l'Amministratore Delegato Luigi Marroni ha organizzato una vera e propria bonifica dell'azienda per eliminare le cimici, con la speranza di salvare il salvabile e calmare le acque.
Interrogato dai magistrati, Marroni ha iniziato a fare i nomi di chi gli ha fatto la soffiate: in primis ha citato Luigi Ferraro, Presidente della Consip, il quale a sua volta ha dichiarato di avere saputo delle microspie dal Comandante dei Carabinieri il Generale Tullio Del Sette. Marroni ha poi dichiarato di essere stato avvisato anche da Luca Lotti, braccio destro di Renzi e attuale Ministro dello Sport.
Infine, ha fatto il nome del Comandante dei Carabinieri dell'alta Toscana il Generale Emanuele Saltalamacchia.
Nei mesi precedenti, pero', non sono mancati i colpi di scena: a dicembre 2016, il direttore di Publiacqua Filippo Vannoni (la municipalizzata dell'acqua di Firenze e dintorni) alias un fedelissimo di Matteo Renzi nominato proprio da lui nel 2013, interrogato e messo alle strette dai magistrati napoletani, ha dichiarato che Renzi sapeva dell'inchiesta, e il fatto che quest'uomo tuttora rimanga al suo posto la dice lunga sui ricatti che l'ex premier - probabilmente - sta subendo.
Anche l'Amministratore Delegato di Consip Luigi Marroni infatti resta al suo posto, e questo e' sintomatico.
In tutta questa torbida storia, inoltre, e' entrato a gamba tesa anche il papa' di Matteo Renzi, Tiziano, accusato di Traffico di influenze, vale a dire l'aver fatto pressioni sui dirigenti e funzionari Consip per "dirigere" appalti o chissa' che cosa.
Tiziano Renzi ha dichiarato ai magistrati di non aver mai incontrato l'immobiliarista Alfredo Romeo, eppure un pizzino riconducibile a Romeo riporta proprio una "T" ... e un fisso di 30.000 euro al mese. Sono per lui?
Lo si scoprira' solo se Romeo o chi per lui parlera'.
Infine, e' stato interrogato dai PM un altro fedelissimo amico di Matteo Renzi, Carlo Russo, altro imprenditore che - secondo i PM - era il tramite tra Romeo e papa' Renzi e che si e' rifiutato di rispondere.
Ricordiamoci, infine, che l'immobiliarista Romeo ha finanziato diverse societa' di Matteo, finanziamenti privati - chiariamoci - per la sua campagna elettorale e che sono del tutto leciti
Insomma qui una cosa e' certa: con tutta probabilita', questa storia distruggera' o per lo meno ammacchera' per sempre il giglio magico, e politicamente parlando (per il resto vedremo) Matteo Renzi fara' molta fatica a sopravvivere a tanto letame.
Delle due l'una: o e' il classico marito cornuto che e' l'ultimo a sapere, oppure c'entra fino al collo.
Parliamo - comunque - di un uomo non integerrimo, se pensiamo - per esempio - alla sparizione di alcuni Rolex d'oro massiccio donati dal sovrano dell'Arabia Saudita a Palazzo Chigi (il regolamento vuole che i regali superiori ai 300 euro vadano depositati in un magazzino a disposizione dello Stato) ma non solo, anche agli scontrini per le sue spese folli quando era Sindaco di Firenze, piu' volte richiesti e mai documentati.
Il punto e' che in questa storia... se tutti quelli che fanno parte del suo entourage - i suoi uomini, intendo - sono coinvolti, e' molto probabile che lo sia anche lui!
Lo scopriremo. Bisogna, del resto, aspettare sempre i fatti.
Alla fine, saranno solo quelli a contare per davvero.

Fonte immagini: Google.

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