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Gabriele Sannino
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Il caos dei Meetup che fa male ai 5 Stelle



Il 19 luglio del 2015, Beppe Grillo pubblicava sul suo blog una bellissima quanto toccante lettera sulla mission dei meetup.
La lettera-appello li definiva "laboratori di condivisione e di idee", mentre lo scopo era quello di creare una "cultura della partecipazione alla vita pubblica".
"I meetup" - continuava - "nascono tra persone che hanno voglia di riprendere un ruolo attivo nella propria comunita', e si incontrano per immaginare e realizzare insieme una migliore qualita' di vita, individuale e collettiva. Nei meetup ci si occupa di temi, bisogni e beni comuni, che interessano il proprio territorio. La condivisione e' la nostra risorsa. Tutti gli iscritti hanno diritto a partecipare, a condizione che il contributo venga offerto con totale disinteresse e umilta', e che possa essere accolto senza pregiudizi, integrando la ricchezza di cui ognuno e' portatore con il proprio carattere, linguaggio, storia e preparazione".
Nell'appello di Grillo si precisava anche che "i meetup da soli non sono il Movimento 5 Stelle", "i portavoce eletti non possono gestirli a loro piacimento" e "gli organizer ed assistant sono solo facilitatori dell'organizzazione interna", ovvero non hanno funzione di rappresentanza verso l'esterno.
Infine, qualsiasi dichiarazione a mezzo stampa di un membro dei meetup era ed e' da attribuire solo al singolo, mentre le piccole organizzazioni di cittadini, vista la loro vocazione strettamente locale, non possono essere ne' regionali ne' nazionali.
Purtroppo le cose oggi stanno andando in una direzione molto diversa, e i vertici 5 stelle lo sanno molto bene: i meetup, infatti, si stanno riempiendo di opportunisti e saltimbanchi, persone pronte a saltare sul carro del vincitore pur di mirare al potere politico e a un connesso stipendio (seppur tagliato alla fonte, come da regolamento).
Generalizzare, si sa, e' banale, ma Genova resta un caso scuola: qui la lista dei candidati partorita dal meetup di riferimento non e' stata neanche approvata, in quanto il potenziale Sindaco, in passato, ha tuonato proprio contro il Movimento!
Molti giornali hanno subito gridato allo scandalo, chiedendosi se fosse legittimo essere "delegittimati" quando non si e' d'accordo con i vertici.
Ebbene l'ipocrisia in questo caso si spreca, dato che tutti i partiti sono verticistici, si stabilisce una linea e la si porta avanti: dunque, se si critica il Movimento Cinque Stelle per questo, si deve avere l'onesta' di farlo con tutti gli altri, e di proporre - nel caso - anche delle valide alternative.
Ma torniamo ai meetup: in queste associazioni, purtroppo, accade davvero di tutto, dalle cordate di potere, ai voti di vendetta, alle coalizioni contro questo o quell'esponente, insomma si assiste a una bailamme che era prevedibile se manca una chiara disciplina degli stessi.
Prendiamo il caso di Salerno, solo per citarne uno: il candidato Sindaco Oreste Agosto, uscito vincente dall'assemblea del 7 febbraio e votato con 92 voti, 21 in piu' rispetto al suo competitor, e' stato sfiduciato per aver violato il Non Statuto, in sostanza - secondo l'accusa - per aver telefonato a uno dei votanti screditando l'avversario Nicola Provenza ed etichettandolo come gradito "agli ambienti comunali", in pratica ai seguaci del famigerato ex Sindaco-sceriffo Vincenzo De Luca (ora Presidente della Regione Campania).
Agosto e' l'avvocato che ha scritto i ricorsi contro l'edificazione del Crescent (un'area residenziale sul mare su cui aleggiano sospetti di ogni genere, dall'abusivismo edilizio alla fattura criminale) e contro la decadenza del Sindaco-sceriffo De Luca nel 2013 dall'allora doppio incarico di sottosegretario durante il Governo Letta. Insomma, questa babele si e' risolta con un contro-documento di 70 firme che ha lasciato al suo posto Agosto, ma la rottura e' stata grande, cosi' come la quantita' di veleno che ancora circola all'interno del meetup cittadino.
A San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento, ci sono oggi ben due meetup, ma uno solo ha ricevuto la certificazione della lista in attesa delle prossime amministrative: ebbene questa lista ha due elementi che non risiedono sul territorio (requisito indispensabile, infatti, e' essere residenti nel comune per cui ci si candida) e la fazione opposta si e' subito mossa per mettere in evidenza la questione e per far rispettare le regole.
Come si puo' intuire, dai meetup a volte nascono piu' liste, e quelle non certificate dai vertici del Movimento, arrivano a covare vendetta, a volte mettendo in luce delle irregolarita'... che poi si rivelano perfino puntuali. A Taranto abbiamo addirittura tre liste, e lo stesso accade in molte altre citta'.
Il punto nodale e' che in questi meetup si creano dei veri e propri "club esclusivi", grazie ai quali nelle liste si inseriscono solo gli amici degli amici e simili.
Se un professionista qualificato si palesa, partecipa - o tenta di partecipare - non e' detto che la cosa gli vada a buon fine, specie se non entra nelle grazie di chi "conta".
Personalmente, vivendo a Padova, ho tentato di seguire il meetup del centro citta'.
L'ho fatto per un motivo molto semplice, che non intendo affatto nascondere: desideravo - e ancora desidero - con la mia cultura economica e politica aiutare il Movimento nella difficile transizione che il paese dovra' sostenere quando dovra' uscire dall'Euro.
Ebbene, a parte il muro che ho trovato - soprattutto da parte di alcune persone che pensavano potessi togliere loro la "poltrona", chissa' - mi sono trovato a inseguire praticamente una setta, dato che il meetup di riferimento, nella stragrande maggioranza dei casi, non pubblicava ne' le sedi ne' gli orari delle sue riunioni, e dato che gli incontri non erano neanche ravvisabili sui vari profili social degli interessati.
Insomma, capita di assistere anche a dei meetup che sono delle vere e proprie associazioni-fantasma, un club per soli spettri.
Il punto e' che finche' nei meetup contera' piu' la fedelta' che il curriculum, si avranno solo dei lacche' (in alcuni casi del tutto incompetenti) che alla fine danneggeranno il Movimento (che e' e resta una delle poche speranze per molti cittadini) il quale puo' e deve arricchirsi anche grazie al contributo di professionisti e intellettuali.
Questi ultimi, infatti, scappano a gambe levate quando vedono queste associazioni e le loro "logiche"!
Il Movimento 5 Stelle, oggi, grazie a Rousseau, permette di votare leggi on line da presentare in Parlamento: ebbene la rivoluzione deve continuare, non bisogna votare solo le leggi, ma anche i legislatori, a qualsiasi livello (magari attraverso video e curriculum) in modo tale che si possano vagliare le competenze e il tutto possa avvenire nella massima trasparenza.
L'associazionismo dal basso va benissimo, ma va fatto con la finalita' esclusiva di migliorare il territorio inteso come bene comune, creando magari temi di discussione e serate per coinvolgere la cittadinanza.
Se cosi' non sara', alla fine, il Movimento arrivera' ad essere piu' diviso del PD, e con i decenni a venire le cose potranno solo che peggiorare.
Per quanto mi riguarda, non importa se riusciro' a mettere a disposizione del Movimento la mia persona, quello che conta e' che la democrazia dal basso (che tanto si declama) diventi effettivamente una realta', senza dover scendere a compromessi... ancor prima di iniziare.

Fonte immagini: Google.

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